Monthly Archives: agosto 2017

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La spiaggia infinita e la storia: il nostro sbarco in Normandia

La Normandia è una regione a nord della Francia non semplice da raggiungere, ma veramente supér, come dicono i francesi, per la sua bellezza selvaggia.

Da Parigi la meta ideale per famiglie è uno dei paesini balneari sulla Cote Fluerie. Con due ore di treno o di macchina si arriva a Trouville-Deauville, cittadine gemelle che condividono la stazione ferroviaria e sembrano dipinte su una cartolina giunta direttamente della Belle Epoque, separate solo da un ponte e da un canale di mare.
Noi abbiamo soggiornato in centro a Trouville, località romantica e suggestiva, un po’ retro, con un patrimonio architettonico unico di ville affacciate in riva al mare. Nota come Regina delle spiagge, si fa ammirare per la sua lunga promenade di sabbia fine e non stupisce che tanta bellezza abbia affascinato per decenni artisti e scrittori. Le nuvole che sembrano toccare la terra, le tende a strisce che colorano la spiaggia e un tramonto unico, che visto dalla spiaggia vale da solo un intero viaggio. Molto belle anche Deauville, con il famoso casinò, gli alberghi, i cafè e i bistrot più chic della Normandia e la pittoresca Honfleur, considerata uno dei porti piu belli di Francia.

Premessa: occorre attrezzarsi per il freddo e la pioggia, almeno per chi è freddoloso come me. Diciamo che per chi vive in ambiente mediterraneo, essere in Normandia è come essere al mare in autunno inoltrato. Può capitare la giornata tiepida, ma in generale si starà sempre meglio con i pantaloni lunghi, una bella felpina e un capo antipioggia. Il mio consiglio è di cercare come base una località balneare attrezzata per le famiglie, così da sfruttare appieno i benefici dell’aria salubre, uscendo un po’ dal cliché mare uguale caldo e ricerca disperata di refrigerio in acqua.

In Normandia il mare è molto di piu! Per i bambini è meraviglioso: difficile fare il bagno – forse con una muta, ma noi non l’abbiamo fatto, perché l’acqua della Manica è molto fredda – ma le spiagge sono attrezzatissime con ogni tipo di attrazione: giochi e giostre di tutti i tipi (costo medio dai 3 ai 4 euro a giro), mini treno e mini golf, piscine riscaldate, cure saline e termali, corse di asinelli sulla battigia, atelier di pittura per piccoli artisti, concorsi di castelli di sabbia…il tutto senza lo stress del caldo, ma con ingenti quantità di iodio diffuso.

Siamo nel paradiso dei gabbiani e dei pesci. I bambini appassionati di questi animali, ne vedranno di ogni tipo e ovunque, soprattutto all’incredibile Marche aux poissons, monumento storico dal 1992, dove ammirare (e poi degustare) pesci enormi e buonissimi. Trouville in particolare è un noto porto di pesca, il primo di sgombri e crostacei nella Baia della Senna.
La vera meraviglia per i piccoli (e anche per noi genitori) è scoprire l’infinito spazio della spiaggia, che durante la bassa marea, due volte al giorno, diventa una tavola morbidissima in cui correre fino allo sfinimento.
A distanza ragionevole d’auto con bambino a bordo, si possono fare tante esperienze normanne.

Partiamo da Lisieux, la città di santa Teresa di Gesù bambino, dottore della Chiesa e dei suoi genitori, Louis e Marie Zelie, proclamati santi due anni fa (la prima coppia di sposi santi). Per me una emozione grandissima, soprattutto vedere il Carmelo, dove questa giovanissima donna riposa in un letto di rose, che negli anni sono diventati il simbolo delle tante grazie che non cessa di far piovere sulla terra. Oltre al Carmelo, è d’obbligo una visita alla grandissima Basilica dedicata e alla Cattedrale di Saint Pierre, primo esempio di gotico della Normandia.

Proseguite poi per Honfleur, graziosa cittadina portuale ricca di negozi di artigianato, con un centro storico pieno di case a graticcio che sembrano disegnate. Per merenda crepes o tarte normande, che i grandi possono accompagnare con un bicchiere di sidro del Calvados.
Faccio una piccola ma fondamentale parentesi: il gelato. La glace in Francia è carissima! Mediamente dai 3 ai 4 euro una boule, cioè una pallina. Un salasso se avete, come probabile, figli che vogliono almeno due palline al giorno di gelato al cioccolato! Comunque questa è una costante della Francia, che abbiamo sperimentato un po’ ovunque.

Terza tappa imprescindibile è Etretat, una cittadina affacciata sulla Manica con le sue incredibili falesie naturali a picco sul mare e il famoso arco naturale, reso noto in tutto il mondo da un dipinto di Manet del 1886 (Honneporte).
Si arriva attraversando lo spettacolare ponte sulla Senna, il cosiddetto Ponte Di Normandia, un’opera ingegneristica che vi lascerà a bocca aperta. Sembrerà letteralmente di volare salendo e discendendo la sua enorme arcata, per passare dall’alta alla bassa Normandia, dal Calvados al Dipartimento della Senna Marittima.
A Etretat, se il tempo lo consente, potete visitare il monumento Oiseau blanc, che si trova a picco sul mare, sopra la falesia d’Amont, raggiungibile solo a piedi. L’opera ricorda l’impresa di due piloti, Charles Nungesser e Francois Coli, che nel 1927 tentarono di attraversare il nord Atlantico verso New York a bordo di un aereo, ma di cui si persero per sempre le tracce dopo un breve avvistamento in Irlanda. Impresa leggendaria, che dà il nome anche a un ristorante di Parigi.

E infine, per riempirvi gli occhi di infinito, fate un’altra tappa a Yport, piccolo centro marinaro, meno noto della vicina Fecamp, ma che vi sorprenderà con le sue falesie altissime e la sua spiaggia colorata, un posto idilliaco per una sosta, dotato anche di un bel parco giochi per bambini.

Ma la Normandia è anche un libro di storia a cielo aperto. Da questa terra è passata la grande storia del secolo scorso e attraversarla suscita forte emozione.
È come se la libertà per cui migliaia di ventenni combatterono, forse anche inconsapevolmente, fosse oggi custodita e sublimata in una natura forte, imponente, infinita. Sulle spiagge dello sbarco io mi sono sinceramente commossa.
Questa è forse la parte del viaggio meno adatta ai piccolini, ma i bambini più grandicelli, adeguatamente aiutati, potranno visitare musei molto ricchi, vedere reperti bellici e linee di combattimento molto ben conservate e capire tante cose.

Dallo sbarco del 6 giugno 1944 fino alla liberazione, la Normandia è stata teatro di una battaglia che ha mobilitato una quindicina di Paesi. Le spiagge dello sbarco hanno nomi anglo-americani e sono diverse: Omaha beach, Gold beach, Utah beach, Sword beach, Juno beach. Per una questione di tempo, abbiamo necessariamente fatto delle scelte, ma mi sento di consigliare qualche tappa.
Sicuramente meritano una visita l’emozionante cimitero americano di Omaha beach (silenzioso e intenso, almeno fino a che siamo arrivati noi, con il nostro piccolo che correva tra le migliaia di croci bianche..) e il vicino museo dello sbarco, Overlord Museum, con una vasta esposizione di mezzi blindati.
Non mancate di ‘sbarcare’ sulla spiaggia: penso che solo stando fisicamente in spiaggia, spalle al mare e gambe nell’acqua gelida, si possa anche solo lontanamente immaginare quello che provarono quei giovani soldati la fredda mattina in cui si affacciarono in terra francese. Emozione e terrore, orgoglio e paura.
Dirigetevi poi ad Arromanche per vedere il cinema circolare ‘I cento giorni di Normandia’, una proiezione di circa 20 minuti a 360 gradi con immagini d’epoca che è un omaggio a tutti i combattenti e ai civili vittime della battaglia. Il cinema si trova su una collinetta proprio sopra il porto artificiale costruito dagli alleati, di cui è possibile ancora vedere quel che resta a pochi metri dalla riva.
Infine, fermatevi a vedere la Batteria tedesca di Longues sur mer, monumento storico classificato perché è la sola ancora oggi equipaggiata di cannoni. Si trova sulla sommità di una falesia e per questo giocò un ruolo strategico il giorno dello sbarco. Fu conquistata il 7 giugno dalle truppe britanniche e rappresenta l’altra faccia della medaglia, quella tedesca. A dimostrazione che la guerra, purtroppo, è guerra per tutti.

  • Marché aux poissons - Trouville

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A fà bene a li sciocchi se pérdu témpu a bajocchi.

A fare del bene agli sciocchi si perde tempo a baiocchi (inutilmente)

I Baiocchi sono state monete dello Stato Pontificio fino al 1866 ma non avevano un grande valore, come fa presente questo detto popolare.

Ma è anche il cognome della Flo e lei preferisce associarlo ai deliziosi biscottini del Mulino Bianco!

E visto che oggi è il suo compleanno,

perché non festeggiare con una ricettina facile facile
e piena di crema alle nocciole che a lei piace tanto?

Ecco la ricetta per farli homemade!

Ingredienti:
(per circa 45 biscotti)

350g di farina 00
80g di nocciole tostate ridotte in polvere
120g di zucchero a velo
150g di burro ammorbidito
50g di fecola
1 uovo intero
1 tuorlo
nutella qb

Visita il sito della Bottega delle tradizioni


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Tra poco e’ ferragosto…gavettoni e anguria per tutti!

Noi la prepariamo al cioccolato e sullo stecco!

Lo stecco fa tornare bambini,
il cioccolato li rende birichini,
l’anguria fa troppo estate…
e allora cosa aspettate?!

Che siate al mare o in montagna, il divertimento ci guadagna!

Coinvolgete i vostri bambini e anche i loro amichetti, indossate un bel grembiule colorato e, in pochi minuti, personalizzate il vostro Ferragosto!

Buona Estate dalla Flo!

Spicchi di anguria su stecco, con cioccolato


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La bellezza del matrimonio cristiano, la forza delle ‘Mogli e mamme per vocazione’

Spunti di spiritualità, arte sacra, libri e film. Consigli su come superare il baby blues, organizzare gli impegni quotidiani in famiglia, parlare agli adolescenti di sessualità. Tanti pensieri dai santuari più belli d’Italia, auguri e foto per gli anniversari di matrimonio. E poi catene di preghiere, tantissime, intensissime, per il dono della maternità, per gravidanze e parti sereni, per le crisi di coppia, per perdonare i tradimenti e le delusioni, per affrontare le malattie.

C’è tutto questo nel blog “Mogli e Mamme per Vocazione” (www.mogliemammepervocazione.com) nato dall’idea di alcune amiche che, forti della loro fede, hanno voluto creare un luogo di incontro virtuale nel quale le mogli e le mamme si scambiano consigli, idee, strumenti e esperienze per vivere al meglio la vocazione alla quale sono chiamate: il Sacramento del Matrimonio.

L’avventura M&M è nata nel 2013 e conta oggi quasi 5000 “mogli e mamme per vocazione” sul gruppo chiuso di facebook dedicato.

Mogli e mamme per vocazione

Frequentandolo, si incontrano storie bellissime e piene di vita e di amore. E poi alla fine sembra davvero di conoscersi tutte, perché quando si apre il cuore – e lo si fa sapendo di avere un Amico grande che ci unisce – è come essere amiche da sempre.

Il gruppo si ritrova spiritualmente ogni sera alle 18 con un Gloria al Padre. Nel tempo molte M&M si sono incontrate e conosciute anche personalmente, insieme alle rispettive famiglie.

“La vita di coppia è fatta di ore e giorni, di calzini a terra e discussioni sui metodi educativi, di “cosa c’è per cena” e “stavolta tocca a te alzarti” – si legge nella presentazione del gruppo pubblicata nel blog della nota giornalista Costanza Miriano (www.costanzamiriano.com). Nella morsa della quotidianità, non è sempre semplice mantenere la barra dritta, e dirigersi senza timore verso il “dono sincero di sé”. Ed è ancora più difficile farlo quando ci si trova immersi in un mondo in cui la fedeltà per sempre è vissuta più come un peso, che come una grazia. Eppure, nonostante tutto, sì, il matrimonio cristiano può essere, anzi, è una vocazione. Lo è per le tante donne che cercano ogni giorno di essere mogli migliori, lottando per il proprio matrimonio, diventando le fans n° 1 del proprio marito, cercando nuove idee per rendere viva e attuale la grazia del sacramento, scontrandosi con le proprie debolezze, ma pronte sempre a ricominciare e, in tutto questo (e grazie a questo) sempre disponibili ad incoraggiare altre compagne di vocazione. Sì, perché se il matrimonio è una vocazione, all’interno del matrimonio una vocazione particolare è quella della donna, chiamata ad essere moglie e mamma”.

 


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Gelateria Chocolat, per gli appassionati del cacao

Category : Azzurro Gusto Puffo

La gelateria Chocolat non è certo una novità per i milanesi doc. La segnalo però per gli appassionati di cioccolato perché lì potranno trovare tantissime varietà di gusti sul tema cacao: cioccolato bianco, cioccolato nero di Modica, cioccolato fondente e extra fondente, cioccolato e arancia, cioccolato e rhum, cioccolato al latte, cioccolato e amaretto, gianduia, nutella…Un tempio e una sosta dovuta per i più golosi, soprattutto i bambini che non sanno resistere a questa attrazione.

Buone in particolare le creme, ma con qualche osservazione. La prima: al banco gelati non ci sono cassieri e certamente non è igienico che chi prepara il gelato poi faccia anche cassa. La seconda: il gelato è tanto buono quanto carico di panna e zucchero. Se volete assaggiarlo ricordatevi che vale almeno un pasto.

Chocolat si trova in via Giovanni Boccaccio, 9, alle spalle di Cadorna

 

  • Chocolat

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Ode al passeggino Prenatal

Category : A prova di Fata

Ode al passeggino, compagno di tante avventure, non solo trasportatore di bambino ma, all’occorrenza, mezzo di trasloco della casa, nonché carrello della spesa.

Tu ne hai viste tante. Sporcato di ogni tipo di cibo e bevanda e nonostante l’incuria a cui sei soggetto, ci sei fedele da anni e, con opportune strategie, sai ancora essere lettino semovibile per la nanna.

Hai viaggiato insieme a noi in diverse auto, treni, aerei, autobus, metropolitane e tram.

Oggi ti abbiamo portato qui, in riva alla Manica, per ricompensare con tanta bellezza la tua fedeltà.

Passeggino a Omaha beach, Normandia

 


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I forti militari di Colico (Lecco)

Forte Montecchio Nord e Forte di Fuentes si trovano a Colico, sul Lago di Como, e meritano una gita. Storia e paesaggio si sposano quasi all’estremità nord del lago, all’imbocco della Valtellina. Affascinanti per i grandi, ma anche per i bambini, soprattutto i maschi nella fase “guerra-sparo-cannone-fucile-comandante-generale”, anche se purtroppo qui la guerra non è stata un gioco.

I due forti si trovano a poca distanza uno dall’altro, ma serve avere l’auto per vederli entrambi.

Forte Montecchio Nord, realizzato in pochi mesi tra il 1912 ed il 1914, a ridosso della Prima Guerra Mondiale, è delle più grandi opere di fortificazione realizzate dal Regno d’Italia. Fu costruita contro un eventuale attacco proveniente dalla Germania o dall’Austria-Ungheria. Oggi è la fortezza meglio conservata d’Europa, anche perché  fortunatamente  l’edificio non fu mai effettivamente coinvolto in episodi bellici.

Il Forte è interamente realizzato scavando la roccia e al suo interno si trova una vera e propria città militare, con la caserma per i servizi ai soldati, il comando, l’infermeria, l’armeria, gli alloggi, un corridoio polveriera da 60 metri, i locali di caricamento di proiettili e cariche. Ma il vero pezzo forte, se così si può dire, sono i quattro cannoni  perfettamente conservati e protetti da una spessa calotta corazzata. La mobilità del sistema consente la rotazione completa a 360 gradi delle grandi bocche da fuoco, che hanno una gittata fino a quasi 14 km.

D’altra parte questo Forte aveva la funzione di controllare tutte le principali vie d’accesso verso la Pianura Padana e Milano.

Dall’alto si gode una vista meravigliosa anche sulla riserva naturale del Pian di Spagna e lago di Mezzola, alla confluenza di Valtellina, Valchiavenna e parte settentrionale del lago di Como  (visite guidate anche per bambini e scuole su www.piandispagna.it)

Molto diverso, ma ugualmente bello è il Forte di Fuentes, un edificio militare del 1603. Come facilmente intuibile dal nome, ha origini spagnole. Venne fatto costruire dal governatore dello Stato di Milano Pedro Enriquez de Acevedo, conte di Fuentes, come baluardo di confine tra lo Stato di Milano e il nord Europa, in particolare contro francesi e grigioni. Il forte, con il palazzo del Governatore, la chiesa di Santa Barbara, la piazza d’armi, la grande cisterna d’acqua, la polveriera e le stanze per i soldati, fu militarmente attivo fino al 1782 quando gli austriaci ne decretarono la dismissione. Durante la prima guerra mondiale vennero costruite delle cannoniere con otto postazioni, come difesa da un’eventuale invasione dalla Valtellina o dalla Valchiavenna.

Le due località sono state rilanciate al pubblico da pochi anni, con un intenso lavoro di promozione storica e turistica, nazionale e internazionale. Molte le rievocazioni storiche e gli appuntamenti, tutto l’anno, anche per i bambini e le scuole.

Seguite gli aggiornamenti sui siti (www.fortemontecchionord.itwww.fortedifuentes.it) e sulle pagine facebook dedicate

 

Forte Montecchio


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Attaccati bene al corrimano!: consigli per l’uso sicuro di scale mobili (e ascensori) con i bambini

“Attaccati bene al corrimano”: probabilmente nessuna mamma dà questo ordine al suo bambino sulla scala mobile di una metropolitana o in un centro commerciale. Più spesso diciamo: “Non toccare che è sporco!”.

Eppure questa è una delle regole base – anzi la più importante – per l’utilizzo corretto di questo mezzo di trasporto, uno dei più usati al mondo, insieme all’ascensore.

Io stesso non lo sapevo, prima di imbattermi nella associazione degli ascensoristi italiani, che spiegano: meglio sporcarsi le mani e poi lavarle o cadere e farsi male (a volte molto male)? Certamente il corrimano di una scala mobile pubblica non è il posto più pulito in cui mettere le mani, ma gli infortuni dovuti a caduta rappresentano ogni anno circa il 60% degli infortuni totali registrati sulle scale mobili e almeno un terzo sono infortuni che richiedono il ricorso a cure ospedaliere.

E poi ancora: non salire sulle scale mobili con passeggini e biciclette, non tenere i bambini sulle spalle, non correre sulle scale, stare molto attenti alle scarpe con le stringhe e alle infradito.

In ascensore non far mai salire da soli i bambini ed accompagnarli sempre a mano nella cabina, possibilmente non prenderlo quando è in corso un forte temporale, fare attenzione al dislivello ascensore/piano, non permettere ai piccoli di saltare durante la corsa.

Questo e molto altro in questi video: