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Bambini-topini alla scoperta del Parmigiano Reggiano

Il mondo piccolo raccontato da Guareschi, tra Piacenza e Reggio Emilia, è fatto di pedalate lente e lunghi viali alberati di pioppi. La vita scorre tranquilla come il fiume che la attraversa, “slow” per dirla con un termine che don Camillo e Peppone certamente non conoscevano.

Salumi e paste fresche e fattorie piene di animali rendono questo lembo di terra emiliana ideale per un week end con i bambini. Vi racconto la nostra esperienza.

Partiamo dal momento clou della nostra avventura: siamo andati a vedere come si produce il parmigiano reggiano a La Grande, una delle più grandi (appunto) latterie della zona. Appuntamento domenica mattina alle 9 – puntuali! – per assistere dal vivo alla lavorazione di questo incredibile prodotto. Dal latte al siero, dal caglio alla produzione della forma così tipica, dalla salatura alla stagionatura, le tappe di questo percorso sono piene di fascino. Anche perché, diversamente da quanto si possa pensare, molto lavoro viene fatto ancora manualmente e il contributo dell’uomo resta fondamentale per garantire la qualità di un formaggio conosciuto in tutto il mondo e che piace tanto ai nostri bambini.

 Qui qualche video:

Il latte arriva al caseificio – La raccolta del formaggio con i teli di lino – La verifica della corretta pienezza delle forme

 

 

 

 

Premesso che in tutti i paesini della zona vi potete muovere agevolmente con bici, monopattini, passeggini e mezzi di locomozione vari, in ordine sparso, qualche suggerimento per trascorrere momenti piacevoli e di relax:

Busseto, città di Giuseppe Verdi: in questa graziosa cittadina merita una visita il teatro verdiano, costruito dai concittadini per omaggiare il grande maestro. Si trova all’interno della Rocca Pallavicino, ma incredibilmente Verdi non vi volle mai mettere piede, contestando ai bussetani di avere speso troppo per realizzarlo! E sembra di riviverlo, quel 15 agosto 1868, quando il teatro fu inaugurato con la messa in scena del Rigoletto. Gli abiti delle signore e le cravatte dei signori erano rigorosamente verdi. Ma lui, il signor Verdi, non si fece vedere e non occupò mai il palco a lui riservato nel teatro. È un gioiellino, una piccola riproduzione de La Scala di Milano. Il grande piazzale antistante si presta ad un momento di gioco, mentre sotto i portici troverete specialità dolciarie come la torta Spongata.

Per completare l’itinerario verdiano consiglio anche una sosta nella frazione di Roncole Verdi, paese natale di Verdi, dove si trova la casa di famiglia che allora era un piccolo negozio di alimentari con annesso locale ristorazione. Oggi è un museo dotato di strumenti multimediali che consentono di rivedere Giuseppe Verdi bambino tra le sue mura.

Proprio di fronte alla casa si trova la chiesa di san Michele Arcangelo, dove si può ancora vedere il primo organo suonato da Giuseppe bambino. Mentre nel cimitero del paese riposa Giovannino Guareschi, che a Roncole aveva una osteria.

Guastalla: cittadina della bassa reggiana, tipica per le sue piazze, i portici e il lungofiume che la affianca. Una cittadina fortificata, dominata a lungo dai Gonzaga che risiedevano nel centrale palazzo Ducale. La piccola reggia merita una visita per i saloni d’onore, gli arazzi, gli affreschi. Da qui provengono la scrivania e l’arazzo che vediamo alle spalle del Presidente della Repubblica durante i suoi collegamenti dal Palazzo del Quirinale.

Reggia di Colorno: anche detta “La Versailles dei duchi di Parma”, è la tappa che piacerà di più ai bambini. Oltre alla maestosità del palazzo e degli arredi, ha un bellissimo giardino alla francese, con laghetti, gallerie d’alberi e anche un labirinto di siepi. Il posto ideale per giocare e rilassarsi  

  • le mucche