Harry Potter, la mostra della magica sparizione (dei vostri soldi)

Harry Potter, la mostra della magica sparizione (dei vostri soldi)

Siamo andati a vedere la mostra di Harry Potter. Abbiamo aspettato che si esaurissero le lunghe code delle prime settimane e abbiamo organizzato la visita a ridosso di Ferragosto, confidando nel deserto milanese. In realtà siamo riusciti a trovare tanta gente anche alle 19 di un lunedi sera…Comoda la prenotazione dei biglietti, azzeccata la location della Fabbrica del Vapore, veniamo a quello che proprio non va.
Premetto che non siamo fans sfegatati del maghetto ma eravamo comunque in compagnia di Anna, dieci anni, grande lettrice e appassionata.
La mostra è stata comunque deludente: un’ora scarsa di visita in ambienti bui, tanti abiti di scena e qualche scenografia ricostruita ma nel complesso niente di memorabile, considerato anche il costo non risibile di ingresso. Nessuna interazione (a parte le mandragole), nessun touch point o gioco di ruolo, solo sporadici schermi che trasmettevano le scene più famose dei film. Vietato il flash dei telefonini (perché?) e quindi quasi impossibile avere foto ricordo decenti, considerata la penombra. Ma la cosa veramente fastidiosa e che ho trovato di cattivo gusto è stato lo shopping a fine percorso. Ovvero come approfittarsi della buona fede dei bambini per spennare i genitori: 15 euro per una foto con la sciarpa di Harry (rigorosamente vietate le foto con più di una persona, per esempio una coppia di fratelli), 40 euro (40!) per la bacchetta magica (un bastoncino di plastica, ndr), oltre 20 euro le magliette, 15 euro i portachiavi, 10 euro una misera penna.
Insomma, attenti agli effetti speciali: di magico ci sarà la sparizione dei vostri soldi!


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