Monthly Archives: luglio 2017

Non siete ancora partiti per le vacanze e avete bisogno di qualcosa che tiri su di morale voi e i vostri bambini?

MUFFIN, anche per celiaci, alla farina di mandorle e limone!

Questi dolcetti si mantengono per qualche giorno ma…

Non rimandare a domani quello che puoi mangiare oggi!

La Flo li ha preparati senza frosting e voi bambini, come li avete decorati?

Per i muffin
250 grammi di farina di mandorle
10 grammi di lievito per dolci
90 grammi di zucchero a velo
2 limoni grandi
2 uova
100 grammi di burro
1 goccio di essenza di mandorla
un pizzico di sale

Vedi la Ricetta  su www.lacuochinasopraffina.com

 


Un libro ai terremotati di Torrita di Amatrice, un regalo per la Flo

Il 24 agosto sarà il compleanno di Floriana, l’aiutante Fata che i lettori di questo sito impareranno presto a conoscere nella rubrica “Azzurro pasta di zucchero”.

È una ragazza speciale, poliedrica e fantasiosa, ricca di idee, di iniziative e di amici. Ma soprattutto è una ragazza dal cuore grande, che da un anno non si dà pace per aiutare la sua gente, i terremotati di Amatrice e dintorni.

Il 24 agosto non sarà solo il suo compleanno, sarà anche il triste primo anniversario di quel tremendo terremoto che è ancora nella mente e nei ricordi di tutti.

Per la sua festa, Floriana ha lanciato una bellissima iniziativa: far nascere una piccola biblioteca a Torrita di Amatrice, piccola frazione di montagna distrutta dal sisma.

Spediamo un libro, magari per bambini. Festeggiamo la Flo, festeggiamo la vita…sempre!

Qui il testo della lettera inviato a tutti i suoi amici.

“Tra un mese esatto, il 24 agosto, sarà un anno da quel terremoto indimenticabile. E sarà il mio compleanno. L’anno scorso ero arrivata a Milano la sera prima, per festeggiare con i miei. Quel posto per me, come per tutti quelli che lo amano, è sempre stato un’isola felice, un’oasi di pace. Come già sapete, lì c’è la storia della mia famiglia, ci sono la mia infanzia e le mie vacanze, i miei parenti e i miei amici. E i miei nonni. I miei compleanni li ho, quasi sempre, festeggiati lì.
Ma lo scorso 24 agosto non c’è stato niente da festeggiare.
È quasi passato un anno e non ho mai smesso di pensare ad ogni secondo di quella notte. Mi sembra ancora tutto così surreale.
Tra un mese sarà il 24 agosto e vorrei far nascere una piccola biblioteca di libri usati proprio tra quelle montagne.
La biblioteca nascerà nella nuova base Ekoclub Rieti onlus a Torrita e sarà a disposizione di tutti. Chi vorrà potrà prenderli in prestito, leggerli e riconsegnarli, affinché possano restare sempre vivi.
Vorrei che fossero libri usati, che portino dietro la loro e la vostra storia, perché VIVO deve essere il ricordo di chi non c’è più e di chi combatte ogni giorno.
Se avete voglia di partecipare o di farmi un regalino, scegliete un libro della vostra libreria, che sia un romanzo, un libro di ricette che parli di natura o un libro per ragazzi o bambini, scrivete il titolo di questo progetto Ekoclub e speditelo a

“IL MIO CORPO SULLA TERRA, IL MIO SPIRITO NELLE NUVOLE. E TUTTE E DUE DENTRO UN LIBRO”
PICCOLA BIBLIOTECA EKOCLUB
24 agosto
Via Salaria, 182
Torrita di Amatrice 02010 Rieti

E magari fate il passaparola!
L’iniziativa parte con un mese di anticipo per darvi la possibilità di spedire prima di partire per le vacanze e per avere qualche libro già per il prossimo 24 agosto, a disposizione degli abitanti o di chi andrà a fare un giro da quelle parti.
Per la realizzazione di questo piccolo sogno, ho chiesto la collaborazione di alcuni amici sul territorio e li vorrei ringraziare perché, ancora una volta, mi sopportano e mi supportano anche a distanza.
Grazie anche a tutti quelli che stresserò e che ancora non lo sanno
Grazie a ognuno di voi
Floriana

                                             


Fra Martino campanaro esiste. E si aggira per Milano

Category : Azzurro Cielo

Mio figlio ha una naturale e incredibile passione per le campane. Da sempre. Fin da neonato, l’attrazione per campane e campanili è stata irrefrenabile. Con il tempo la curiosità è diventata una vera e propria passione che ci spinge a cercare i concerti di campane più belli su youtube e ad alzare continuamente gli occhi verso ogni campanile.

  • Campane friulane

Per strada e in viaggio, le domande sono sempre le stesse. Prima domanda: di chi è questo campanile? (inteso: di quale paese?). Seconda domanda: quando suona il primo? E il secondo? E il terzo? (a Milano e a Lecco le campane suonano mezz’ora, un quarto d’ora e pochi minuti prima della Messa, mentre in altre località ci sono variabili diverse). Terza domanda (se rispondiamo che non sappiamo quando suoneranno): ma è una campana dei morti? (nel senso di un cimitero, o comunque muta). Ovviamente Franceschino non sfugge nemmeno alla conta delle ore e delle mezz’ore scandite dai campanili che segnano anche il tempo.

Alla ricerca di esperienze sempre nuove, ci siamo imbattuti in campane, campanari e campanili di ogni tipo, diventando anche un po’ esperti. Per esempio abbiamo scoperto che le campane della diocesi ambrosiana hanno un suono diverso da quello delle altre diocesi e che esistono persino gruppi culturali di appassionati di arte campanaria che perpetuano attivamente la tradizione del suono manuale.

La nostra avventura più bella l’abbiamo vissuta a San Vittore, con la visita guidata alla torre campanaria e un concerto manuale di campane dedicate agli spettatori che hanno avuto l’ardire di arrampicarsi fino in cima alla scala di legno.

Comincio col dire che la Basilica di San Vittore al Corpo è assolutamente da vedere. A dispetto della facciata, bianca e spoglia perché rimasta incompiuta, l’interno è un trionfo di inaspettata bellezza. Doveva essere completata a fine Cinquecento secondo un progetto ancora conservato al Castello Sforzesco con un “grandissimo porticato con dodici grandi colonne”, delle quali rimane oggi solo il profilo tracciato, a leggero rilievo, lungo la facciata.

La Basilica sorge sul complesso monastico olivetano edificato nel ‘500 su una precedente basilica paleocristiana e contiene le spoglie di san Vittore, un soldato appartenente alla guardia del corpo dell’imperatore romano Massimiano (IV secolo), che affrontò vari supplizi fino alla morte piuttosto di abiurare la sua fede.

All’interno affreschi, stucchi, legni intagliati, oro e ferro battuto, tele, coro e altare settecenteschi, una cupola da restare abbagliati. Una meraviglia.

I volontari della parrocchia, appassionati della materia, ci hanno accompagnati nella torre delle campane, facendoci arrampicare su su per diverse rampe di scale di legno. Un percorso non facile per i bambini, ma con una meta impagabile.

Oltre allo spettacolo della città dell’alto, abbiamo scoperto che nel cuore di Milano, le campane possono essere suonate ancora manualmente con le corde.

C’è un direttore che ascolta i suoni di ritorno e dirige il concerto con maestria, chiamando le campane a una a una: uno, due, cinque, tre, due…

Non solo: per il suono a festa, gli abili campanari hanno suonato una sorta di grosso pianoforte con la forza dei pugni su grossi tasti in legno posto direttamente nella cella campanaria.

 

Una esperienza unica. Abbiamo potuto toccare direttamente le campane, capirne i meccanismi di funzionamento e le tecniche e assaporarne tutta l’armonia.

In cima alla torre abbiamo ripensato a quanta storia è passata all’ombra dei campanili, alle campane che hanno scandito il tempo e il ritmo delle comunità, alla frenesia della nostra città che copre tante volte questo suono magico.

Grazie a Francesco Romano, che ancora una volta, anche senza saperlo, ci ha riportato all’essenzialità.

Una curiosità: tra i maestri campanari ci sono molti giovani. Per noi hanno suonato un giovane orafo, un ingegnere ferroviario, un restauratore..la bella gioventù J

 


La Balena

“E’ molto grosso questo pesce cane che ci ha inghiottiti?” – domandò il burattino.

“Figurati che il suo corpo è più lungo di un chilometro, senza contare la coda”

da Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi


Tra leggende e storie galattiche: i libri per bambini di Carmela Torelli

Category : A prova di Fata

“Chi è l’animale che cammina durante la sua vita prima con quattro zampe, poi con due e infine con tre?”: questo è l’indovinello che la Sfinge rivolgeva ai viaggiatori quando passavano sotto le sue zampe.

Gli antichi egizi veneravano la Sfinge come protettrice e custode delle mummie reali, sentinella delle porte della città eterna e come magica creatura fonte di conoscenza e saggezza.

Quella della Sfinge è una delle tante storie che potete trovare in “Leggende dal mondo”, raccolta di favole provenienti da tutti il mondo a firma Carmela Torelli, una mamma appassionata di storia e lettura che ha deciso di trasformare le curiosità della figlia in tante storie allegre e divertenti.

Carmela Torelli è nata a Bari nel 1970. Laureata in scienze politiche, dopo un dottorato in demografia e un lavoro a Londra, è oggi docente e formatore aziendale in comunicazione efficace e si diletta a scrivere per far sognare grandi e piccini.

Della stessa scrittrice, ci sono anche “Storie Galattiche”, libro che fa sognare perché racconta avventure di dei eroi e bestie mitologiche che hanno dato il loro nome a pianeti, stelle e costellazioni, le storie più romantiche e amate di tutti i tempi.

Per i più grandicelli segnalo invece “Facciamo ’Italia. Dieci storie straordinarie del Risorgimento”, che mette in dialogo i giovani risorgimentali con i giovani di oggi, presentando dieci personaggi, cinque donne e cinque uomini, provenienti da tutti i ceti sociali e da diverse parti d´Italia, dal Nord al Sud, non troppo conosciuti del nostro Risorgimento.

  • Storie Galattiche

Qualche giorno nelle Marche, tra mare, girasoli e travertino

Le Marche hanno bisogno di un piccolo aiuto, soprattutto quest’anno. Abbiamo passato una settimana tra dolci colline coperte di girasoli e borghi gioiello in travertino e laterizio. Ovunque un senso di attesa e forse un po’ di malinconia.

La stagione non sta andando bene. I turisti hanno deciso altre mete per via del terremoto, che qui si è sentito forte nell’ottobre del 2016, nelle scosse successive a quella tristemente più nota del 24 agosto in Abruzzo.

Molti paesi ne portano i segni, con le chiese chiuse e inagibili e le colonne dei porticati sulle piazze protette di rinforzi. Le prenotazioni sono scarse per le prossime settimane, con l’eccezione di qualche località turistica sulla costa.

Nella piazza centrale della bellissima Offida, la città del tombolo e dei merletti, l’esercente della gelateria ci ha parlato del giorno del terremoto, del durissimo inverno di neve e ghiaccio e della stagione turistica che non riparte, mentre alle sue spalle il convento agostiniano noto in tutto il mondo come Santuario del Miracolo Eucaristico resta chiuso, imbragato in una rete di metallo chissà per quanti mesi o anni..

Insomma, tutta questa premessa solo per dire di non abbandonare le Marche. Non lo merita questa terra stupenda e soprattutto non lo meritano i marchigiani, generosi, ospitali, ottimi cuochi, agricoltori, pescatori.

Abbiamo alloggiato in due diverse strutture a Cupra Marittima, paese molto comodo per i giretti e anche conveniente. Abbiamo scoperto arrivati lì che con 5 euro puoi affittare per tutto il giorno due lettini e ombrellone e i parcheggi sono quasi tutti gratuiti. Da milanese abituata alla Liguria non è bastata una settimana per capacitarmi di questa meraviglia.

Il mare non è bellissimo. La riviera adriatica non brilla certo per limpidezza delle acque, ma Cupra è bandiera blu e il mare è pulito. E comunque è ideale per i bambini perché l’acqua resta bassa per molti metri dalla riva e dunque è sicura.

Abbiamo alloggiato in due agriturismi diversi, in collina ma a breve distanza dal mare: La Castelletta (www.agriturismolacastelletta.it) e La Casa del Sole, entrambi a gestione famigliare, molto adatti ai bambini per l’ampia disponibilità di verde e con una favolosa vista mare. La Castelletta ha una bella piscina tra gli ulivi e vanta la cucina con i fiocchi della cuoca Gabriella, mentre alla Casa del Sole i bambini potranno vedere le caprette e raccogliere i pomodori con Luigi e Tiziana.

I nostri giretti ci hanno portato a vedere Grottammare (suggestiva la serata in città alta) e San Benedetto del Tronto, con una puntatina nel Conero a Numana e Sirolo.

Tra Cupra e San Benedetto c’è una bella ciclabile di 11 km, che prosegue anche oltre, fino a Porto d’Ascoli. Affittate una bici e farete contenti i bambini! A metà strada tra Cupra e Grottammare sostate nel Dream Point in cui passa il 43esimo parallelo, il punto esatto da cui inizia l’area mediterranea. Una scultura ci ricorda che lo stesso passa da quattro luoghi di fede: Santiago de Compostela (Spagna), Lourdes (Francia), Assisi (Italia) e Medjugorie (Bosnia Erzegovina).

Alla ricerca dei borghi più belli d’Italia delle province di Ascoli Piceno e Fermo, ci siamo affacciati nelle piazze di Moresco, con la famosa torre eptagonale, di Torre delle Palme, di Montefiore dell’Aso e di Campofilone, dove ovviamente abbiamo comprato i famosi maccheroncini.

A Ripatransone abbiamo attraversato quello che con i suoi 43 centimetri di larghezza è il vicolo più stretto d’Italia. Per le amanti del genere – o mamme di figlie femmine – ricordo che a Ripatransone c’è anche il museo della Barbie, mostra permanente con oltre 1000 Barbie, dalla prima del 1959 a quelle più rare.

Bellissima Offida, città natale di Tonino Carino (da Ascoli), borgo racchiuso tra mura del XV secolo, dove le donne ricamano il merletto al tombolo con piccoli fuselli di legno sulla soglia di casa. Merita assolutamente una passeggiata Santa Maria della Rocca, chiesa romanico-gotica affacciata su un dirupo, bella da togliere il fiato, soprattutto al tramonto.

Mentre a Francesco Romano è piaciuto moltissimo il presepe di scuola napoletana tutto automatizzato che si trova nella cripta della Chiesa della Collegiata, nella piazza centrale.

Ad Ascoli Piceno sostate al Meletti di Piazza del Popolo, un caffè storico che vi proietterà in un’atmosfera di altri tempi. Anisetta, rosolio o chinotto, ordinate qualcosa che sia antico ed elegante come le scritte che ci sono all’ingresso del locale: liquori, vini, dolciumi…Se l’orario ve lo consente, prendete qualche oliva ascolana o i cremini marchigiani da Migliori, in piazza Arringo. Anche in cartoccio da passeggio a 4 euro. Abbiamo chiuso la settimana a Loreto mangiando pane e ciauscolo dopo avere nutrito lo spirito nella Santa Casa.

  • Monumento alle merlettaie di Offida

Torta per la Fata Turchina

L’estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta.
Sai tu sai tu dirmi che ti porta?
“Un cestel di bionde pesche,
vellutate appena tocche,
e ciliegie lustre e fresche
ben divise a mazzi e a ciocche”.
(Angiolo Silvio Novaro)

Lo sapevate che in Cina la pesca è considerato un frutto fatato? Simbolo di buon augurio, ricchezza e lunga vita.

 

Ci voleva una tortina

 per la nostra Fata turchina!

Un tripudio di dolcezza e semplicità

che va bene ad ogni età!

E se volete provarla anche voi,

seguite il link che vi suggeriamo noi!

 

Buon compleanno Mamma Erminia!

Segui la ricetta sul sito Giallo Zafferano


Colmar e la magia del Natale in Alsazia

Colmar è magica e per chi ama lo spirito del Natale è assolutamente imperdibile. Le luci, le decorazioni, il profumo di pain d’epices e vin brulé, le candele, le case a graticcio tutte colorate, tutto è fiabesco e affascinante. La nostra settimana in Alsazia per me è stata un sogno continuo ad occhi aperti…vi lascio immaginare per un bambino di due anni e mezzo!

Imperdibile e romantico il quartiere detto La Petite Venise, affacciato sul fiume Lauch che riflette e moltiplica le luci di questa incredibile città.

Ogni angolo e ogni finestra sono addobbati in maniera originalissima, con folletti e orsi bianchi, angeli e Babbi Natale, renne e stelle, pinguini e omini biscotto, ghirlande e rami d’abete, pettirossi e melograni. In ogni strada c’è una storia da inventare, al galoppo della fantasia. E quando scende la sera, con dolci musiche natalizie in sottofondo, tutto si colora di blu, oro e rosa, regalando emozioni a grandi e piccini.

Da Colmar si possono fare vari giretti percorrendo le strade dei vini e delle birre alsaziani, alla ricerca della choucroute, piatto di carne di maiale e crauti, dei Bretzel, biscotti a forma di cuore e del munster, il famoso formaggio a pasta molle e crosta arancione.

I bambini saranno felicissimi di cercare sui tetti le famose cicogne dell’Alsazia che nidificano sui campanili e sulle case. Sono tantissime – al punto da essere ormai il simbolo della regione – si vedono ovunque e sono sempre un nuovo stimolo per immergersi in una fiaba.

Noi siamo stati a Mulhouse, Bergheim, Reichenweier, Kaysersberg, Turckeheim e diversi altri borghi, tutti molto suggestivi. Quest’ultimo, Turckeheim, ha una tradizione particolare: alle 22 in punto, ogni sera da maggio ad ottobre, un guardiano vestito di nero esce per le strade della città illuminandole con una torcia e cantando i canti tradizionali locali.

Merita una giornata di visita sicuramente anche l’elegante città di Strasburgo, che dista da Colmar una settantina di km.

Da ricordare: le piazze di Colmar durante tutto il periodo dell’Avvento sono occupate dai tradizionali Marchés de Noël, tipiche casette in legno che vendono ogni tipo di oggetto di artigianato locale e di prelibatezza. Ma dopo il 30 dicembre non troverete più nulla! Mentre in Italia il periodo natalizio si prolunga fino all’Epifania, in tutta l’Alsazia (compresa Strasburgo) Natale finisce con la fine dell’anno…

Una nota di colore: in una rotonda alla periferia di Colmar troverete una riproduzione della Statua della Libertà di New York. La stranezza ha una spiegazione: Colmar è la città natale di Frederic Auguste Bartholdi, che nel 1886 realizzò la celebre statua con la collaborazione di Gustave Eiffel, che ne progettò gli interni. La riproduzione di Colmar fu inaugurata il 4 luglio 2004 per commemorare il centesimo anniversario della morte. Se siete appassionati di questo grande simbolo della libertà, il Museo Bartholdi di Colmar contiene numerosi modelli di varie dimensioni costruiti dall’artista durante la fase di progettazione dell’opera.

  • Natale a Colmar

Costa azzurra e (parte di) Provenza

Aprile 2016, mare e primavera: binomio perfetto per un viaggetto nella nostra adorata Francia. Destinazione: Sanary sur mère, un delizioso borgo marinaro che ci ha regalato per una settimana un tripudio di suoni e colori. La cittadina è ideale per i bambini con una grande area verde attrezzata con parco giochi e giostre d’ordinanza. Non è difficile diventare un po’ francesi, fare la spesa al mercato cittadino del pesce, della frutta e verdura e delle profumatissime erbe aromatiche e ovviamente sostare alla boulangerie per le mitiche baguette e gli altrettanto mitici croissant. Consigliatissima la tarte tropézienne, dolce tipico di Saint-Tropez diffuso ormai in tutta la Provenza, fatto con una brioche e una crema buonissima.

Per non farmi mancare niente, mi sono lasciata affascinare dalle bellissime sporte in paglia con cui le signore della costa vanno a fare la spesa e ne ho presa una anche per me, in perfetto stile francese.

Come sempre abbiamo alloggiato in un appartamento Airbnb, comodo, centrale e con una bella piazza chiusa al traffico e piena di palme sotto casa in cui Francesco ha potuto tranquillamente andare sul suo monopattino.

Da Sanary siamo partiti per gite e giretti, toccando diverse località: Tolone e Marsiglia con la bellissima basilica Notre Dame de la Guarde, la Ciotad, Aix en Provence, Cassis, Hyeres e l’isola di Porquerolles. Incredibile e indimenticabile il Parc national des Calanques, che da Marsiglia si estende fino a Cassis con panorami mozzafiato.

  • Aix en Provence

A zonzo per il Friuli, terra bella e generosa

Racconterò di questa settimana di vacanza a luglio del 2016 confessando fin da subito che sia io che mio marito abbiamo un debole per il Friuli. Terra bella e generosa, gente operosa e concreta, cucina e vini del Collio eccellenti.

Da Milano abbiamo fatto sosta intermedia nella incantevole Cittadella (Padova), dove abitano i nostri amici Paola e Valerio . La nostra meta era Treppo, piccolo comune in provincia di Udine. Abbiamo soggiornato nell’agriturismo Borgo Floreani, particolarmente adatto per i bambini: piscina, grandi prati, area gioco, orto, molti animali della fattoria.

Da Treppo abbiamo fatto tantissime escursioni attraverso la strada dei castelli e la strada del prosciutto, abbiamo visitato gli scavi archeologici di Aquileia romana e paleocristiana e siamo saliti fin sul campanile della basilica, ci siamo lasciati affascinare dalla incredibile fortezza veneziana di Palmanova, siamo andati al mare a Grado e a Lignano Sabbiadoro, abbiamo attraversato le valli del Natisone fino ai confini con la Slovenia, abbiamo mangiato il prosciutto cotto triestino da Masè a Udine e quello crudo di San Daniele, ovviamente a San Daniele. Abbiamo attraversato il Ponte del diavolo a Cividale del Friuli e abbiamo rivissuto il dramma del terremoto passeggiando a Gemona. Abbiamo fatto gli esploratori nei “cason” della Laguna di Marano e siamo andati a vedere come si fa il formaggio alla Malga Montasio a Sella Nevea. Tutta questa bellezza in una settimana!

Francesco Romano ha apprezzato tutto! Qui segnalo due attrazioni particolari che mi sento di consigliare per i bambini.

La prima sono le Cave del Predil, a Tarvisio. Questo parco geominerario è stato una delle più importanti miniere europee di piombo e zinco. Chiusa nel 1990, è diventata meta didattica e culturale. Gli uomini di famiglia (bimbo e padre, io avevo freddo!) si sono adeguatamente attrezzati con mantella anti freddo e anti umidità e caschetto e si sono addentrati nelle viscere della terra, torcia alla mano. Francesco si è divertito molto a fare il nanetto di Biancaneve! IO nel frattempo ho fatto un giro per la cittadina ormai quasi abbandonata, sulla quale continua a vegliare l’immagine di Santa Barbara, protettrice dei minatori.

La seconda attrazione si trova a Gemona ed è Willi, una divertente ferrovia in miniatura lunga un km, che riproduce fedelmente i treni veri. Non solo: la locomotiva a vapore funziona davvero, con acqua e carbone. Divertente e istruttivo, con tanti complimenti ai volontari appassionati che hanno realizzato i treni e gestiscono la struttura. I bambini possono fare dei bei giri a bordo delle piccole carrozze senza alcun pericolo.

  • Aquileia