Category Archives: A prova di Fata

Il parco Sigurtà, il mondo come dovrebbe essere (e due soste golose)

Distese verdi a perdita d’occhio, prati curati e puliti che sembrano tappeti, esplosioni di fiori e colori, laghetti che così perfetti nemmeno nei dipinti impressionisti di Monet: benvenuti al parco Sigurtà, uno dei più belli che mi sia mai capitato di vedere.

Il nome esatto è “parco giardino” e non a caso: tutto è curato e perfetto come nei giardini delle favole. Originario del 1400, il giardino affacciato sul Mincio celebra nel 2018 i suoi 40 anni di vita grazie alla cura e alla dedizione della famiglia di Giuseppe Carlo Sigurtà, industriale farmaceutico che nel 1941 divenne proprietario dell’area, la ampliò ulteriormente e la riportò alla bellezza del 1800.

Il progetto originario risale infatti al Marchese Antonio Maffei (1759-1836), un uomo che le cronache del tempo descrivevano come un illuminato amante dell’arte, del bello e dei giardini, che decise di trasformare i 22 ettari della proprietà in un giardino romantico all’inglese. La scelta dello stile fu influenzata dal poeta Ippolito Pindemonte, nipote di Maffei.

In anni recenti, grazie appunto alla famiglia Sigurtà, il parco è stato ampliato e sono stati aggiunti la meridiana orizzontale, progettata per avere una validità di 26.000 anni e nel 2011, dopo sei anni di lavoro, il labirinto composto da 1500 piante di tasso.
In questi anni inoltre è stata fatta una approfondita ricerca sulla fioritura dei tulipani che colora il parco nel mese di aprile, ad oggi, con il suo milione di bulbi, è considerata la più importante del Sud Europa.

Sigurtà ha ottenuto il riconoscimento di “Parco Più Bello d’Italia 2013” e di “Secondo Parco Più Bello d’Europa 2015“.

Andare con i bambini è uno spasso: possono scatenarsi e giocare a piedi nudi senza correre rischi. L’unica avvertenza è che il parco è molto esteso, per cui potrebbero stancarsi. Il mio consiglio è di portare da casa o noleggiare le biciclette (nei giorni di grande affluenza, meglio portarle da casa per non incappare in lunghe code) e attraversare il giardino pedalando.

In alternativa è possibile noleggiare anche delle golf cars oppure utilizzare il trenino.

All’ingresso i bambini ricevono la loro “mappetta”, con cui possono esplorare il parco in compagnia della mascotte Tà.

Tra i punti più interessanti segnalo il labirinto, il viale delle rose, i giardini acquatici, il viale delle aiuole fiorite, i bossi dalle forme surreali, la fattoria didattica con gli animali, il grande tappeto erboso con i laghetti fioriti, la rotonda degli incanti.

E visto che la giornata per essere perfetta necessita di adeguato accompagnamento culinario, vi consiglio anche due soste golose.

Per il pranzo, magari prima del parco, fate tappa a Borghetto, un delizioso villaggio medievale affacciato sul fiume Mincio, dove sono ancora ben visibili e percorribili il castello scaligero e il ponte visconteo, una tra le più importanti costruzioni medievali progettato dalla famiglia Visconti per garantire un passaggio sicuro attraverso i confini.

Vi consiglio il ristorante “I giardini di Borghetto”, che ha anche un piccolo angolo attrezzato con i giochi per i bambini. Gustate i famosi tortellini con i diversi ripieni di carne, ricotta e spinaci e zucca e mostarda, e fatevi raccontare la storia del “nido d’amore”, nato proprio qui sulle rive del Mincio, nel Trecento, per celebrare una storia d’amore diventata eterna.

Infine, per completare in dolcezza la giornata, sostate a Volta Mantovana, deliziosa località tra le colline moreniche e il lago di Garda, con l’incantevole Palazzo Gonzaga. Prendete un gelato al K2 da Angela, che prepara ogni mese un gusto diverso per celebrare gli aromi e i sapori tipici di ogni stagione.

 

 

 


Count down per i fan di Harry Potter: tra pochi giorni apre la Mostra magica

Arriva il 12 maggio a Milano il regalo tanto atteso per i fan italiani di Harry Potter, che finalmente avranno l’opportunità di dare uno sguardo da vicino a migliaia di oggetti di scena, costumi e creature magiche dei film di Harry Potter.

La mostra Harry Potter: The Exhibition è pronta a sbarcare alla Fabbrica del Vapore. A partire dalla sua premiere mondiale a Chicago, la mostra ha ricevuto più di quattro milioni di visitatori con soste a Boston, Toronto, Seattle, New York, Sydney, Singapore, Tokyo, Parigi, Shanghai, Bruxelles e Madrid.

Consumer Products ha creato questa mostra coinvolgente di 1.600 metri quadri dove i visitatori possono ammirare il materiale ispirato ai set dei film di Harry Potter e vedere la magnifica abilità artigianale dietro i costumi autentici, gli oggetti di scena e le creature fantastiche dei film.

Dal momento in cui i visitatori fanno il primo passo nella mostra Harry Potter: The Exhibition, si ritrovano immediatamente catapultati nel mondo del maghetto. I visitatori sono subito accolti da un padrone di casa che suddivide alcuni fortunati fan a seconda della loro casa di Hogwarts preferita, per condurli poi all’interno della mostra dove inizia il viaggio verso le scene predilette dei film.

La mostra presenta ambientazioni tratte dalle più famose location dei film – inclusi la sala comune e il dormitorio di Grifondoro, aule come quelle di Pozioni ed Erbologia e la Foresta Proibita – che traboccano di oggetti di scena autentici, costumi e creature usati durante le riprese della famosa serie.

In aggiunta ai meravigliosi ambienti e messe in scena, sono presenti molti elementi interattivi. I visitatori possono entrare nell’area del Quidditch e lanciare una Pluffa, sradicare la propria mandragola nella rappresentazione dell’aula di Erbologia e anche visitare una ricostruzione della capanna di Hagrid e sedersi sulla sua poltrona gigante.

La mostra, a Milano soltanto per un periodo limitato, sarà aperta ogni giorno. Sono necessari biglietti con indicazione dell’orario e sarà possibile accedere alla mostra fino a un’ora prima della chiusura.

I biglietti sono in vendita su harrypotterexhibition.it


Tulipani italiani: l’Olanda a pochi chilometri da Milano 🥀🌷

Siamo andati a vedere il primo ‘u-pick’ campo di fiori in Italia, ovvero un campo di tulipani in cui è possibile vedere fiori meravigliosi e poi anche raccoglierli.

L’idea è venuta a una coppia di giovani olandesi (e a chi altrimenti?) che hanno trasformato un terreno di due ettari alla periferia di Milano in una distesa coloratissima, in cui trascorrere qualche ora piena di allegria e scattare una marea di foto.

Nel campo sono stati seminati 350 mila bulbi che sono diventati altrettanti tulipani di 312 varietà, monocolore o anche bi e tricolor. La maggior parte appartengono al campo di raccolta, ma c’è anche un’area espositiva con 135 pregiatissime varietà.

Funziona così: si paga un biglietto d’ingresso da 3 euro, grazie al quale si ha diritto a raccogliere due tulipani di qualunque tipo e colore dal campo di raccolta. Se si vogliono raccogliere ulteriori tulipani, si pagano 1,50 l’uno.

L’esperienza è davvero consigliata, con tre avvertenze.

La prima: affrettatevi perché la fioritura dei tulipani termina con il mese di aprile. La seconda: prenotate on line, soprattutto se andate il fine settimana perché il rischio di trovare sold out è molto alto.

Infine, fate spazio sul vostro smartphone, perché non smetterete più di scattare foto. The spring is the air 😊

 


Le avventure di Pinocchio: la fiaba più bella è in scena con il Teatro Colla

Lo so, ho un debole per la fiaba di Pinocchio, la più bella di sempre per ricchezza e profondità. E non a caso ho scelto di chiamare il mio blog lafataturchina.online

Lo  spettacolo non ha bisogno di presentazioni: il celebre burattino, che nel caso è una marionetta (chi meglio del Teatro Colla?), ha un papà che si chiama Geppetto, litiga con un grillo parlante assai saccente, si fa imbrogliare dal Gatto e dalla Volpe, viene salvato dalla Fatina dai capelli turchini e incontra barbagianni, civette, coniglietti, tutti citati nel libro di Collosi, ma meno noti al grande pubblico.

Alcuni personaggi sono in carne e ossa, altri sono fatti di legno. Marionette colorate e bellissime che sono vere e proprie opere d’arte.

Andate a vedere questo spettacolo. L’accompagnamento musicale eseguito in scena da Marta Pistocchi vi emozionerà.

Sceneggiatura di Gianni Colla, musiche originali di Aldo Amadi eseguite in scena da Marta Pistocchi, luci di Alberto Gualdoni, sotto la magica regia di Stefania Mannacio Colla.

Lo spettacolo è in replica al Teatro La Creta, venerdì 23 marzo alle 17.30, sabato 24 e doemncia 25 alle 16.30 e venerdì 6 aprile alle 17.30

 


Sant’Ambroeus, il salotto dolce di Milano

Sant’Ambroeus è il salotto dolce di Milano, come recita anche il loro sito.

Se avete in casa piccoli intenditori in materia di cioccolato come noi, non potete non fare tappa in questa pasticceria del centro.

L’ambiente è raffinato ed elegante, diciamo poco kids friendly, ma il piccolo buongustaio vi ringrazierà a lungo se gli regalerete una merenda qui a base di cioccolata calda o praline di cioccolato.

Notevoli anche le torte, i panettoni e le colombe pasquali, che sono delle vere e proprie creazioni d’arte.

Per i grandi da provare c’è la specialità del negozio, l’Ambrogiotto, finissimo cioccolato ripieno di zabaione.

Sant’Ambroeus si trova in corso Matteotti (fermata san Babila)

 

 


In auto, in moto e in bici: come garantire la sicurezza dei nostri bambini in strada

“Viaggiare sereni”, vademecum per la sicurezza stradale, è stato presentato pochi giorni fa alla stampa. Lo strumento, realizzato da Touring Club Italiano e Fraternità della Strada, raccoglie alcuni semplici consigli per ricordare ad automobilisti e passeggeri cosa controllare prima di mettersi in viaggio e come attrezzarsi.

La sicurezza prima di tutto: non dare mai niente per scontato è la prima regola quando ci si muove per strada.

Vediamo cosa è previsto per i nostri bambini:

 Bimbi in auto

Tutti i bambini di statura inferiore ai 150 cm devono essere ancorati ai sedili con seggiolini adeguati al loro peso e solo omologati: è fondamentale, all’atto di acquisto, controllare l’etichetta di omologazione che riporta la normativa di riferimento (ECE R44 – ECE R44/04 – ECE R129), il peso e l’altezza entro cui sono consentiti l’utilizzo e la compatibilità con l’auto relativamente al montaggio.

Per i bambini tra i 100 e i 125 cm è possibile utilizzare appositi rialzi, ancorati alle cinture di sicurezza, purché dotati di schienale. Per quelli oltre 125 cm i rialzi possono essere senza schienale.

In caso di posizionamento sul sedile anteriore, è assolutamente indispensabile disattivare l’air bag.

Il più comune errore da evitare è quello di tenere i bambini in braccio.

Un bambino di 15 kg, nel caso di un impatto a 50 km/h, esercita una forza di oltre 400 kg, un peso che nessuno sarebbe in grado di trattenere. Seggiolini a parte, non lasciare mai i bambini soli in auto, neppure per pochi minuti.

Bimbi in moto

Si possono portare i bambini in moto solo se hanno compiuto 5 anni di età. Occorre assicurarsi che il bambino indossi sempre un casco omologato e non adattato in qualche modo alle sue  misure, che indossi sempre un giubbetto con apposite protezioni, che venga posizionato sempre dietro il conducenete e mai davanti e che appoggi i piedi su pedivelle o staffe. Ricordarsi di non far indossare zainetti pesanti ai bambini, perché possono facilmente comprometterne l’equilibrio.

Bimbi in bicicletta

I bambini fino a 8 anni possono essere trasportati solo se alla guida c’è un maggiorenne. Se il bimbo pesa fino a 15 kg deve sedere sul seggiolino anteriore; se pesa fino a 22 kg e fino a 8 anni di età deve sedere sul seggiolino posteriore.

Solitamente i nuovi seggiolini sono dotati di poggiapiedi. In caso contrario, occorre farli montare, unitamente al proteggi ruote. Il bambino deve sempre indossare il caschetto da bici omologato: ce ne sono di colorati e bellissimi. Per lui sarà un gioco ma per i genitori una garanzia di protezione..


Carnevale con i clown: torna a Milano il festival dei clown e del teatro di strada

Torna il Milano Clown Festival, festival internazionale dei clown e del teatro di strada giunto alla sua tredicesima edizione. Promosso da Scuola di Arti Circensi e Teatrali di Milano, ideato e diretto da Maurizio Accattato, coinvolge artisti e compagnie provenienti da tutto il mondo, con ospiti straordinari che animeranno la città da mercoledì 14 a sabato 17 febbraio, come per tradizione in concomitanza del Carnevale Ambrosiano. In 23 luoghi cittadini, quest’anno saranno ben 142 gli appuntamenti tra spettacoli, eventi speciali, concerti, proiezioni, presentazioni di libri e incontri dedicati ai più piccoli, tutti rigorosamente a ingresso libero.

Mercoledì giornata di apertura: “VERY VERY SOCIAL-DAY!”

Il festival si aprirà come da tradizione alla Casa della Carità mercoledì 14 alle ore 11 con uno spettacolo per gli ospiti e per tutti i bambini. Ancora una volta la manifestazione partirà dalle zone periferiche, dove è davvero più sentito il bisogno di gioia.

Alle ore 14 partirà la tradizionale parata in via Padova con gli artisti e l’amatissimo PIC Bus, l’autobus bianco lungo dodici metri alla testa del corteo, che raggiungerà l’Ospedale dei bambini Buzzi, dove la Compagnia spagnola ‘Siclown’ porterà il suo spettacolo, per la gioia dei piccoli pazienti nei reparti.

Alle 20.30 al Circo PIC, chapiteau centrale – anche quest’anno montato presso i Giardini Gregor Mendel, in viale Restelli, di fronte al Palazzo della Regione – si comincia con alcune tra le compagnie di questa edizione, tra cui I Fratelli Caproni. A introdurre i tanti numeri della serata Moriss con i PIC-cini della Scuola di Arti Circensi e Teatrali a cui seguiranno Nicolò Lo Cicero in uno spettacolo di bolle e magia e Linda Russo-Idà e il suo stralunato clown maldestro. E ancora le acrobazie di Mwalimu e i Pumi, connubio esilarante tra la perfezione dell’atleta keniota contrapposto al suo gruppo di artisti italiani, molto meno dotati a cominciare dal nome e le esibizioni di acrobatica aerea e tessuti.

Si ricomincia da Piazza Duomo: via ufficiale alla kermesse

Giovedì alle ore 12, il PIC bus con Moriss e i PIC accompagnati da tutti gli artisti presenti al festival, daranno il via al Carnevale ambrosiano con oltre ottanta artisti in arrivo da nove diversi paesi e ben dieci compagnie in Concorso.

Sabato grasso con i matrimoni clowneschi e Garbi Hutter

 Sabato grasso alle ore 12 in piazza Duomo, per celebrare il primo vero (e necessario) matrimonio clownesco che abbraccerà tutta la città. Moriss il clown – sciamano, ispirato dalla psicomagia di Jodorowsky e dalla chiesa patolica di Leo Bassi, divulgherà il rito  “PIC-cologo”, un matrimonio collettivo clownesco, passanti e piccioni compresi. “Se vuoi essere felice sposati con il mondo” –  spiegano i PIC-  e come segno di pace abbraccia il primo che passa. . E se non avete nessuno ci troviamo lì: portate una rosa comprata dal primo venditore che ve la offre, e siate generosi”. Un grande PIC-matrimonio per accendere la luce in questo buio di amore.

Per la serata di chiusura, il festival celebrerà l’arte del Clown al femminile: sarà Gardi Hutter, celebre clown svizzera che proprio da Milano ha dato inizio alla sua carriera negli anni ’80, a concludere con il suo stile leggendario la XIII edizione. Sabato alle ore 21.00 al Circo PIC, Gardi Hutter andrà in scena con “Giovanna d’ArRpo”, spettacolo che l’ha resa popolare in tutta Europa. La vicenda buffa, tragicomica e addirittura donchisciottesca di una donna senza tempo, alle prese con le banali fatiche quotidiane. Una lotta impari! Più Giovanna è sfortunata e scalognata, più la risata nasce dal profondo.

Tra le Compagnie Ufficiali, grande ritorno per Brigata Totem, vincitori del Premio della Giuria nella scorsa edizione con “Hobo”, spettacolare performance sul palo cinese alto oltre sei metri su cui si arrampica un clown stralunato, sospeso nel suo mondo onirico e impalpabile di fantasia.

Spazio agli artisti internazionali: per la prima volta in Italia la Compagnia francese Mandibul Orchestra, sciame di insettoni bizzarri, coloratissimi e pieni di sorprese musicali. Ancora musica con i francesi Astral Mazout, band di trivellatori che sembrano usciti da una piattaforma petrolifera, unti e bisunti nelle loro tute da lavoro, armati di tromboni, flicorni e strane diavolerie da cui escono fantastiche melodie. Da non perdere, Pina Polar, performer, acrobata e clown polacca dall’energia incontenibile: i suoi spettacoli sono delle vere e proprie psicoterapie di gioia condivisa, a cui il pubblico si abbandona festoso. con il nuovo spettacolo “Donna Quixota”, chiaro riferimento alle avventure dell’eroe di Cervantes, stavolta con una donna più sognatrice che mai, visto che di mestiere fa la libraia.

Da giovedì a sabato le giornate vedranno un susseguirsi continuo di spettacoli con le compagnie in concorso per aggiudicarsi i tre premi del festival: il Premio della Giuria, quest’anno composta da esponenti dei Teatri milanesi, il Premio Giuria dei Bambini Don Eugenio Bussa, intitolato all’indimenticato educatore del quartiere Isola, e infine il Premio del Pubblico, consegnato allo spettacolo più apprezzato al festival. Tra gli artisti si ricorda la compagnia belga di clown-street performers Duo Abbraccio, le compagnie spagnole AsSircopatas, Kicirke e Siclown, il duo serbo Alice in Wonderland, in uno spettacolo a suon di vocalità e coreografie corporee, le compagnie di acrobati con strutture aeree Elabö dalla Germania con un gioco di scacchi gigante tra terra e cielo, e gli italiani Duo Edera con le loro evoluzioni su corde; il duo italiano tra comico e magia de L’Abile Teatro, Mr. Mustache e per finire Swingari, band di strada a cavallo tra la tradizione klezmer e quella gitana, con quel sound capace di far ballare anche i più restii. Tra gli Eventi Speciali, l’anteprima di Micio & The Family, lo zingaro-clown “schiavizzatore” di bambini racimolati dalle strade di mezza Europa, che forse un briciolo di cuore ce l’ha. Grande attesa per la presentazione-evento-spettacolo della storica biografia americana – l’unica ufficiale pubblicata al mondo – “Mr. Laurel & Mr. Hardy” tradotta dalla delegazione italiana dei “Figli del Deserto” per Sagoma Editore. Sarà l’occasione per ascoltare aneddoti con proiezioni di materiali inediti, gustando un aperitivo a base di “uova sode e noci” (citando la merenda della coppia in un celebre film) e con l’irruzione a sorpresa di uno strano personaggio al volante di un vero macinino d’epoca.

I luoghi

Il cuore del festival è come sempre nell’artistico e amato quartiere Isola con i tanti luoghi all’aperto e al chiuso, tra i quali i due chapiteau, simbolo della manifestazione: il Circo PIC allestito ancora presso i Giardini Mendel in viale Restelli, di fronte al Palazzo della Regione, e il Circo Bussa presso il Cavalcavia Bussa. A questi si affiancano altre location tutte in zona Isola e dintorni: da piazza Minniti al nuovissimo Teatro del Buratto – Munari in Maciachini, Teatro Sassetti, Isola Pepe Verde, Osteria al 9, Pub 24, Zona Kappa, Sacro Volto, Sagrato di Santa Maria alla Fontana, Nordest Caffè e anche un asilo della zona, La Giocomotiva.

 

 

Info  www.milanoclownfestival.it  – info@milanoclownfestival.it

 

 

 


Un mondo di cioccolato a Milano: in arrivo da Parigi il Salon du Chocolat

La terza edizione del Salon du Chocolat, la più importante manifestazione mondiale dedicata al cioccolato, torna a Milano da giovedì 15 a domenica 18 febbraio al MiCo Lab.

Artigiani, chef e pastry chef italiani e internazionali si danno appuntamento per sperimentare e far assaggiare le loro migliori creazioni.

Salon du Chocolat nasce 23 anni fa a Parigi e rappresenta ad oggi la più grande manifestazione dedicata al cioccolato di eccellenza con repliche anche a Londra, Beirut, Mosca, Tokyo e Seul.

Per la terza volta a Milano, il Salon sarà tra i più importanti eventi enogastronomici italiani e aspetta oltre 45.000 visitatori tra famiglie, curiosi, foodlovers, gourmands, studenti e operatori del settore, oltre a decine di chef da tutta Italia.

Tantissime le attività programmate per cucinare il cioccolato, imparare a decorarlo e degustarlo nelle sue varie forme. A Salon du Chocolat si scopre la provenienza delle fave più pregiate e come vanno trasformate, si impara ad abbinare i vari tipi di cioccolato ad altre materie prime, a vini, superalcolici, a pietanze italiane o esotiche grazie a ricette insolite e deliziose.

E soprattutto a Salon du Chocolat si assaggiano e si degustano centinaia di tipi e marchi di tavolette, ganache, mignon, torte, creme, bonbons, praline, tartufi di tutte le più golose varianti e preparati di cioccolato salato, speziato, cremoso, con frutta secca e candita e ripieno. C’è di più: molti dei maîtres chocolatiers preparano linee di prodotti esclusivi che potranno essere mangiati soltanto durante Salon du Chocolat Milano con ingredienti e abbinamenti raffinatissimi, per il semplice piacere di condividerlo con il loro pubblico.

Una attenzione speciale sarà dedicata ai bambini, con la creazione di Chocoland, uno spazio che permette ai piccoli di esplorare il mondo del cioccolato con laboratori creativi, giochi e attività. A Chocoland i bambini mettono il grembiule e il cappello da chef per diventare dei piccoli grandi pasticceri.

Per i grandi segnaliamo invece la serata di giovedì 15 febbraio, uno degli appuntamenti più attesi del Salon: l’esclusiva sfilata Choco Fashion con vestiti realizzati in cioccolato dai più grandi pasticceri italiani. Il fil rouge che accompagna le modelle sulla passerella è lo stile di vita e di moda Belle Époque. L’evento è organizzato con il Teatro della Moda, la scuola di moda milanese specializzata nell’alta sartoria artigianale italiana, e la collaborazione dei grandi pasticceri maestri nell’arte della scultura del cioccolato. Questa collaborazione darà origine a creazioni davvero uniche nel loro campo con un chiaro richiamo alla Belle Époque: raffinati abiti, cappelli, strascichi, fiori, medaglioni, bracciali e diademi. La principale stoffa usata è il cioccolato bianco e nero, ma non mancano varianti al tema che rifiniscono e decorano i modelli: caffè, panna, cannella, caramello, nocciola, sale rosa dell’Himalaya, ribes, liquirizia, frutti, peperoncino e addirittura anche il packaging che normalmente avvolge i dolci.

Per informazioni: http://www.salonduchocolat.it/ita/2018/


Frate Indovino, la storia dell’almanacco più famoso

Tutti ormai identificano “Frate Indovino” con la figura del simpatico fraticello, sempre sorridente, ritratto sul famoso Almanacco. In realtà l’inventore, il creatore di questa opera ormai famosa in ogni continente, è Padre Mariangelo da Cerqueto.

Anagraficamente è Mario Budelli, nato nel 1915 a Cerqueto, un piccolo villaggio vicino a Perugia, quando a 15 anni vestì il saio dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, in segno di rinuncia completa alla vita mondana, assunse il nome di Mariangelo e come appellativo il luogo di provenienza.

Continuò a studiare, frequentò il liceo, poi la Facoltà di Teologia e nel luglio del 1939 venne ordinato sacerdote. Dai suoi Superiori fu nominato Direttore del periodico Francescano “Voce Serafica di Assisi” e mantenne questo incarico per dieci anni.

Nel Natale del 1945 regalò ai suoi lettori un Almanacco – in realtà chiamato lunario – nel quale venivano riportate le previsioni meteorologiche per tutto l’anno seguente. Erano soltanto 2.000 copie offerte in omaggio. Ma fu subito un gran successo.

Soprattutto gli agricoltori consultavano le previsioni atmosferiche per programmare il lavoro nei campi. Semine, potature, raccolti venivano decisi in base al tipo di tempo atmosferico previsto nell’Almanacco “Frate Indovino”, anche perché in quegli anni non c’erano i satelliti a dire quali sarebbero state le condizioni atmosferiche in un futuro più o meno prossimo. È da qui che nasce l’aggettivo di “Indovino”… nessuna arte divinatoria, quindi, ma abilità nello sfruttare al meglio delle osservazioni sulla meteorologia che si rifanno a ricerche di Padre Mariangelo, supportate da osservazioni sulle macchie solari e su altri fenomeni celesti.

Il calendario di Frate Indovino esce nel mese di settembre per l’anno successivo, ogni anno con un tema diverso. Per il 2018 il tema è “A voi nonni, grazie di cuore”, dedicato appunto ai nonni.

A distanza di tanti anni, la Casa Editrice Frate Indovino è arrivata a pubblicare almanacchi per quasi tutte le famiglie italiane, anche in giro per il mondo.

Al più noto almanacco annuale via via si sono affiancati alcuni libri di successo, in particolare dedicati alla salute, alle erbe, ai vini e ai liquori.

Sì perché Frate Indovino è anche un esperto erborista, fin dalla efficientissima e ben strutturata officina erboristica attiva negli anni ‘60 e ’70.

Sospese le attività per circa 30 anni (a causa delle stringenti normative sanitarie), recentemente, grazie alla migliore tecnologia e conoscenza della conservazione dei prodotti officinali in genere, si è deciso di riprendere l’attività erboristica, iniziando dalle tisane. Se ne è curata la realizzazione affinando le proprietà organolettiche e adeguandole ai gusti degli attuali consumatori. Profumi e sapori più aromatici, per mitigare gusti meno gradevoli di erbe dalle spiccate proprietà curative. In pratica: la stessa efficienza di sempre ma con sapori decisamente molto più apprezzati. Aiuta anche il confezionamento che, attraverso un vero e proprio scrigno per ogni singola monodose, mantiene inalterate nel tempo le proprietà delle miscele contenute, naturali al 100%.


Neve e pizzoccheri: la domenica in Valtellina

Neve e pizzoccheri. L’accoppiata vincente per la gita della domenica è a Teglio, in provincia di Sondrio, due ore abbondanti in auto da Milano.

Il paese è piccolo e molto raccolto, ma da lì muovono diverse passeggiate. I bambini si divertiranno nei prati e respireranno aria di montagna, mentre i genitori e i nonni potranno godere le bellezze di questo borgo.

Molto caratteristica è la Collegiata di Santa Eufemia che proprio poche settimane fa ha festeggiato i 900 anni dalla fondazione. Da questa chiesa è nato e si è diffuso il cristianesimo in Valtellina.

Una pergamena datata novembre 1117 a firma del vescovo Guido Grimoldi di Como ricorda la fondazione di questa bellissima struttura, che sorge su una costruzione ancora più antica databile al V secolo e voluta dal vescovo Sant’Abbondio.

Nei primi anni del 1500 la chiesa fu abbellita dal rosone marmoreo, attribuito ai fratelli Rodari, provenienti dal lago di Lugano e dall’imponente campanile.

Davanti alla chiesa si trova un bel parco pubblico, in inverno dotato anche di pista di pattinaggio sul ghiaccio, chiamato “Felice Chiusano” in onore del cantante del Quartetto Cetra che scelse Teglio come luogo in cui trascorrere molti anni e poi essere seppellito.

Il parco si estende sotto la collina dove sorgeva una torre difensiva, smantellata dopo un assedio al paese di Teglio alla metà del XIII secolo. Nell’area si trovano le antiche pietre di questa torre.

Il simbolo di Teglio è la Torre de li Beli Miri, quanto resta di un antico castello medievale che per la posizione panoramica su tutta la valle consentiva di controllare le incursioni e di comunicare attraverso fuochi o giochi di luce con diverse località dell’area. Al suo interno venivano custodite armi e munizioni utili in caso di assedio.

Il castello – Castrum Tilii –, immerso in una bella pineta, diede il nome alla valle dell’Adda, appunto Vallis Tellina, Valtellina.

Infine, ma in realtà come cosa più importante, segnalo che Teglio è la capitale mondiale del pizzocchero.

Per gli amanti di questo piatto tradizionale, ricco di storia, Teglio è tappa irrinunciabile. Anche perché in questa località ha sede L’Accademia del pizzocchero, nata nel 2002 con l’obiettivo di tutelare, promuovere e difendere il pizzocchero fresco e in generale l’enogastronomia ricchissima della Valle.

Noi abbiamo pranzato al ristorante san Pietro, aderente all’Accademia, dove oltre agli immancabili pizzoccheri, potete gustare altri piatti tipici: gli sciatt e i dolci fatti con il grano saraceno, la polenta, la bresaola, i funghi, i formaggi, le mele, la vasta offerta di vini e l’amaro Braulio….c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Infine una nota di colore sul grano saraceno: la sua diffusione in Valtellina viene fatta risalire al 1600 ad opera di un conte governatore grigione della valle dell’Adda.

Come dice il nome, venne introdotto dai saraceni (turchi). Ancora oggi viene seminato a Teglio nel mese di luglio e giunge a maturazione a settembre, periodo in cui avviene la raccolta. Il fiore ha la forma di una campanula con cinque petali disposti a stella, la stessa che si vede nel simbolo della Accademia del pizzocchero.