13 dicembre, santa Lucia: la storia della giovane sull’asinello e le tradizioni che illuminano l’attesa del Natale

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13 dicembre, santa Lucia: la storia della giovane sull’asinello e le tradizioni che illuminano l’attesa del Natale

Category : Azzurro Cielo

Nel nord Italia e in molti Paesi del nord Europa Santa Lucia anticipa il Natale, portando doni ai bambini buoni la notte del 13 dicembre.

La scorsa settimana, passeggiando per Soncino, in provincia di Mantova, abbiamo trovato la paglia per l’asinello di santa Lucia 🙂

Ma da dove viene questa bella tradizione?

La storia di santa Lucia

Lucia era una giovane donna siciliana, nata a Siracusa nel 281 da nobilissima e ricchissima famiglia. Rimasta orfana di padre, ebbe un rapporto molto stretto con la madre Eutichia, che le trasmise la fede cristiana. Ancora giovane fece voto di rimanere vergine, all’insaputa della madre che invece aveva già trovato per la figlia un fidanzato, come si usava allora. Lucia si turbò, ma non volendo manifestare il suo segreto alla madre, cercò pretesti per rimandare il matrimonio, confidando nella preghiera.

Avvenne allora che la madre Eutichia si ammalò gravemente. Le due donne decisero di pregare insieme davanti al sepolcro di Agata a Catania. Fu in quella occasione che Lucia ebbe la visione di Agata, che le predisse la guarigione della madre e il suo futuro martirio. Sulla via che riconduceva le due donne a Siracusa, Lucia comunicò alla madre la sua decisione di consacrarsi a Cristo e di devolvere in beneficenza il suo consistente patrimonio. Il promesso sposo giurò vendetta non appena seppe che la causa del rifiuto (e del mancato patrimonio) era la fede cristiana. Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflittele dal prefetto Pascasio. Lucia ammette e ribadisce la sua fede in modo irremovibile, affermando che la sua forza viene non dal corpo, ma dallo spirito. Al momento di portarla via, l’esile corpo da ragazzina assume una forza miracolosa e né uomini né buoi né il fuoco né la pece bollente riescono a smuoverla. Lucia viene così condannata a morte. Secondo la tradizione le furono cavati gli occhi il 13 dicembre del 304.

La festa cade in prossimità del solstizio d’inverno, da cui il detto “santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”.

La salma fu posta nelle Catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, dove è stata ritrovata un’epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Lucia.

Attualmente le spoglie della Santa sono custodite a Venezia nella chiesa parrocchiale dei Ss. Geremia e Lucia. Una delle più antiche tradizioni venete racconta che le spoglie della santa siracusana passarono da Verona durante il loro viaggio verso la Germania intorno al X secolo, fatto che spiegherebbe anche la diffusione del culto della santa sia a Verona che nel nord Europa.

È patrona di Siracusa, dei ciechi, degli oculisti e degli elettricisti e invocata contro le malattie degli occhi.

La tradizione

Il 13 dicembre nelle campagne si usava praticare un’opera di carità: chi aveva avuto raccolti più abbondanti ne donava una parte ai meno fortunati.

L’ antica ospitalità poi, voleva che si accogliessero nelle case i pellegrini che cercavano riparo dal freddo e questi ultimi, a loro volta, prima di ripartire, dovevano lasciare un dono sulla porta della casa che li aveva accolti.

Con il trascorrere del tempo si consolidò così l’ usanza di fare regali in occasione del 13 dicembre.

Rappresentando la luce nella notte fredda e buia, Lucia in molti paesi è un po’ la versione femminile di Babbo Natale. Si muove su un asinello e porta doni ai bambini buoni che le scrivono la lettera con i loro desideri.

I piccoli lasciano biscotti e latte per la santa e un po’ di paglia, sale grosso e carote per il suo asinello e vanno a nanna con la speranza di trovare qualche dono e qualche dolcetto  la mattina seguente.

La tradizione è molto sentita in Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia e in qualche provincia della Lombardia, come Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova.

Nei Paesi scandinavi i bambini, il pomeriggio del 12 dicembre cucinano biscotti e la mattina del 13 la figlia primogenita di ogni famiglia indossa una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita e, con un copricapo fatto di rami verde e sette candeline rosse, porta caffè, latte e dolci ai famigliari insieme alle sorelle.

 

Noi stasera prepareremo tutto. E voi?


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