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Arrivano i giorni della merla….🐦

Arrivano i giorni della merla! Ha detto così la nonna Lele ieri sera al suo nipotino e ha accompagnato il racconto con il disegno che trovate qui:

I giorni della merla sono gli ultimi tre di gennaio – 29, 30 e 31 – e secondo la tradizione sono i più freddi dell’anno. Anzi, secondo il detto popolare, se fa tanto freddo in questi tre giorni significa che la primavera è dietro l’angolo e che sarà tiepida, mentre se i giorni della merla non sono troppo freddi la primavera si farà attendere.

Ma perché “della merla”? La leggenda varia da regione a regione e diverse città italiane si sono costruite la loro versione.

La tradizione lombarda racconta di una merla tutta bianca che si nascose al tepore di un comignolo per trovare riparo dal freddo pungente. Rimase tre giorni così, accovacciata al calduccio, e quando finalmente la temperatura si alzò e riprese il suo volo, le piume avevano preso il color fuliggine, diventando la merla nera che tutti oggi conosciamo.

Diversa la leggenda della nobildonna di Caravaggio, in provincia di Bergamo, la signora de’ Merli, che doveva attraversare il fiume Po per andare a prendere marito. Lo poté fare solo alla fine di gennaio, quando il fiume era ghiacciato a causa del freddo intenso.

Sempre ad un fiume, questa volta l’Adda, è legata invece la tradizione della merla a Lodi. Qui in questi giorni cori di canti popolari si alternano da una sponda all’altra del fiume, così come a Cremona, dove i canti popolari di accompagnano a grandi falò.

Sono fiabe e storie popolari evidentemente, ma possiamo raccontarle ai nostri bambini che sanno guardare con occhi di meraviglia il mondo intorno a loro.


Alpe Cimbra: la neve in formato famiglia

Il Trentino è davvero family friendly: lo abbiamo sperimentato durante le nostre vacanze natalizie sull’Alpe Cimbra.

Non possiamo chiamarle vacanze sulla neve perché non ce n’era, se non quella artificiale, peraltro perfettamente sparata e curata su tutte le piste della zona.  Ma sono state vacanze belle, rigeneranti, in mezzo ad una natura maestosa.

Qui qualche suggerimento, sulla base delle nostra esperienza.

Abbiamo soggiornato a Lavarone, a 1170 metri. Non è un vero e proprio paese, ma un territorio composto da diverse frazioni: Chiesa, Bertoldi, Gionghi e Cappella quelle più significative. Noi siamo stati all’hotel Bertoldi  (https://www.hotelbertoldi.it/it/) a Chiesa, un grazioso family hotel con una piccola ma nuovissima spa e la sala giochi. Soggiorno impeccabile grazie alla cura riservata agli ospiti e alla cucina deliziosa dello chef Andrea. Se cercate un alloggio famigliare e accogliente, ve lo consiglio vivamente.

A pochi minuti di macchina da Chiesa si trovano le piste di Bertoldi, baby per i principianti e di varie difficoltà per i più esperti. Per fare il battesimo dello sci, sono a disposizione diversi maestri e tutta l’attrezzatura utile, oltre a bob, gommoni e slittini per divertirsi sulla neve anche senza gli sci ai piedi (il parco giochi sulla neve Neveland), mentre per gli amanti del fondo c’è lo ski center Millegrobbe.

Lavarone è nota soprattutto per il suo lago, bandiera blu d’Europa, che d’inverno è completamente ghiacciato e diventa una enorme pista da pattinaggio.

A pochi minuti in macchina da Lavarone si trova Folgaria, la località turistica più nota della zona, con un bel centro storico pedonale. Lungo la via principale si susseguono diverse botteghe storiche trentine, in particolare pasticcerie, gastronomie e macellerie.

Per gli sportivi le piste sciistiche di Folgaria sono moltissime, per un totale di oltre 100 km, anche in questo caso attrezzate per grandi e piccini.

Merita assolutamente una visita il paesino di Luserna, o meglio Lusern. La particolarità di questo piccolissimo centro abitato – con meno di 200 persone – è che è rimasto l’unico luogo in cui si parla la lingua cimbra, un antico tedesco che conoscono pochissime persone al mondo. Si accede dopo un tragitto di diversi minuti completamente immersi in una foresta di alberi ad alto fusto e sembra davvero di arrivare in un paese incantato.

Siamo stati a Luserna la sera della vigilia dell’Epifania e abbiamo potuto vivere una emozionante esperienza: per tradizione la vigilia della festa dei Re Magi i pochi bambini del paese girano per le strade gelide muniti di lanterna e vestiti da antichi magi. Noi ne abbiamo avvistato uno con la nonna e ci hanno cantato insieme un antico ritornello natalizia in lingua cimbra. Per motivi di privacy, non posso condividere questo video, ma vi assicuro che è stato un momento magico.

L’azienda di promozione turistica della zona è molto attiva e propone ogni giorno e sera, nelle tre località che ho citato, diverse attività: ciaspolate notturne nei rifugi, fiaccolate con i maestri di sci, concerti di cori alpini e di voci bianche, tombolate e feste in piazza con vin brulè e the caldo.

Se siete in zona, vi consiglio poi tre gite che meritano:

Trento: oltre ad essere una cittadina davvero piacevole, Trento a Natale è nota soprattutto per il suo mercatino, uno dei pochi in cui si respira davvero lo spirito del luogo, con articoli artigianali, suoni e profumi legati al territorio. Il centro è piccolo e si percorre facilmente a piedi o con il trenino di Babbo Natale, che parte ogni dieci minuti dalla suggestiva piazza del duomo di san Vigilio. Bello anche il castello del Buonconsiglio,  residenza per anni dei vescovi di Trento, che ospita ora mostre d’arte ed eventi. Ma con i bambini come compagni di viaggio, si sa, bisogna trovare sempre anche qualcosa ad hoc per la loro età: il mio consiglio per Trento è il Museo di scienze naturali, il Muse, bello dentro e fuori..

L’edificio, realizzato da Renzo Piano, è moderno ed efficiente, dal punto di vista architettonico e ambientale. All’interno tutto è pensato per bambini e genitori: ci sono i dispenser di acqua potabile a disposizione,  le aree confort per l’allattamento, persino marsupi per muoversi agevolmente nelle sale anche con neonati, spazi passeggini ad ogni piano, parcheggi riservati per donne in gravidanza e neomamme.

Il percorso espositivo va dalla terrazza del quinto piano a scendere, attraverso la metafora della montagna che racconta la vita sulla terra: si incontreranno quindi i ghiacciai, le foreste alpine, la storia delle Dolomiti, la storia dell’uomo sulla terra e poi giù fino alle serre tropicali e ai dinosauri.

Nel mezzo tanti giochi scientifici e sale dedicate alla scoperta e all’osservazione del mondo animale. Noi ci siamo divertiti moltissimo!

Asiago: attraversando km di foreste, purtroppo spaventosamente devastate dal maltempo dello scorso autunno, si travalica il confine regionale del Trentino per arrivare in Veneto, ad Asiago, rinomata località turistica famosa soprattutto per il suo formaggio.

Gabriele D’Annunzio la definì “la più piccola e più luminosa città d’Italia”, ma soprattutto è il centro principale dell’altipiano più grande d’Italia composto da 7 comuni.

È una città elegante e ricca di cose da vedere, ma vi consiglio in particolare la sosta in un caseificio (noi siamo andati al Pennar) per acquistare formaggi e alla pasticceria Carli, dove gustare la torta Ortigara, simbolo della città. Ortigara è il nome del monte su cui si combattè una delle più terribili battaglie della prima guerra mondiale. Ai soldati in trincea veniva portato un dolce fatto di farina, burro, uova, zucchero e mandorle. Nel 1920, al termine della guerra, le sorelle Carli decisero di mettere in produzione questo dolce e chiamarlo appunto “torta Ortigara”, quasi a cercare di cancellare con la dolcezza le atrocità di cui questi monti sono stati spettatori.

Sempre in tema di prima guerra mondiale, è imperdibile la visita al Forte Belvedere, a Lavarone, a cui si accede con una semplice passeggiata di una decina di minuti.

Il forte austriaco, perfettamente conservato e manutenuto, fu costruito intorno al 1910 a strapiombo sulla Val d’Astico, confine – allora – tra Italia e Austria-Ungheria. Gran parte è scavato nella montagna, con cunicoli e derivazioni sotterranee, e locali di servizio, ampi magazzini, l’acquedotto, la centrale elettrica, la centrale telefonica. Grazie al contributo multimediale e a alla riproduzione dei suoni da combattimento, consente di immergersi nell’atmosfera del tempo e di essere interessante anche per i bambini.

Ricordo che molte di queste località che ho segnalato sono ad ingresso gratuito per chi possiede la Trentino Guest Card, un pass a cui si ha diritto dopo almeno  due notti di soggiorno negli hotel del Trentino. La card dà anche una serie di altre agevolazioni, come l’utilizzo gratuito dei mezzi di trasporto pubblico e sconti di vario

  • L'inverno in montagna