Monthly Archives: dicembre 2017

Più dolcezza per tutti: andare in brodo di giuggiole ad Arqua’ Petrarca

Ma il brodo di giuggiole cos’è? E perché si dice ‘andare in un brodo di giuggiole’? Oggi finalmente, a 41 anni suonati, ho trovato le risposte.

Cominciamo con il dire che la giuggiola è il frutto dell’albero del giuggiolo, arbusto di origine asiatica.

Questo:

In Italia è poco diffuso ma c’è una coltivazione intensa e unica nel suo genere sui colli euganei, nel padovano.
In particolare esiste un bellissimo borgo medievale, Arqua’ Petrarca (che conserva anche la casa che fu del grande poeta e le sue spoglie) che può essere definito la capitale della giuggiola. I suoi abitanti la coltivano nei giardini delle abitazioni e la utilizzano per molteplici dolcissimi prodotti.

La giuggiola è una specie di bacca rossa, a metà tra una ciliegia allungata e un dattero. Si può mangiare fresca, si può far essiccare oppure si può conservare sotto spirito, normalmente grappa. Si raccoglie tra ottobre e novembre e si utilizza per torte, dolci, biscotti, confetture e per il……brodo di giuggiole!

 

Il brodo di giuggiole esiste veramente, è un liquore a bassa gradazione alcolica e dal sapore dolcissimo, come la giuggiola appunto, arricchito di frutti autunnali tra cui la mela cotogna, il melograno e l’uva di tipo moscato.

Andare in brodo di giuggiola significa quindi sentirsi bene, immersi e avvolti nella dolcezza.

Per il 2018…più brodo di giuggiole per tutti!


Babbo Natale e la pozione delle 13 erbe: Natale al Teatro del Buratto Maciachini

E se il Polo Nord, improvvisamente, rischiasse il disgelo a causa dell’inquinamento degli uomini e la regina Tormenta, per salvarlo, volesse scagliare una tremenda bufera proprio la sera della Vigilia?

E se Babbo Natale, vittima di un terribile incantesimo, non potesse consegnare i doni a tutti i bambini del mondo? E se l’unico modo per liberarlo fosse una magica pozione?

“Babbo Natale e la pozione delle 13 erbe”, un Fantasy in stile musical per grandi e piccini è una commedia musicale che porta gli spettatori, tra spericolate avventure, colpi di scena e balli, in viaggio con Babbo Natale e i suoi aiutanti, tra palazzi di ghiaccio al Polo Nord fino ai monti della lontana Svizzera. Il tutto per trovare le 13 erbe della pozione magica che salverà Babbo Natale.
Lo spettacolo è bello, allegro ed emozionante. È andato in scena il 23 dicembre nel bel teatro del Buratto Maciachini, spazio inaugurato poche settimane fa e sempre attento all’ospitalità dei bambini.

La produzione e’ della Fondazione Aida, in collaborazione con Ricola e Assessorato all’Istruzione del
Comune di Verona.
Dopo aver fatto già diverse tappe nel nord Italia, nel periodo delle feste lo spettacolo verrà replicato ancora a Padova, Verona e Trento.

 


La mappa della povertà dei bambini a Milano: il rosso che ci interroga

Category : Azzurro Cielo

A Milano ci sono migliaia di bambini che vivono in povertà assoluta. Non mangiano tutti i giorni, o almeno non mangiano in maniera sufficiente e non hanno alcuno opportunità educativa e di crescita.

Quando ho visto questa mappa rossa, presentata qualche settimana fa da Fondazione Cariplo, sono rimasta allibita. Si fa fatica a crederlo, ma sono numeri che interrogano tutti.

Per avere una fotografia più chiara possibile della situazione della povertà a Milano, Fondazione Cariplo ha elaborato dati certi sui beneficiari di interventi pubblici di contrasto alla povertà.

Grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la ricerca elaborata consegna l’immagine di una città in cui nel 2016 le risorse per l’erogazione di contributi di sostegno al reddito hanno raggiunto i 20,8 milioni per arrivare a sostenere 19.181 nuclei famigliari per un totale di 54.493 individui. Le famiglie con minori raggiunte sono 9.433, per un totale di 19.703 minori.

Ma poi si è andati oltre, presentando la controffensiva: un patto per contrastare la povertà minorile.

Si chiama Programma QuBì – Quanto Basta – la ricetta contro la povertà infantile, promosso da Fondazione Cariplo con il sostegno di Fondazione Vismara, Intesa Sanpaolo Spa, Fondazione Fiera Milano e in collaborazione con il Comune di Milano e le organizzazioni del Terzo Settore che operano su questo fronte. Il programma ha come sguardo i prossimi 3 anni. A breve partirà una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tra le persone, che coinvolgerà anche il mondo dello sport e dello spettacolo.

Era solo un’idea che in pochi mesi si è trasformata in azioni concrete. Fondazione Cariplo, Fondazione Vismara, Intesa Sanpaolo hanno già messo a disposizione un totale di 20 milioni di euro; la novità sul fronte della raccolta fondi sono i 300 mila euro messi a disposizione poche settimane fa da Fondazione Fiera Milano.

Il lavoro realizzato ad oggi conferma che è possibile andare oltre le stime: per la prima volta, grazie a un lavoro complesso che ha incrociato 21 database di altrettante misure pubbliche di trasferimento monetario, è possibile comprendere quante persone ricevono benefici e a quanto ammontano gli aiuti economici ricevuti. Il prossimo obiettivo è stabilire se ci sono e quante sono le famiglie con minori in povertà assoluta che non ricevono trasferimenti pubblici e sono quindi ancor più a rischio. Caritas, Banco Alimentare e realtà come Fondazione Pellegrini stanno già lavorando affinché le tante risposte al fenomeno povertà che danno quotidianamente, possano essere sistematizzate all’interno di una lettura condivisa del fenomeno. Il prossimo obiettivo è quello di creare una fotografia delle risposte alla povertà che le tante realtà concorrono a dare.

Se analizziamo i dati reddituali delle famiglie che nel 2016 hanno ricevuto un aiuto, abbiamo un’immagine evidente della povertà in città: circa il 90% dei nuclei familiari con minori raggiunti da almeno una misura è sotto alla linea di povertà assoluta. Nello specifico, se prendiamo una famiglia con un solo genitore composta da un adulto e un minore, il reddito medio è di circa 4.800 euro lordi annui mentre la soglia di povertà calcolata dall’Istat per la stessa tipologia di famiglia è di 12.800 euro annui. Un gap pari a circa 8.000 euro annui, che significa soprattutto mettere quel minore e quella famiglia in una condizione di rinuncia dell’essenziale, come un’adeguata alimentazione, l’accesso a cure di prevenzione e una più ampia possibilità di crescere dignitosamente. La situazione non cambia di molto se consideriamo una famiglia con due adulti e due minori: in questo caso il gap ammonta mediamente a 8.100 euro. Alla luce di queste evidenze, Fondazione Cariplo e i partner tutti, considerano importante trovare delle modalità per aumentare la capacità di spesa delle famiglie, con una specifica attenzione ai bisogni dei più piccoli: guardare alla città con dei dati di riferimento, con la capacità di leggere sia il bisogno che le risposte, permetterà di costruire un sistema di risposte più efficace. Per il Programma significa avere una bussola per capire dove meglio indirizzare le risorse e gli interventi.

“Questo programma è un impegno che ci siamo presi perché è inaccettabile sapere che nella città di Milano ci sono bambini e famiglie in questa condizione – ha detto Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo. Vogliamo però sperimentare ancora una volta un modello nuovo, per evitare che l’intervento si riduca ad assistenza; crediamo sia possibile provare ad aiutare le famiglie ad uscire da questa condizione. Non è un’azione spot, ma rientra in un disegno organico che vede già impegnate anche a livello nazionale le fondazioni di origine bancaria con un intervento di contrasto alla povertà educativa – per un impegno complessivo di circa 400 milioni di euro – e fa tesoro delle altre esperienze realizzate fin qui, per evitare che altre famiglie scivolino in povertà. Incidere sulle emergenze, attivarsi con prospettiva; questo l’impegno che avevamo preso con Papa Francesco, il 25 marzo a San Siro, davanti ad 80 mila ragazzi”


Lo Spettacolo di Natale è al Teatro Manzoni fino al 23 dicembre

I bambini lo aspettano come la vera guest star del pomeriggio.

Mamma, ma Babbo Natale dov’è?

Lo chiedono tutti e quando finalmente il barbuto signore vestito di rosso si presenta sul palco si illuminano gli occhi di emozione e si apre il cuore.

Che bello il Natale vissuto accanto ai bambini!

Lo spettacolo di Natale del Teatro Manzoni si intitola proprio così: “Lo spettacolo di Natale”. Un momento di serenità per grandi e bambini che vuole far riscoprire il significato di questa giornata unica, sensibilizzando tutti a riscoprire gli ingredienti autentici per un Natale vero.

 

La storia è semplice:  anche per quest’ anno c’è una missione speciale per Natalino – olè -, l’elfo fidato di Babbo Natale. Siamo a Navidad City, dove troviamo due fratellini Lucy e Nicolas. Lucy è immersa totalmente nella magia natalizia, mentre Nicolas è immerso totalmente nel mondo dei videogiochi e poche volte alza la testa dallo schermo per ammirare il mondo reale e godere quindi delle festività. Presepi, elfi, giocattoli, luci e dolci sono solo alcune delle magie che accompagnano la platea nel mondo incantato. Riuscirà Natalino a far aprire gli occhi a Nicolas e fargli credere che Babbo Natale esiste davvero?

Lo si scopre durante l’ora e mezza dello show, cantando e ballando le più note melodie di Natale, da quelle gioiose e scatenate a quelle più mistiche ed emozionanti.

Difficile trattenersi, anche per le mamme, i papà e i nonni accompagnatori 🙂

La regia di Michele Visone e la direzione artistica di Maurizio Colombi della compagnia C’era una volta le favole sono una garanzia.

Ne ho già parlato in questo post:

“C’era una volta…le favole” torna al Teatro Manzoni: appuntamento il 14 ottobre per parlare di …cioccolato!

Lo spettacolo è in replica al Teatro Manzoni il 23 dicembre alle 15.30

Info su www.teatromanzoni.it

 

 


Il finto camino: la decorazione più originale per Natale

Il finto camino è la decorazione più originale che mi sia capitato di vedere. Abbiamo studiato qualche modello on line e poi la mitica nonna Lele si è messa all’opera!

Ecco cosa ha fatto!

Si crea una struttura composta da grosse scatole da recupero della stessa dimensione. È importante che siano resistenti perché devono reggersi bene tra di loro e perché possono poi dover sorreggere qualche oggetto o decorazione.

Il nonno Francesco ha recuperato quelli del vino, che sono perfetti.

Si svuotano e si impilano in verticale e in orizzontale fino a dare la forma del camino e si assemblano con il nastro adesivo di carta.

Il retro può essere composto da un pezzo grande di polistirolo oppure da un altro cartone.

Nel frattempo si mette in una bacinella abbondate tempera bianca mischiata con poco rosso e poco colore terra di Siena acrilici. Si mescolano bene i colori e si aggiunge circa un bicchiere d’acqua fino ad ottenere un colore della tonalità del rosa antico.

Con il pennello si coprono tutti i lati del camino e poi si lascia asciugare benissimo.

Una volta creata la base, possiamo iniziare a pensare ai mattoni.

Con il righello e la matita si disegnano le linee (circa 10 cm di lunghezza x 5 di altezza) creando il gioco dei finti mattoni.

Si compone il colore acrilico con il rosso e una punta di marrone, si allunga con poca acqua e si danno delle pennellate decise all’interno e all’esterno del camino

 

Il fondo del camino dovrà essere di due colori: il retro rosa antico come la base del camino, la parte interna (cioè il fondo visibile) sarà grigia scura (mischiando nero con bianco), mentre dal basso fino circa al centro si buttano pennellate irregolari rosse per simulare il fuoco.

Dopo il tempo di asciugatura si ripassano i punti non perfettamente riusciti mettendo in basso anche qualche mattone più scuro, per creare l’effetto di sporco o di bruciato, eventualmente delineando meglio le sfumature dei mattoni.

Ecco il risultato!

 

La nonna Lele ha inserito un presepe e l’ha utilizzato come decorazione per una vetrina, ma lo stesso può essere messo in salotto, si possono appendere le calze per i bambini, si può decorare con rami verdi…spazio alla fantasia 🙂


13 dicembre, santa Lucia: la storia della giovane sull’asinello e le tradizioni che illuminano l’attesa del Natale

Category : Azzurro Cielo

Nel nord Italia e in molti Paesi del nord Europa Santa Lucia anticipa il Natale, portando doni ai bambini buoni la notte del 13 dicembre.

La scorsa settimana, passeggiando per Soncino, in provincia di Mantova, abbiamo trovato la paglia per l’asinello di santa Lucia 🙂

Ma da dove viene questa bella tradizione?

La storia di santa Lucia

Lucia era una giovane donna siciliana, nata a Siracusa nel 281 da nobilissima e ricchissima famiglia. Rimasta orfana di padre, ebbe un rapporto molto stretto con la madre Eutichia, che le trasmise la fede cristiana. Ancora giovane fece voto di rimanere vergine, all’insaputa della madre che invece aveva già trovato per la figlia un fidanzato, come si usava allora. Lucia si turbò, ma non volendo manifestare il suo segreto alla madre, cercò pretesti per rimandare il matrimonio, confidando nella preghiera.

Avvenne allora che la madre Eutichia si ammalò gravemente. Le due donne decisero di pregare insieme davanti al sepolcro di Agata a Catania. Fu in quella occasione che Lucia ebbe la visione di Agata, che le predisse la guarigione della madre e il suo futuro martirio. Sulla via che riconduceva le due donne a Siracusa, Lucia comunicò alla madre la sua decisione di consacrarsi a Cristo e di devolvere in beneficenza il suo consistente patrimonio. Il promesso sposo giurò vendetta non appena seppe che la causa del rifiuto (e del mancato patrimonio) era la fede cristiana. Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflittele dal prefetto Pascasio. Lucia ammette e ribadisce la sua fede in modo irremovibile, affermando che la sua forza viene non dal corpo, ma dallo spirito. Al momento di portarla via, l’esile corpo da ragazzina assume una forza miracolosa e né uomini né buoi né il fuoco né la pece bollente riescono a smuoverla. Lucia viene così condannata a morte. Secondo la tradizione le furono cavati gli occhi il 13 dicembre del 304.

La festa cade in prossimità del solstizio d’inverno, da cui il detto “santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”.

La salma fu posta nelle Catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, dove è stata ritrovata un’epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Lucia.

Attualmente le spoglie della Santa sono custodite a Venezia nella chiesa parrocchiale dei Ss. Geremia e Lucia. Una delle più antiche tradizioni venete racconta che le spoglie della santa siracusana passarono da Verona durante il loro viaggio verso la Germania intorno al X secolo, fatto che spiegherebbe anche la diffusione del culto della santa sia a Verona che nel nord Europa.

È patrona di Siracusa, dei ciechi, degli oculisti e degli elettricisti e invocata contro le malattie degli occhi.

La tradizione

Il 13 dicembre nelle campagne si usava praticare un’opera di carità: chi aveva avuto raccolti più abbondanti ne donava una parte ai meno fortunati.

L’ antica ospitalità poi, voleva che si accogliessero nelle case i pellegrini che cercavano riparo dal freddo e questi ultimi, a loro volta, prima di ripartire, dovevano lasciare un dono sulla porta della casa che li aveva accolti.

Con il trascorrere del tempo si consolidò così l’ usanza di fare regali in occasione del 13 dicembre.

Rappresentando la luce nella notte fredda e buia, Lucia in molti paesi è un po’ la versione femminile di Babbo Natale. Si muove su un asinello e porta doni ai bambini buoni che le scrivono la lettera con i loro desideri.

I piccoli lasciano biscotti e latte per la santa e un po’ di paglia, sale grosso e carote per il suo asinello e vanno a nanna con la speranza di trovare qualche dono e qualche dolcetto  la mattina seguente.

La tradizione è molto sentita in Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia e in qualche provincia della Lombardia, come Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova.

Nei Paesi scandinavi i bambini, il pomeriggio del 12 dicembre cucinano biscotti e la mattina del 13 la figlia primogenita di ogni famiglia indossa una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita e, con un copricapo fatto di rami verde e sette candeline rosse, porta caffè, latte e dolci ai famigliari insieme alle sorelle.

 

Noi stasera prepareremo tutto. E voi?


Bambini, c’è posta per voi: un videomessaggio direttamente da Babbo Natale!

Category : A prova di Fata

La tecnologia incontra la magia del Natale e porta ai bambini buoni un videomessaggio direttamente dall’ufficio di Babbo Natale in Lapponia.

È Babbo Natale in persona a rivolgersi  ai bambini, con un messaggio personale e dedicato, insieme ad elfi e folletti che rendono vivace e allegra la sua casa: il sogno di ogni bambino è a portata di clik!

L’idea è di Elfi – La Posta di Babbo Natale, servizio che permette di ordinare una lettera o un videomessaggio, autentici e personalizzati al 100%, da Babbo Natale. Dal 2008 questo gruppo di allegri personaggi sta facendo felici i bambini di tutto il mondo, creando ricordi indelebili.

 

L’ordine è veloce e sicuro e il servizio impeccabile e non potrebbe essere diversamente, quando c’è di mezzo Babbo Natale 🙂

Mamme e papà, andate sul sito www.elfisanta.it e con pochi semplici passaggi potrete ordinare quello che desiderate.

La lettera è personale e cartacea: si fornisce il nome del bambino, l’indirizzo e qualche altra informazione utile. Viene confezionata in modo decorativo e giungerà per posta dopo pochi giorni. Inoltre, Babbo Natale può inviare il Diploma di Bambino Buono e molti altri oggetti personali dal suo magico ufficio presso il circolo polare.

Il videomessaggio da Babbo Natale è un filmato della durata di 7 minuti, in cui saranno visibili le foto del bambino, il suo nome (nota per gli autori: aggiungerei la possibilità del secondo nome) e molte altre informazioni che il genitore trasmetterà a Babbo Natale. Il video arriverà dopo una quindicina di minuti, sotto forma di link da scaricare sul computer o su CD.

Emozione, stupore, meraviglia e felicità sono garantiti! Lascerete i vostri bambini a bocca aperta.

A Natale tutto può succedere…provare per credere! Parola di Fata Turchina


Il Teatro Laboratorio Mangiafuoco, burattini e magia anche per i piccolissimi

Category : Azzurro Libertà

Chi ha figli under 3 sa bene delle difficoltà di trovare attività adatte ai più piccoli, anche in una città dell’offerta ricca come Milano.

Il Teatro Laboratorio Mangiafuoco ha la particolarità di essere particolarmente attento alla primissima infanzia, dai 12 mesi ai 3 anni.

In particolare vi segnalo “Piccole Tracce”, la rassegna di spettacoli e laboratori che riprende ad ottobre per proseguire fino a marzo.

Gli spettacoli sono un’esperienza da vivere insieme in un’atmosfera tranquilla e informale, come piace ai piccolissimi: accoccolati su grandi tappeti colorati con mamma o papà accanto.

Attori, musicisti e danzatori propongono con sensibilità e competenza  spettacoli che parlano i differenti linguaggi del teatro: Danze di carta con la carta velina; Cosa c’è…?, alla ricerca delle cose nascoste; Insù, che racconta di madre terra e della bambina fiore; il piccolo viaggio di Ahoi Koi che proietta mondi su un foglio bianco piegato e Ho un punto fra le mani, che danza col silenzio di un punto nello spazio, con la poesia di una linea o di un colore.

E poi ci sono i laboratori, uno spazio tra genitori e bambini, per sperimentare divertendosi. Parola, filastrocca e rima con il Racconto animato, silenzio, suono e voce con Dal canto al ritmo, movimento e contatto con Prime danze e molto altro.

Nel calendario 2017-2018 ci sono poi spettacoli anche per i più grandicelli, dai 3 anni in su.

Judith e Barbablu, avvincente storia di una ragazza caparbia, di un marito con la barba blu e di sei mogli scomparse, una fiaba rassicurante con i burattini; Concertruz, cabaret per piccoli spettatori, spettacolo di brevi storie quotidiane che raccontano ai più piccoli sentimenti che ci appartengono fin dall’infanzia: ti voglio bene, sono arrabbiato, questo è mio, è colpa tua…; Le ochine, fiaba popolare che racconta la storia dell’amore materno, con danza, narrazione, burattini e maschere di stoffa; Radici, Dai miti delle origini, che racconta come è nato il mondo; Racconti dall’Olimpo per narrare due miti,  Ermes e Orfeo ed Euridice.

Il Teatro Laboratorio Mangiafuoco è nato nel 1979. In più di trenta allestimenti e centinaia di repliche in Italia e all’estero, burattini, sagome ed ombre, costruiti con sapienza artigianale, sono stati risorsa comunicativa con bambini di ogni età.

La programmazione per le famiglie vede la collaborazione con la Società Umanitaria di Milano.

Il calendario completo su www.teatromangiafuoco.it

 


Bubuk, il libro dove protagonista è il tuo bambino: un’idea originale per Natale

Category : A prova di Fata

Sentirsi protagonisti di una fiaba è il sogno di ogni bambino.

Con Bubuk è facile: si può scegliere chi è il personaggio principale, se è maschio o femmina, il nome e l’aspetto fisico.

Si possono decidere  i nomi e le fattezze degli amici del protagonista e sviluppare così una avventura davvero speciale.

La Fata Turchina ha provato il libro Bubuk con la storia di “Franceschino, pilota amico di dinosauri”, in cui i coprotagonisti sono i cuginetti: Anna la dottoressa e Samuele il dinosauro.

Ci è piaciuto moltissimo.

La realizzazione del libro è semplice e intuitiva e avviene attraverso pochi facile passaggi on line e la consegna via posta del volume è rapida e gratuita.

Ma soprattutto…l’effetto sorpresa è garantito!

 

Tutte le informazioni su:

www.bubuk.com