“La Madonna de Lorett, la vaa fina al vintisett…”: la Chiesa del Redentore vicino a piazzale Loreto

“La Madonna de Lorett, la vaa fina al vintisett…”: la Chiesa del Redentore vicino a piazzale Loreto

Category : Azzurro Cielo

Il Redentore è la mia parrocchia e quindi scrivo di questa chiesa con il cuore in mano. Il primo aspetto che segnalo è che è davvero una chiesa family e children friendly (lo so che dovrebbero essere tutte così…), nel senso che accoglie i bambini anche molto piccoli facilitando i genitori che vogliono assistere alla Messa. In tutte le celebrazioni viene aperta una cappella laterale dotata di un grande schermo da cui seguire le funzioni. Nella cappella i bambini possono muoversi e giocare. Ci sono puzzle, gessetti, lavagne e pennarelli con disegni con il Vangelo del giorno da colorare. Al momento dell’offertorio i più grandicelli raccolgono le offerte e poi le portano al prete che celebra sull’altare, sentendosi così investiti di un ruolo importante.

Onestamente, se non avessi avuto questa chiesa vicino casa, avrei rinunciato molte volte alla Messa. Invece così anche Francesco può venire con me.

Cappella per i bambini al Redentore

 

Cappella family friendly

Ma mi soffermo su questa chiesa perché ha una storia molto bella che merita di essere raccontata. L’edificio fu consacrato dal Beato cardinale Andrea Ferrari (su un terreno da lui stesso donato) nel 1900, anno del Giubileo dedicato alla Redenzione, da cui il nome. Il progetto era dell’ingegnere Luigi Macchi.

Ma la storia del luogo di culto risale al ‘500; si trova traccia di una cappellina in un atto notarile del 1586, trasformata poi in una cappella più grande dal cardinale Carlo Borromeo in persona, che aveva capito la difficoltà di molti fedeli di muoversi fino a san Babila, allora parrocchia di riferimento di tutto il quartiere. Fu proprio lui a volere che la nuova costruzione          venisse dedicata alla Madonna di Loreto, a cui il santo milanese era particolarmente devoto. San Carlo morì senza vedere la “sua” chiesa. Fu il cugino Cardinal Federico Borromeo, il 30 agosto 1609, a compiere il rito solenne della posa della prima pietra, anche se poi ci vollero ancora diversi anni prima di avere la chiesa definitiva.

La statua della Madonna di Loreto che vi si venera venne fatta realizzare in quegli anni da tale Pietro Spagnolo, un uomo molto devoto che probabilmente non immaginava che sarebbe stata proprio la sua Madonnina a dare il nome al frenetico quartiere odierno.

Si legge nel sito della parrocchia: “La cappella e la devozione alla Madonna avevano già dato definitivamente nome al quartiere, se duecento anni dopo, nel 1857, nella “Grande Illustrazione del Lombardo-Veneto” si legge: “Lo stradone si chiama di Loreto per l’attigua chiesuola dedicata a Santa Maria di Loreto, con annesso convento, ora ridotto a civile abitazione, e già occupato dai Frati Bernardini, ordine somigliante al cistercense riformato da San Bernardo.” Il convento infatti era nato vicino alla cappella, probabilmente nel 1635, e fu soppresso dalle riforme dell’imperatore d’Austria Giuseppe II nel 1782. Quanto il nome di Loreto fosse ormai radicato nel cuore e nella mente degli abitanti del quartiere è dimostrato dal fatto che, quando fu cambiato nome al piazzale in seguito ai tragici avvenimenti che vi si svolsero all’epoca della repubblica di Salò (fucilazione di quindici ostaggi come rappresaglia ad un attentato a un comando tedesco che aveva sede nell’Albergo Titanus-Loreto, ora scomparso) il cambiamento di nome in “Piazzale Quindici Martiri” ebbe vita brevissima, e tornò subito la vecchia denominazione di Piazzale Loreto.

Così come per i vecchi milanesi Corso Buenos Aires continuò ad essere “el còrs Lorett“. E, a un ricordo drammatico, un riscontro curioso e popolare: una delle filastrocche che i bambini canticchiavano usualmente per “fare la conta” diceva proprio: “La Madonna de Lorett, la va fina al vintisett…

Come arrivare: via Palestrina, 5- metro linea verde e rossa fermata Loreto;  autobus 90


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