Category Archives: A prova di Fata

Bambini-topini alla scoperta del Parmigiano Reggiano

Il mondo piccolo raccontato da Guareschi, tra Piacenza e Reggio Emilia, è fatto di pedalate lente e lunghi viali alberati di pioppi. La vita scorre tranquilla come il fiume che la attraversa, “slow” per dirla con un termine che don Camillo e Peppone certamente non conoscevano.

Salumi e paste fresche e fattorie piene di animali rendono questo lembo di terra emiliana ideale per un week end con i bambini. Vi racconto la nostra esperienza.

Partiamo dal momento clou della nostra avventura: siamo andati a vedere come si produce il parmigiano reggiano a La Grande, una delle più grandi (appunto) latterie della zona. Appuntamento domenica mattina alle 9 – puntuali! – per assistere dal vivo alla lavorazione di questo incredibile prodotto. Dal latte al siero, dal caglio alla produzione della forma così tipica, dalla salatura alla stagionatura, le tappe di questo percorso sono piene di fascino. Anche perché, diversamente da quanto si possa pensare, molto lavoro viene fatto ancora manualmente e il contributo dell’uomo resta fondamentale per garantire la qualità di un formaggio conosciuto in tutto il mondo e che piace tanto ai nostri bambini.

 Qui qualche video:

Il latte arriva al caseificio – La raccolta del formaggio con i teli di lino – La verifica della corretta pienezza delle forme

 

 

 

 

Premesso che in tutti i paesini della zona vi potete muovere agevolmente con bici, monopattini, passeggini e mezzi di locomozione vari, in ordine sparso, qualche suggerimento per trascorrere momenti piacevoli e di relax:

Busseto, città di Giuseppe Verdi: in questa graziosa cittadina merita una visita il teatro verdiano, costruito dai concittadini per omaggiare il grande maestro. Si trova all’interno della Rocca Pallavicino, ma incredibilmente Verdi non vi volle mai mettere piede, contestando ai bussetani di avere speso troppo per realizzarlo! E sembra di riviverlo, quel 15 agosto 1868, quando il teatro fu inaugurato con la messa in scena del Rigoletto. Gli abiti delle signore e le cravatte dei signori erano rigorosamente verdi. Ma lui, il signor Verdi, non si fece vedere e non occupò mai il palco a lui riservato nel teatro. È un gioiellino, una piccola riproduzione de La Scala di Milano. Il grande piazzale antistante si presta ad un momento di gioco, mentre sotto i portici troverete specialità dolciarie come la torta Spongata.

Per completare l’itinerario verdiano consiglio anche una sosta nella frazione di Roncole Verdi, paese natale di Verdi, dove si trova la casa di famiglia che allora era un piccolo negozio di alimentari con annesso locale ristorazione. Oggi è un museo dotato di strumenti multimediali che consentono di rivedere Giuseppe Verdi bambino tra le sue mura.

Proprio di fronte alla casa si trova la chiesa di san Michele Arcangelo, dove si può ancora vedere il primo organo suonato da Giuseppe bambino. Mentre nel cimitero del paese riposa Giovannino Guareschi, che a Roncole aveva una osteria.

Guastalla: cittadina della bassa reggiana, tipica per le sue piazze, i portici e il lungofiume che la affianca. Una cittadina fortificata, dominata a lungo dai Gonzaga che risiedevano nel centrale palazzo Ducale. La piccola reggia merita una visita per i saloni d’onore, gli arazzi, gli affreschi. Da qui provengono la scrivania e l’arazzo che vediamo alle spalle del Presidente della Repubblica durante i suoi collegamenti dal Palazzo del Quirinale.

Reggia di Colorno: anche detta “La Versailles dei duchi di Parma”, è la tappa che piacerà di più ai bambini. Oltre alla maestosità del palazzo e degli arredi, ha un bellissimo giardino alla francese, con laghetti, gallerie d’alberi e anche un labirinto di siepi. Il posto ideale per giocare e rilassarsi  

  • le mucche

 

 


#Nonc’èpostaperme. Dove sono finite le nostre cartoline?

QUESTO E’ UN APPELLO A Poste Italiane: aiutateci a ritrovare le cartoline di Francesco Romano! Sono state imbucate alle ore 12.20 di domenica 28 aprile, subito dopo l’Angelus del Papa, in piazza del S. Uffizio, dietro le colonne di San Pietro a Roma.
Sono cinque cartoline scelte con cura, destinate a nonni, cugini, a un carissimo amico e alla maestra e ai compagni di classe a Milano e in altre citta lombarde. Abbiamo raccontato al nostro bambino la poesia di questo vecchio e affascinante mezzo di comunicazione.
Gli abbiamo spiegato che nottetempo le cartoline viaggiano per l’Italia e che nel giro di pochi giorni le avrebbe ritrovate appese in classe, nella cucina dei nonni e in mano all’amichetto e ai cugini. Lui le ha personalizzate, per ogni destinatario ha scelto una frase e un disegno e si è lasciato trasportare in questo mondo così lontano dai videomessaggi su whatsapp.
Sono passati più di 40 giorni e la scuola materna è quasi finita.
Le aspettiamo ogni giorno.
Chiediamo a @Poste Italiane: dove sono le nostre cartoline? Date una risposta a un bambino di cinque anni. Dategli un motivo per fidarsi del vostro servizio


Dal baco al vestito: il Museo della seta a Como

Como, città della seta: se passate dalla città lacustre vi consigliamo una tappa al museo dedicato a questo pregiato elemento.

L’edificio si trova poco fuori dal centro storico, nello stesso comprensorio in cui ha sede il Setificio, scuola professionale rinomata perché ha formato generazioni di professionisti del mondo tessile comasco e non solo.

Il percorso museale racconta tutto il cammino che porta alla produzione della seta, dal baco al bozzolo, dal filo di seta alla sua colorazione, alla stampa, fino alla sala della moda, dove sono esposti bellissimi capi d’abbigliamento.

 

La storia della seta è un miracolo biologico affascinante. Insomma, pensare che si possa trarre un tessuto morbido e avvolgente dalla bava di un vermiciattolo cresciuto sulla pianta di gelso non è un passaggio da poco. Abbiamo scoperto che un baco può tessere fino a due km di filo in pochi giorni! E che per trovare il capo filo si immergevano bozzoli e mani nell’acqua bollente. E abbiamo letto anche la storia dello scialle: chi sa perchè le nostre nonne lo portavano? Non ve lo sveliamo, manteniamo la sorpresa 🙂

 

I bambini si appassioneranno e potranno toccare con mano i bozzoli della seta, gli adulti vedranno splendidi macchinari per la filatura, oggetti e campionari d’epoca.

Punto di merito anche ai due giovani addetti alla reception, gentili e appassionati nel trasmettere qualche prima nozione sul mondo serico a noi digiuni della materia.

Infine ricordo che sabato 8 giugno alle 15 ci sarà Bacomania, la festa dei bachi per i bambini, che potranno vedere da vicino anche gli insetti. In programma giochi e laboratori: fila il tuo bozzolo, un baco per amico, selfie con il baco e merenda per tutti.

Per info: https://www.museosetacomo.com/

 

 


Carnevale 2019: 7 idee per festeggiarlo a Milano con i bambini

Arriva la settimana più colorata dell’anno! Tante le possibilità per i bambini di Milano, che potranno divertirsi tra maschere, coriandoli e stelle filanti.

A proposito, sapete perché a Milano la settimana di Carnevale si allunga fino al sabato anziché fermarsi al martedì grasso come nel resto d’Italia? Secondo la tradizione, questa usanza risale addirittura ai tempi di sant’Ambrogio. Il vescovo, lontano dalla città per un pellegrinaggio, chiese ai milanesi di dargli il tempo di tornare dal suo viaggio prima di iniziare la Quaresima. Non sapremo mai se è solo una leggenda, ma certamente nessuno ha mai pensato di togliere alla città il suo sabato grasso 😊

In attesa di sapere se ci sarà o no la tradizionale sfilata in piazza Duomo (vedi: https://www.lafataturchina.online/2019/02/26/carnevale-in-piazza-duomo-si-o-no/), qui una carrellata dei momenti più allegri in città:

Partiamo dal Milano Clown Festival: dal 6 al 9 marzo torna l’evento internazionale dedicato ai pagliacci e al teatro di strada. Nei quattro giorni della manifestazione oltre 150 appuntamenti vi aspettano a rotazione in tutti i luoghi del festival, al chiuso e all’aperto, al quartiere Isola e nelle zone limitrofe, ma anche in piazza Duomo, via Padova, via Maciachini. Giovedì 7 marzo a mezzogiorno in punto, tutti in piazza Duomo per dare il via alla festa.

Il programma completo degli eventi qui: http://www.milanoclownfestival.it/

Carnevale anche al Castello Sforzesco, uno dei luoghi simbolo di Milano: due le proposte, la prima per bambini fino a 5 anni e la seconda per bambini dai 6 ai 10 anni. L’8 marzo, alle 11 e alle 16, i piccoli rivivranno una giornata alla corte di Ludovico il Moro, mentre i più grandicelli saranno accompagnati nelle sale del castello alla scoperta di aquile, draghi e leoni. Per tutti la possibilità di vivere qualche ora in una atmosfera magica.

Info su: https://adartem.it/famiglie-individuali/

Per chi ama il Carnevale ma preferisce non buttarsi nella folla, non mancano tante iniziative private, laboratori, campus. Segnaliamo, per esempio, il Carnevale insieme alla biblioteca s.Ambrogio, giovedì 7 marzo alle 16, lettura e laboratorio per bambini dai 5 agli 8 anni. (iscrizione obbligatoria qui: bibliosantambrogio@comune.milano.it). Tema Arlecchino

Carnevale anche a teatro con un grande classico dei fratelli Grimm: debutta al Teatro Colla Hansel e Gretel, lo spettacolo dove si insegna che amore e dolci fanno la felicità. Al teatro Silvestrianum (zona Porta Romana) sabato 9 marzo alle 16.30 e domenica 10 alle 15 e alle 17.30 (in replica il week end successivo, sempre agli stessi orari). Tutte le info su: teatrocolla.org

Carnevale di manualità con le “Coroncine matte” da Zucchero Filato in viale Tunisia: si realizzeranno insieme coroncine di Carnevale partendo da materiali semplici come cartoncino, nastri, colla, per trasformarli in oggetti spumeggianti e personalizzati con glitter, pom pom, tessuti e chi più ne ha più ne metta. Invitati i bambini dai 5 ai 10 anni, ma porte aperte a chiunque voglia partecipare (prenotazione necessaria al tel.02.2047468)

Carnevale nei quartieri: infine non dimenticate i quartieri e i municipi, che a Milano sono ricchissimi di iniziative. A Gratosoglio, per esempio, al municipio 5 si terrà il 1° Carnevale social: sfilata in maschera, animazione, musica e balli tra le vie del quartiere e presso il CAM Gratosoglio organizzato dalla Social street Gratosoglio, Basmetto e dintorni, con il patrocinio del Municipio. Appuntamento giovedì 7 marzo dalle ore16:30 alle ore 22:30. L’iniziativa, con la partecipazione e la collaborazione di numerose associazioni della zona, ha lo scopo di favorire l’aggregazione tra le varie fasce d’età e fra le realtà presenti sul territorio, l’integrazione degli abitanti del Municipio 5 e la riqualificazione del quartiere. È possibile crearsi gratuitamente la maschera ed il vestito presso i laboratori dell’associazione “Lo Scrigno” di via Saponaro n. 36, dal 13 febbraio al 6 marzo dalle ore 16:45 alle 18:45 (info: gratosoglio@gmail.com)

Una iniziativa simile ci sarà anche a Nolo, quartiere ormai vivacissimo a nord di Loreto, che attraverso il gruppo Nolo4Kids, organizza CarnevaNolo2019: ritrovo sabato 9 marzo alle 14 in via Padova, sfilata per le vie del quartiere, passando per il Parco Trotter e poi merenda, balle e festa nell’oratorio di Via Termopili, 7

Ricco anche il calendario di Porta Venezia social street che propone “Carnival 2019, il festival più caleidoscopico che c’è”. Qui il programma:

http://www.portaveneziasocial.com/index.php/porta-venezia-carnival-2019/

Ricchissimo anche il calendario del Municipio 4 per la manifestazione “Il Carnevale si fa in 4” con una settimana di eventi, laboratori, sfilate e giochi in compagnia

Vi consiglio di iscrivervi alle social street di quartiere e alle pagine social di quartiere per essere sempre aggiornati sulle iniziative delle vostre zone e di consultare il sito internet del comune di Milano, sempre ben fornito di notizie,


Carnevale in piazza Duomo: sì o no?

Resta ancora da scoprire se quest’anno ci sarà la tradizionale sfilata dei carri di Carnevale del sabato grasso in piazza Duomo.

Nel 2018, per questioni di sicurezza, si era deciso di annullare la manifestazione che richiama in città l’allegra e colorata folla di famiglie e bambini.

Quest’anno nulla sembra confermato: nessuna risposta ufficiale né dal Comune di Milano né dalle stessa FOM, Federazione che rappresenta gli oratori milanesi della Diocesi di Milano storica organizzatrice della sfilata, che al momento non è in grado di dare informazioni.

Nel frattempo FOM ha presentato come ogni anno il tema del Carnevale ambrosiano: per il 2019 sarà “Bellooooo, cos’è?: il Carnevale delle invenzioni leonardite”. Ricordando il 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, i ragazzi degli oratori presenteranno “invenzioni strambe, eccellenti, oppure inconcludenti, ma che siano frutto della fantasia e non senza un pizzico di follia!”, come recitano i materiali accuratamente preparati.

Feste negli oratori di tutta Milano e dell’hinterland insomma. Chissà se tanta fantasia potrà arrivare anche ai piedi della Madonnina


Arrivano i giorni della merla….🐦

Arrivano i giorni della merla! Ha detto così la nonna Lele ieri sera al suo nipotino e ha accompagnato il racconto con il disegno che trovate qui:

I giorni della merla sono gli ultimi tre di gennaio – 29, 30 e 31 – e secondo la tradizione sono i più freddi dell’anno. Anzi, secondo il detto popolare, se fa tanto freddo in questi tre giorni significa che la primavera è dietro l’angolo e che sarà tiepida, mentre se i giorni della merla non sono troppo freddi la primavera si farà attendere.

Ma perché “della merla”? La leggenda varia da regione a regione e diverse città italiane si sono costruite la loro versione.

La tradizione lombarda racconta di una merla tutta bianca che si nascose al tepore di un comignolo per trovare riparo dal freddo pungente. Rimase tre giorni così, accovacciata al calduccio, e quando finalmente la temperatura si alzò e riprese il suo volo, le piume avevano preso il color fuliggine, diventando la merla nera che tutti oggi conosciamo.

Diversa la leggenda della nobildonna di Caravaggio, in provincia di Bergamo, la signora de’ Merli, che doveva attraversare il fiume Po per andare a prendere marito. Lo poté fare solo alla fine di gennaio, quando il fiume era ghiacciato a causa del freddo intenso.

Sempre ad un fiume, questa volta l’Adda, è legata invece la tradizione della merla a Lodi. Qui in questi giorni cori di canti popolari si alternano da una sponda all’altra del fiume, così come a Cremona, dove i canti popolari di accompagnano a grandi falò.

Sono fiabe e storie popolari evidentemente, ma possiamo raccontarle ai nostri bambini che sanno guardare con occhi di meraviglia il mondo intorno a loro.


Alpe Cimbra: la neve in formato famiglia

Il Trentino è davvero family friendly: lo abbiamo sperimentato durante le nostre vacanze natalizie sull’Alpe Cimbra.

Non possiamo chiamarle vacanze sulla neve perché non ce n’era, se non quella artificiale, peraltro perfettamente sparata e curata su tutte le piste della zona.  Ma sono state vacanze belle, rigeneranti, in mezzo ad una natura maestosa.

Qui qualche suggerimento, sulla base delle nostra esperienza.

Abbiamo soggiornato a Lavarone, a 1170 metri. Non è un vero e proprio paese, ma un territorio composto da diverse frazioni: Chiesa, Bertoldi, Gionghi e Cappella quelle più significative. Noi siamo stati all’hotel Bertoldi  (https://www.hotelbertoldi.it/it/) a Chiesa, un grazioso family hotel con una piccola ma nuovissima spa e la sala giochi. Soggiorno impeccabile grazie alla cura riservata agli ospiti e alla cucina deliziosa dello chef Andrea. Se cercate un alloggio famigliare e accogliente, ve lo consiglio vivamente.

A pochi minuti di macchina da Chiesa si trovano le piste di Bertoldi, baby per i principianti e di varie difficoltà per i più esperti. Per fare il battesimo dello sci, sono a disposizione diversi maestri e tutta l’attrezzatura utile, oltre a bob, gommoni e slittini per divertirsi sulla neve anche senza gli sci ai piedi (il parco giochi sulla neve Neveland), mentre per gli amanti del fondo c’è lo ski center Millegrobbe.

Lavarone è nota soprattutto per il suo lago, bandiera blu d’Europa, che d’inverno è completamente ghiacciato e diventa una enorme pista da pattinaggio.

A pochi minuti in macchina da Lavarone si trova Folgaria, la località turistica più nota della zona, con un bel centro storico pedonale. Lungo la via principale si susseguono diverse botteghe storiche trentine, in particolare pasticcerie, gastronomie e macellerie.

Per gli sportivi le piste sciistiche di Folgaria sono moltissime, per un totale di oltre 100 km, anche in questo caso attrezzate per grandi e piccini.

Merita assolutamente una visita il paesino di Luserna, o meglio Lusern. La particolarità di questo piccolissimo centro abitato – con meno di 200 persone – è che è rimasto l’unico luogo in cui si parla la lingua cimbra, un antico tedesco che conoscono pochissime persone al mondo. Si accede dopo un tragitto di diversi minuti completamente immersi in una foresta di alberi ad alto fusto e sembra davvero di arrivare in un paese incantato.

Siamo stati a Luserna la sera della vigilia dell’Epifania e abbiamo potuto vivere una emozionante esperienza: per tradizione la vigilia della festa dei Re Magi i pochi bambini del paese girano per le strade gelide muniti di lanterna e vestiti da antichi magi. Noi ne abbiamo avvistato uno con la nonna e ci hanno cantato insieme un antico ritornello natalizia in lingua cimbra. Per motivi di privacy, non posso condividere questo video, ma vi assicuro che è stato un momento magico.

L’azienda di promozione turistica della zona è molto attiva e propone ogni giorno e sera, nelle tre località che ho citato, diverse attività: ciaspolate notturne nei rifugi, fiaccolate con i maestri di sci, concerti di cori alpini e di voci bianche, tombolate e feste in piazza con vin brulè e the caldo.

Se siete in zona, vi consiglio poi tre gite che meritano:

Trento: oltre ad essere una cittadina davvero piacevole, Trento a Natale è nota soprattutto per il suo mercatino, uno dei pochi in cui si respira davvero lo spirito del luogo, con articoli artigianali, suoni e profumi legati al territorio. Il centro è piccolo e si percorre facilmente a piedi o con il trenino di Babbo Natale, che parte ogni dieci minuti dalla suggestiva piazza del duomo di san Vigilio. Bello anche il castello del Buonconsiglio,  residenza per anni dei vescovi di Trento, che ospita ora mostre d’arte ed eventi. Ma con i bambini come compagni di viaggio, si sa, bisogna trovare sempre anche qualcosa ad hoc per la loro età: il mio consiglio per Trento è il Museo di scienze naturali, il Muse, bello dentro e fuori..

L’edificio, realizzato da Renzo Piano, è moderno ed efficiente, dal punto di vista architettonico e ambientale. All’interno tutto è pensato per bambini e genitori: ci sono i dispenser di acqua potabile a disposizione,  le aree confort per l’allattamento, persino marsupi per muoversi agevolmente nelle sale anche con neonati, spazi passeggini ad ogni piano, parcheggi riservati per donne in gravidanza e neomamme.

Il percorso espositivo va dalla terrazza del quinto piano a scendere, attraverso la metafora della montagna che racconta la vita sulla terra: si incontreranno quindi i ghiacciai, le foreste alpine, la storia delle Dolomiti, la storia dell’uomo sulla terra e poi giù fino alle serre tropicali e ai dinosauri.

Nel mezzo tanti giochi scientifici e sale dedicate alla scoperta e all’osservazione del mondo animale. Noi ci siamo divertiti moltissimo!

Asiago: attraversando km di foreste, purtroppo spaventosamente devastate dal maltempo dello scorso autunno, si travalica il confine regionale del Trentino per arrivare in Veneto, ad Asiago, rinomata località turistica famosa soprattutto per il suo formaggio.

Gabriele D’Annunzio la definì “la più piccola e più luminosa città d’Italia”, ma soprattutto è il centro principale dell’altipiano più grande d’Italia composto da 7 comuni.

È una città elegante e ricca di cose da vedere, ma vi consiglio in particolare la sosta in un caseificio (noi siamo andati al Pennar) per acquistare formaggi e alla pasticceria Carli, dove gustare la torta Ortigara, simbolo della città. Ortigara è il nome del monte su cui si combattè una delle più terribili battaglie della prima guerra mondiale. Ai soldati in trincea veniva portato un dolce fatto di farina, burro, uova, zucchero e mandorle. Nel 1920, al termine della guerra, le sorelle Carli decisero di mettere in produzione questo dolce e chiamarlo appunto “torta Ortigara”, quasi a cercare di cancellare con la dolcezza le atrocità di cui questi monti sono stati spettatori.

Sempre in tema di prima guerra mondiale, è imperdibile la visita al Forte Belvedere, a Lavarone, a cui si accede con una semplice passeggiata di una decina di minuti.

Il forte austriaco, perfettamente conservato e manutenuto, fu costruito intorno al 1910 a strapiombo sulla Val d’Astico, confine – allora – tra Italia e Austria-Ungheria. Gran parte è scavato nella montagna, con cunicoli e derivazioni sotterranee, e locali di servizio, ampi magazzini, l’acquedotto, la centrale elettrica, la centrale telefonica. Grazie al contributo multimediale e a alla riproduzione dei suoni da combattimento, consente di immergersi nell’atmosfera del tempo e di essere interessante anche per i bambini.

Ricordo che molte di queste località che ho segnalato sono ad ingresso gratuito per chi possiede la Trentino Guest Card, un pass a cui si ha diritto dopo almeno  due notti di soggiorno negli hotel del Trentino. La card dà anche una serie di altre agevolazioni, come l’utilizzo gratuito dei mezzi di trasporto pubblico e sconti di vario

  • L'inverno in montagna

 


Salire sulla Torre Branca per vedere Milano dall’alto (e oscillare!)

Pochi la conoscono, pochissimi sanno che vi si può salire sopra per godere di un panorama vista mozzafiato. Se non soffrite di vertigini vi consiglio una visita alla Torre Branca, al Parco Sempione.

Disegnata da Gio Ponti negli anni ’30, fu costruita nel 1933 in occasione della V mostra Triennale come simbolo della “città che sale”.

Porta il nome della famiglia Branca, quella del Fernet, che l’ha restaurata all’inizio degli anni 2000 dopo che molto tempo era rimasta inagibile.

La Torre è alta 108 metri e ha una struttura leggerissima di tubi di acciaio. Si sale con un comodissimo ascensore con una cabina trasparente belvedere, che vi porta in vetta in meno di un minuto. Se andate in una giornata limpida, di quelle che Milano sa offrire, dall’alto si vede una città inedita e lo sguardo spazia può spaziare fino alle Alpi.  Divertitevi con i bambini a cercare gli spazi che conoscono: il Duomo, il Castello sforzesco, la Stazione centrale, i nuovi grattacieli.

Un consiglio: quando siete in alto, fermatevi immobili e in silenzio, sentirete la Torre oscillare sotto i vostri piedi (astenersi fifoni!)

Infine ricordo che il mercoledì per le scolaresche e i nonni l’ascesa è gratuita.

Qui potete vedere le nostre foto: siamo andati in una giornata autunnale, non limpida ma molto bella nei suoi colori


Verso il Natale: i finti affreschi in decoupage al modo della nonna Lele

Si avvicina il Natale e la casa della nonna Lele si trasforma in laboratorio artistico. Qui troverete in anteprima le prime lavorazioni e qualche idea anche per fare i lavoretti con i bambini, in queste giornate uggiose.

Cominciamo dal finto affresco in decoupage. Vi occorrono:

  • Compensato
  • Carta decoupage con soggetti autunnali/natalizi
  • Carta vetrata
  • Colla
  • Colori acrilico
  • Una spugnetta
  • Carta assorbente
  • Vernice opaca

Prendere un pezzo di compensato di circa 3 cm di spessore. Dare una mano di fondo con tempera o gesso acrilico bianco.

Scegliere dalla carta per decoupage un soggetto preferito. Un consiglio: usate l’apposita carta e non i tovaglioli, perché sono troppo fragili.

Lasciare un margine bianco: se la figura è troppo grande, strapparla con le mani.

Stendere in modo uniforme colla per decoupage in abbondanza.

Nel frattempo mettere in una bacinella o nel lavandino circa due litri di acqua fredda, in cui immergere la figura che avete scelto; attendere qualche manciata di secondi (40/50 secondi, meno di un minuto), poi toglierla e adagiarla su un pezzo di carta assorbente per togliere l’acqua in eccesso senza che si rompa.

Adagiare lentamente la figura partendo dall’alto e scendendo e successivamente con la carta assorbente asciutta tamponare con molta delicatezza la figura in modo da togliere eventuali bolle d’aria che si dovessero formare.

Attendere qualche ora per una asciugatura naturale (scelta preferibile), o in alternativa usare un phon per velocizzare il processo.

Quando il lavoro sarà asciutto, con una spatolina stendere sui bordi che avrete lasciato bianchi lo stucco in pasta ruvido cercando di stendere più o meno cosi, per un effetto rilievo, coprendo leggermente anche la figura:

 

Quando siete sicuri che sia asciuttissimo, prendete una spugnetta di quelle levatrucco e dividetela a metà.

Mettete su un piattino dei colori acrilici che richiamano le tinte del soggetto e dopo avere mischiato due o più colori abbinabili, scaricate il colore che avete messo sulla spugnetta su un foglio di carta ed iniziate a tamponare tutto intorno alla figura con delicatezza.

  

Con un pennello fine, potete anche aggiungere piccoli particolari. L’importante che non si noti dove termina la carta e dove inizia la pittura.

Una volta asciugato stendere sulla carta una mano di vernice finale opaca.

A lavoro ultimato, assicuratevi dell’asciugatura completa. Poi prendete carta vetrata grossa, tipo questa:

Grattando leggermente i bordi, si intravedrà il bianco e darà un effetto cornice.

Ed ecco qui il risultato!

 

Nella gallery una serie di lavori realizzati con questa tecnica:

 

Buon divertimento!


Dinosauri Invasion: alla Fabbrica del Vapore una mostra mostruosa

Una invasione di dinosauri: oltre 30 esemplari mostruosi sono arrivati alla Fabbrica del Vapore per la gioia (e anche un po’ di fifa!) dei piccoli.

Siamo andati a vederla con tre bambini di 5, 7 e 10 anni, tutti gasatissimi e pronti al loro viaggio giurassico.

Gli esemplari sono a grandezza naturale e ambientati in una suggestiva location in penombra. Non solo: grazie ad una sofisticata tecnologia di animazione, i dinosauri si muovono e riempiono l’atmosfera dei loro paurosissimi gridi, mentre il tirannosauro spalanca le fauci e…

…e lo pteurosauro vola…

La mostra piacerà ai bambini più avventurosi e a quelli più curiosi e piacerà alle mamme e ai papà per le ricche spiegazioni scientifiche che accompagnano ogni esemplare.

Alla fine del percorso, i piccoli visitatori potranno anche improvvisarsi archeologici alla ricerca delle ossa di dinosauro nella sabbiera.

I nostri consigli: godetevi i dinosauri poco alla volta; l’entusiasmo dei bambini vi trascinerà velocemente da una sala all’altra, invece a nostro avviso vale la pena di fermarsi un po’ anche a leggere le spiegazioni, che sono state redatte grazie ad un team di esperti paleontologi.

Consigliabile l’acquisto del ticket on line e nel pacchetto famiglia perché ci sono giornate di grande affollamento.

Qui una piccola anteprima!