Il delta del Po, poetica Camargue d’Italia

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Il delta del Po, poetica Camargue d’Italia

Dove il grande fiume sfocia nel mare si forma un ambiente magico, che unisce acqua e terra e le fonde insieme in una laguna sconfinata e ricca di poesia.
Siamo nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po, un luogo sospeso tra ampie anse di acqua dolce che incontrano l’acqua salata dell’Adriatico, dove si susseguono oasi naturalistiche salmastre alternate a paesaggi agricoli e risaie a perdita d’occhio.
Se cercate un luogo dove sentire solo il suono del silenzio e lasciarvi trascinare dalle emozioni il delta del Po è il posto giusto: uno scrigno naturalistico che racchiude migliaia di uccelli d’aria e d’acqua e specie botaniche diversissime e dove l’uomo ha imparato a convivere con una natura imponente, tutelando l’ecosistema e favorendo uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Una località che giustamente è patrimonio dell’umanità e riserva della biosfera.
Siamo stati nel delta del Po gli ultimi giorni di ottobre, in giornate particolarmente limpide e ancora tiepide che ci hanno regalato immagini, suoni e colori indimenticabili.
Partiamo da Milano e facciamo la prima sosta a Badia Polesine, in provincia di Rovigo, per il pranzo all’agriturismo Le Clementine.  Non consigliato ai vegetariani, ma consigliatissimo a chi ama l’ottima cucina di campagna: salumi, pasta fatta in casa con ragù d’anatra e radicchio, la tradizionale bondiola di maiale (una specie di cotechino molto saporito), brasati accompagnati da confetture e mostarde realizzate dalla cuoca Clementina. Prezzi onesti e cortesia squisitamente veneta. Consigliatissimo.
 
Ci dirigiamo poi verso la nostra meta: lagriturismo Ca Bonelli a Scardovari. Ci accoglie Gioia e ci accorgiamo subito di essere arrivati in un posto quasi sospeso nel tempo e nello spazio. Appartamento nell’omonima azienda agricola, immerso nella campagna.  Scardovari è una località molto comoda per chi vuole scoprire la zona: a due passi dalla spiaggia Barricata e dalla spiaggia delle conchiglie, è punto di partenza ideale per scoprire la sacca di Scardovari, la più grande laguna del Delta.
La strada che costeggia la sacca si percorre facilmente in auto (o in bicicletta, ancora meglio, se la stagione lo consente). Si possono ammirare tutte le fasi dell’acquicoltura, con i tradizionali cason dei pescatori, le reti, le barchette ormeggiate e, ben visibili, gli allevamenti di cozze, vongole e fasolari.
Il consorzio Scardovari è la prima realtà in Italia per molluschicoltura e non potrete non assaggiare le squisitezze di cui i pescatori vanno giustamente così orgogliosi.
Se volete darvi al cibo autoctono, non dimenticate il riso locale, gustato magari con i frutti di mare: le caratteristiche morfologiche e minerali del delta del Po rendono il riso locale uno dei più pregiati d’Italia, ricco di minerali e proteine, oltre che particolarmente saporito grazie alle brezze saline di cui può godere.
Attenzione quando viaggiate per strada: ogni tipo di animale potrà passarvi davanti, dalle lepri ai ricci, alle lontre, agli aironi…
Le gite che si possono fare sono innumerevoli, con o senza barche, a seconda delle condizioni atmosferiche e idrometriche.
Qui racconto quelle che abbiamo fatto noi in tre giorni a fine ottobre e con (purtroppo) il buio che arrivava troppo presto a interrompere le nostre fantastiche esplorazioni.
 
Abbazia di Pomposa: imperdibile, uno dei più belli e imponenti edifici romanici italiani, fondata dai monaci benedettini prima dell’XI secolo su un’isola chiusa tra il mare e il Po. Davanti ha un bel parco con animali in legno dove trascorrere un po’ di tempo libero con i bambini.
Piccola nota: vicino a Pomposa c’è uno spaccio aziendale della locale azienda Valfrutta, purtroppo aperto solo mercoledì e giovedì, ma dove si può fare rifornimento di succhi e conserve.
 
Comacchio: considerata la Venezia dell’Emilia, si sviluppa su 13 isole ed è attraversata da canali d’acqua che si snodano come strade d’acqua lungo tutta la città, tra storia e natura. Senza saperlo, siamo capitati nel bel mezzo di una quattro giorni dedicata alla festa di Halloween, con la città letteralmente trasformata in chiave horror-carnevalesco con spettacoli, parate e vetrine addobbate di zucche. La manifestazione trae la sua origine più antica dalla leggenda comacchiese del folletto Sgarabusèn, pronto a compiere incursioni notturne per spezzare il sonno di grandi e piccini, mentre in anni più recenti, nel 1976, fu Pupi Avati ad ambientare a Comacchio il thriller horror “La casa dalle finestre che ridono”. Divertimento puro per i bambini, che passeggiano per Comacchio travestiti e felici. Specialità culinaria è l’anguilla, ma in autunno, oltre al pesce, troverete anche ottimi piatti a base di zucca.
 
Chioggia: città di pescatori e marinai, è una località meravigliosa e magica, dove perdersi passeggiando tra i canali e le calli. Merita assolutamente una visita il mercato del pesce, una vera e propria istituzione, tra Piazza del Popolo e canal Vena con una trentina di postazioni allestite da pescivendoli provenienti dalle zone limitrofe, chiamati con il particolare nome di mògnoli. Pranzate allo storico Caffè Flora, sul corso principale: piatti ottimi, personale gentile e mini porzioni da “cicchetteria” per i bambini. Da provare, se nella giusta stagione, le moleche con la polenta, ovvero i piccoli granchi che in primavera e autunno abbandonano il loro rivestimento per la muta e si presentano morbidi (da cui il nome), tipici della laguna veneta.
A Porto Viro potrete ammirare la splendida Villa Carrer Contarini, trasformata dagli eredi in anni recenti in un hotel di charme.
I Contarini erano una nobile famiglia veneziana, che decise di investire in proprietà immobiliari dopo che i commerci erano diventati più faticosi a causa delle concorrenza turca. Nel 1606, dopo che il Po venne rettificato con la grande opera idraulica del taglio di Porto Viro per evitare che interrasse Venezia, i Contarini acquistarono qualche metro di terra emersa e “tre onde nel mare”. Le tre onde nel mare, nel giro di tre secoli, sono diventate centinaia di migliaia di ettari. Un grande fiuto per gli affari, non c’è che dire 🙂
La Villa era talmente sfarzosa che in paese era chiamata “il Paradiso”. Vi soggiornava abitualmente il filosofo Antonio Rosmini, che poi divenne santo, insieme ai più illustri personaggi dell’ epoca.
Infine lasciatevi suggestionare dalla natura e fermatevi dove vi porta l’ispirazione del momento: noi abbiamo goduto di indimenticabili tramonti e colori sulla spiaggia delle conchiglie e sulla spiaggia di Boccasette, dal fascino naturale e selvaggio.
E prima di partire ricordatevi di fermarvi tra i canneti ad ammirare gli eleganti fenicotteri lungo via delle valli, nei pressi di Porto Levante.
Il loro tenue colore rosa resterà il ricordo più dolce della Camargue d’Italia.
  • Agriturismo Le Clementine a Badia Polesine

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