La mappa della povertà dei bambini a Milano: il rosso che ci interroga

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La mappa della povertà dei bambini a Milano: il rosso che ci interroga

Category : Azzurro Cielo

A Milano ci sono migliaia di bambini che vivono in povertà assoluta. Non mangiano tutti i giorni, o almeno non mangiano in maniera sufficiente e non hanno alcuno opportunità educativa e di crescita.

Quando ho visto questa mappa rossa, presentata qualche settimana fa da Fondazione Cariplo, sono rimasta allibita. Si fa fatica a crederlo, ma sono numeri che interrogano tutti.

Per avere una fotografia più chiara possibile della situazione della povertà a Milano, Fondazione Cariplo ha elaborato dati certi sui beneficiari di interventi pubblici di contrasto alla povertà.

Grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la ricerca elaborata consegna l’immagine di una città in cui nel 2016 le risorse per l’erogazione di contributi di sostegno al reddito hanno raggiunto i 20,8 milioni per arrivare a sostenere 19.181 nuclei famigliari per un totale di 54.493 individui. Le famiglie con minori raggiunte sono 9.433, per un totale di 19.703 minori.

Ma poi si è andati oltre, presentando la controffensiva: un patto per contrastare la povertà minorile.

Si chiama Programma QuBì – Quanto Basta – la ricetta contro la povertà infantile, promosso da Fondazione Cariplo con il sostegno di Fondazione Vismara, Intesa Sanpaolo Spa, Fondazione Fiera Milano e in collaborazione con il Comune di Milano e le organizzazioni del Terzo Settore che operano su questo fronte. Il programma ha come sguardo i prossimi 3 anni. A breve partirà una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tra le persone, che coinvolgerà anche il mondo dello sport e dello spettacolo.

Era solo un’idea che in pochi mesi si è trasformata in azioni concrete. Fondazione Cariplo, Fondazione Vismara, Intesa Sanpaolo hanno già messo a disposizione un totale di 20 milioni di euro; la novità sul fronte della raccolta fondi sono i 300 mila euro messi a disposizione poche settimane fa da Fondazione Fiera Milano.

Il lavoro realizzato ad oggi conferma che è possibile andare oltre le stime: per la prima volta, grazie a un lavoro complesso che ha incrociato 21 database di altrettante misure pubbliche di trasferimento monetario, è possibile comprendere quante persone ricevono benefici e a quanto ammontano gli aiuti economici ricevuti. Il prossimo obiettivo è stabilire se ci sono e quante sono le famiglie con minori in povertà assoluta che non ricevono trasferimenti pubblici e sono quindi ancor più a rischio. Caritas, Banco Alimentare e realtà come Fondazione Pellegrini stanno già lavorando affinché le tante risposte al fenomeno povertà che danno quotidianamente, possano essere sistematizzate all’interno di una lettura condivisa del fenomeno. Il prossimo obiettivo è quello di creare una fotografia delle risposte alla povertà che le tante realtà concorrono a dare.

Se analizziamo i dati reddituali delle famiglie che nel 2016 hanno ricevuto un aiuto, abbiamo un’immagine evidente della povertà in città: circa il 90% dei nuclei familiari con minori raggiunti da almeno una misura è sotto alla linea di povertà assoluta. Nello specifico, se prendiamo una famiglia con un solo genitore composta da un adulto e un minore, il reddito medio è di circa 4.800 euro lordi annui mentre la soglia di povertà calcolata dall’Istat per la stessa tipologia di famiglia è di 12.800 euro annui. Un gap pari a circa 8.000 euro annui, che significa soprattutto mettere quel minore e quella famiglia in una condizione di rinuncia dell’essenziale, come un’adeguata alimentazione, l’accesso a cure di prevenzione e una più ampia possibilità di crescere dignitosamente. La situazione non cambia di molto se consideriamo una famiglia con due adulti e due minori: in questo caso il gap ammonta mediamente a 8.100 euro. Alla luce di queste evidenze, Fondazione Cariplo e i partner tutti, considerano importante trovare delle modalità per aumentare la capacità di spesa delle famiglie, con una specifica attenzione ai bisogni dei più piccoli: guardare alla città con dei dati di riferimento, con la capacità di leggere sia il bisogno che le risposte, permetterà di costruire un sistema di risposte più efficace. Per il Programma significa avere una bussola per capire dove meglio indirizzare le risorse e gli interventi.

“Questo programma è un impegno che ci siamo presi perché è inaccettabile sapere che nella città di Milano ci sono bambini e famiglie in questa condizione – ha detto Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo. Vogliamo però sperimentare ancora una volta un modello nuovo, per evitare che l’intervento si riduca ad assistenza; crediamo sia possibile provare ad aiutare le famiglie ad uscire da questa condizione. Non è un’azione spot, ma rientra in un disegno organico che vede già impegnate anche a livello nazionale le fondazioni di origine bancaria con un intervento di contrasto alla povertà educativa – per un impegno complessivo di circa 400 milioni di euro – e fa tesoro delle altre esperienze realizzate fin qui, per evitare che altre famiglie scivolino in povertà. Incidere sulle emergenze, attivarsi con prospettiva; questo l’impegno che avevamo preso con Papa Francesco, il 25 marzo a San Siro, davanti ad 80 mila ragazzi”


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