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Le Dolomiti in estate: la top 10 delle cose da fare con i bambini a San Vigilio e dintorni

L’Alto Adige è sempre una buona idea. La montagna d’estate per i bambini è un toccasana: aria fresca e pulita, colori brillanti, panorami mozzafiato, mille scoperte da fare ogni giorno, spazi immensi per correre e (quindi) tanta nanna ristoratrice.

Abbiamo soggiornato a san Vigilio di Marebbe, un gioiello nel cuore delle Dolomiti, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Qui la nostra Top 10 delle cose da fare in estate in zona, con un itinerario kids friendly che fa felici anche mamme e papà.

1-      Bagnare i piedi nell’acqua fresca della spiaggetta Ciamaor: partendo dal centro di san Vigilio, in meno di un’oretta, potete raggiungere questa oasi di pace, ricavata nelle anse del Rio di Vigilio, dove rilassarvi e giocare con l’acqua senza alcun pericolo (se non quello di cadere nell’acqua ghiacciata, cosa che ovviamente il nostro piccolo ha fatto!). La passeggiata nel bosco che costeggia il ruscello è fiabesca e non a caso tra gli alberi sentirete sussurrare gli gnomi e le marmotte del Regno dei Fanes, mitologiche creature che continuano a vivere nella fantasia dei bambini dolomitici.  A destinazione troverete un parco giochi, sentieri Kneipp e anche (una scoperta per me!) un’area fitness per anziani, così saranno sempre in forma anche i nonni.

Al ritorno consiglio una sosta al centro visite del parco naturale Fanes-Senes-Baires, che si trova in paese e raccoglie in un piccolo museo tante informazioni sulla flora e la fauna della montagna e sulle rocce delle montagne dolomitiche. Sapevate che 250 milioni di anni fa le imponenti vette della montagna erano sommerse da un mare tropicale? Incredibile!

2-      Farsi trasportare da mamma e papà in bicicletta fino al Pederù: se i bambini non sono gran camminatori, cosa peraltro molto comune, potete organizzare una gita in bicicletta…con trasporto bimbi annesso! Bici ed e bike si possono noleggiare ovunque. Noi abbiamo scelto il percorso abbastanza semplice che da san Vigilio porta al Pederù, località a 1580 metri al centro del Parco naturale Fanes-Senes-Baires. Un paio d’ore di infinita bellezza, ai piedi di montagne maestose nella natura incontaminata. Se poi le energie non sono ancora finite, salendo dal Pederù lungo la ripida strada militare si trova La Vert, il Lago Verde, incastonato in un gigantesco anfiteatro di roccia chiamato “il parlamento delle marmotte”

 

3-      Assistere al concerto della campana Concordia 2000 a mezzogiorno al Plan de Corones

Plan de Corones è una nota località sciistica della Val Pusteria, tra Brunico, San Vigilio e Valdaora. Ma anche in estate merita assolutamente una visita. Si raggiunge a piedi o con la funivia e dovrete arrivarci necessariamente entro le 12 per non perdervi lo spettacolo della maestosa campana Concordia 2000. È la più grande campana di tutte le Alpi ed è dedicata a san Bernardo, patrono di alpinisti e sciatori. Celebra il dono della pace e ogni giorno, a mezzogiorno, il grande battacchio suona diffondendo la sua eco in tutta la montagna e suscitando grande emozione. Fate anche lezione di geografia con il rilievo panoramico in bronzo che riporta i nomi delle montagne più importanti e delle principali capitali europee.

 

4-      Diventare un capo indiano al Plan de Corones e fare le prove di arrampicata

Sempre nella stessa località si trova il villaggio degli indiani: lì ad alta quota i piccoli potranno esplorare le tende e cimentarsi a disegnare la corona da indiano. Poi potranno darsi alle prove fisiche: dal salto in alto al percorso di arrampicata con l’imbragatura da veri alpinisti. Un po’ di adrenalina per giovani atleti! Il tutto sempre in sicurezza e davanti ad un panorama che ricorderete per sempre.

5-      Esplorare il regno degli gnomi e ascoltare il gigante Baranci addormentato sulle vette di San Candido

Questa imperdibile tappa ci è piaciuta moltissimo: salendo in funivia, troverete tantissime attrazioni al punto che i vostri piccoli non sapranno più da che parte girarsi: un sentiero circolare nei boschi, gonfiabili, tappeti per saltare, giochi con la sabbia e d’acqua. Ma soprattutto un perfetto villaggio degli gnomi costruito tra i pini con la chiesa dove suonare le campane, la cucina, l’ufficio postale, il mulino. E infine la possibilità di una sosta rinfrescante nei due laghetti ricavati dalle orme del gigante Baranci, che secondo la leggenda aiutò gli abitanti di san Candido a costruire la chiesa portando i massi dalla vetta a bassa quota. Una tappa così speciale può chiudersi solo con un colpo di scena: la discesa fino a valle sfrecciando lungo il bob su rotaia.

 

 

6-      Fare il pediluvio nel pino mugo di alta montagna e annusare le erbe aromatiche di Bergila

A Issengo, nei pressi di Falzes, a 900 metri, abbiamo scoperto l’azienda Bergila, che da anni si dedica alla distillazione di oli essenziali ricavati dalle conifere e alla coltivazione biologica di erbe aromatiche con oltre 70 specie.

Nel giardino magico è possibile annusare le essenze e giocare ad indovinarne il nome. E poi nella distilleria si può andare a curiosare come si ricava l’olio essenziale attraverso il vapore dell’acqua purissima di montagna. Infine – prima di partire – entrate nell’area dedicata per un pediluvio indimenticabile nel tepore profumato del pino mugo. Relax e benessere per tutti.

7-      Scendere da un maxiscivolo di 56 metri attraverso il bosco a Mondo Bimbi a Valdaora

A Valdaora c’è un parco giochi per bambini molto speciale: costruito ai margini del bosco, si trova molto vicino alla ciclabile della Val Pusteria e raccoglie in un unico spazio tante attrazioni. Ci sono il bosco magico con le casette sugli alberi, il percorso di arrampicata, tanti giochi d’acqua per imparare a costruire e far funzionare piccole dighe e soprattutto un lunghissimo scivolo nel bosco che carica di adrenalina i piccoli (e anche i grandi che aspettano sotto!). il parco è aperto tutti i giorni e ad ingresso gratuito.

   

 

8-      Vedere i mulini a Longiarù

Vicino a Longiaru, nella Val di Morins, come si dice in lingua ladina, ci sono ben otto mulini, ancora in gran parte funzionanti ed aperti ogni giovedì d’estate. Il sentiero tematico che li costeggia è molto semplice ed è lungo circa 1,5 km. È bello immergersi in questa realtà del tempo passato e far scoprire ai bambini l’importanza dell’acqua per ogni attività umana

9-      Dare le noccioline agli orsetti lavatori

Succede al Parco zoologico di Dobbiaco, un grande spazio verde dove i bambini entrano in contatto con tantissimi animali: cervi, daini, asinelli, cinghiali, capre, gnu, gufi, cincillà e molti altri.

Gli animali sono molto abituati alla presenza umana, per cui riceveranno volentieri dalle vostre mani noccioline e croccantini, che si possono acquistare direttamente all’ingresso del parco. Noi ci siamo divertiti con i simpatici e golosoni orsetti lavatori.

Nel parco c’è anche la casetta dove Gustav Mahler amava rifugiarsi per comporre le sue sinfonie.

 

10-   Andar per malghe e masi per cercare prelibatezze

E su quest’ultimo punto tutti d’accordo: la montagna si presta a passeggiate e attività fisica, ma anche alla cucina, ottima per l’alta qualità dei prodotti più genuini, dal latte ai formaggi, dai primi alle carni, speck e insaccati, uova da allevamento all’aperto, senza dimenticare gli imperdibili dolci al cioccolato, alle mele, alle marmellate di frutti di bosco, al mieleFra i tanti posti che abbiamo visitato, siamo stati molto bene al Mudler, a 1600 m e a 5km da Tesido, semplice terrazza affacciata sulle Dolomiti, con annessi giochi e caprette. E anche al Soleseid, agriturismo che si trova in posizione panoramica proprio sopra san Vigilio. Qui per i bambini sono disponibili la casetta in legno, il tappeto per saltare, l’altalena e un fantastico scivolo colorato “speed tube”

 

Qui una gallery con qualche immagine:


Bambini-topini alla scoperta del Parmigiano Reggiano

Il mondo piccolo raccontato da Guareschi, tra Piacenza e Reggio Emilia, è fatto di pedalate lente e lunghi viali alberati di pioppi. La vita scorre tranquilla come il fiume che la attraversa, “slow” per dirla con un termine che don Camillo e Peppone certamente non conoscevano.

Salumi e paste fresche e fattorie piene di animali rendono questo lembo di terra emiliana ideale per un week end con i bambini. Vi racconto la nostra esperienza.

Partiamo dal momento clou della nostra avventura: siamo andati a vedere come si produce il parmigiano reggiano a La Grande, una delle più grandi (appunto) latterie della zona. Appuntamento domenica mattina alle 9 – puntuali! – per assistere dal vivo alla lavorazione di questo incredibile prodotto. Dal latte al siero, dal caglio alla produzione della forma così tipica, dalla salatura alla stagionatura, le tappe di questo percorso sono piene di fascino. Anche perché, diversamente da quanto si possa pensare, molto lavoro viene fatto ancora manualmente e il contributo dell’uomo resta fondamentale per garantire la qualità di un formaggio conosciuto in tutto il mondo e che piace tanto ai nostri bambini.

 Qui qualche video:

Il latte arriva al caseificio – La raccolta del formaggio con i teli di lino – La verifica della corretta pienezza delle forme

 

 

 

 

Premesso che in tutti i paesini della zona vi potete muovere agevolmente con bici, monopattini, passeggini e mezzi di locomozione vari, in ordine sparso, qualche suggerimento per trascorrere momenti piacevoli e di relax:

Busseto, città di Giuseppe Verdi: in questa graziosa cittadina merita una visita il teatro verdiano, costruito dai concittadini per omaggiare il grande maestro. Si trova all’interno della Rocca Pallavicino, ma incredibilmente Verdi non vi volle mai mettere piede, contestando ai bussetani di avere speso troppo per realizzarlo! E sembra di riviverlo, quel 15 agosto 1868, quando il teatro fu inaugurato con la messa in scena del Rigoletto. Gli abiti delle signore e le cravatte dei signori erano rigorosamente verdi. Ma lui, il signor Verdi, non si fece vedere e non occupò mai il palco a lui riservato nel teatro. È un gioiellino, una piccola riproduzione de La Scala di Milano. Il grande piazzale antistante si presta ad un momento di gioco, mentre sotto i portici troverete specialità dolciarie come la torta Spongata.

Per completare l’itinerario verdiano consiglio anche una sosta nella frazione di Roncole Verdi, paese natale di Verdi, dove si trova la casa di famiglia che allora era un piccolo negozio di alimentari con annesso locale ristorazione. Oggi è un museo dotato di strumenti multimediali che consentono di rivedere Giuseppe Verdi bambino tra le sue mura.

Proprio di fronte alla casa si trova la chiesa di san Michele Arcangelo, dove si può ancora vedere il primo organo suonato da Giuseppe bambino. Mentre nel cimitero del paese riposa Giovannino Guareschi, che a Roncole aveva una osteria.

Guastalla: cittadina della bassa reggiana, tipica per le sue piazze, i portici e il lungofiume che la affianca. Una cittadina fortificata, dominata a lungo dai Gonzaga che risiedevano nel centrale palazzo Ducale. La piccola reggia merita una visita per i saloni d’onore, gli arazzi, gli affreschi. Da qui provengono la scrivania e l’arazzo che vediamo alle spalle del Presidente della Repubblica durante i suoi collegamenti dal Palazzo del Quirinale.

Reggia di Colorno: anche detta “La Versailles dei duchi di Parma”, è la tappa che piacerà di più ai bambini. Oltre alla maestosità del palazzo e degli arredi, ha un bellissimo giardino alla francese, con laghetti, gallerie d’alberi e anche un labirinto di siepi. Il posto ideale per giocare e rilassarsi  

  • le mucche

 

 


Dal baco al vestito: il Museo della seta a Como

Como, città della seta: se passate dalla città lacustre vi consigliamo una tappa al museo dedicato a questo pregiato elemento.

L’edificio si trova poco fuori dal centro storico, nello stesso comprensorio in cui ha sede il Setificio, scuola professionale rinomata perché ha formato generazioni di professionisti del mondo tessile comasco e non solo.

Il percorso museale racconta tutto il cammino che porta alla produzione della seta, dal baco al bozzolo, dal filo di seta alla sua colorazione, alla stampa, fino alla sala della moda, dove sono esposti bellissimi capi d’abbigliamento.

 

La storia della seta è un miracolo biologico affascinante. Insomma, pensare che si possa trarre un tessuto morbido e avvolgente dalla bava di un vermiciattolo cresciuto sulla pianta di gelso non è un passaggio da poco. Abbiamo scoperto che un baco può tessere fino a due km di filo in pochi giorni! E che per trovare il capo filo si immergevano bozzoli e mani nell’acqua bollente. E abbiamo letto anche la storia dello scialle: chi sa perchè le nostre nonne lo portavano? Non ve lo sveliamo, manteniamo la sorpresa 🙂

 

I bambini si appassioneranno e potranno toccare con mano i bozzoli della seta, gli adulti vedranno splendidi macchinari per la filatura, oggetti e campionari d’epoca.

Punto di merito anche ai due giovani addetti alla reception, gentili e appassionati nel trasmettere qualche prima nozione sul mondo serico a noi digiuni della materia.

Infine ricordo che sabato 8 giugno alle 15 ci sarà Bacomania, la festa dei bachi per i bambini, che potranno vedere da vicino anche gli insetti. In programma giochi e laboratori: fila il tuo bozzolo, un baco per amico, selfie con il baco e merenda per tutti.

Per info: https://www.museosetacomo.com/

 

 


Carnevale 2019: 7 idee per festeggiarlo a Milano con i bambini

Arriva la settimana più colorata dell’anno! Tante le possibilità per i bambini di Milano, che potranno divertirsi tra maschere, coriandoli e stelle filanti.

A proposito, sapete perché a Milano la settimana di Carnevale si allunga fino al sabato anziché fermarsi al martedì grasso come nel resto d’Italia? Secondo la tradizione, questa usanza risale addirittura ai tempi di sant’Ambrogio. Il vescovo, lontano dalla città per un pellegrinaggio, chiese ai milanesi di dargli il tempo di tornare dal suo viaggio prima di iniziare la Quaresima. Non sapremo mai se è solo una leggenda, ma certamente nessuno ha mai pensato di togliere alla città il suo sabato grasso 😊

In attesa di sapere se ci sarà o no la tradizionale sfilata in piazza Duomo (vedi: https://www.lafataturchina.online/2019/02/26/carnevale-in-piazza-duomo-si-o-no/), qui una carrellata dei momenti più allegri in città:

Partiamo dal Milano Clown Festival: dal 6 al 9 marzo torna l’evento internazionale dedicato ai pagliacci e al teatro di strada. Nei quattro giorni della manifestazione oltre 150 appuntamenti vi aspettano a rotazione in tutti i luoghi del festival, al chiuso e all’aperto, al quartiere Isola e nelle zone limitrofe, ma anche in piazza Duomo, via Padova, via Maciachini. Giovedì 7 marzo a mezzogiorno in punto, tutti in piazza Duomo per dare il via alla festa.

Il programma completo degli eventi qui: http://www.milanoclownfestival.it/

Carnevale anche al Castello Sforzesco, uno dei luoghi simbolo di Milano: due le proposte, la prima per bambini fino a 5 anni e la seconda per bambini dai 6 ai 10 anni. L’8 marzo, alle 11 e alle 16, i piccoli rivivranno una giornata alla corte di Ludovico il Moro, mentre i più grandicelli saranno accompagnati nelle sale del castello alla scoperta di aquile, draghi e leoni. Per tutti la possibilità di vivere qualche ora in una atmosfera magica.

Info su: https://adartem.it/famiglie-individuali/

Per chi ama il Carnevale ma preferisce non buttarsi nella folla, non mancano tante iniziative private, laboratori, campus. Segnaliamo, per esempio, il Carnevale insieme alla biblioteca s.Ambrogio, giovedì 7 marzo alle 16, lettura e laboratorio per bambini dai 5 agli 8 anni. (iscrizione obbligatoria qui: bibliosantambrogio@comune.milano.it). Tema Arlecchino

Carnevale anche a teatro con un grande classico dei fratelli Grimm: debutta al Teatro Colla Hansel e Gretel, lo spettacolo dove si insegna che amore e dolci fanno la felicità. Al teatro Silvestrianum (zona Porta Romana) sabato 9 marzo alle 16.30 e domenica 10 alle 15 e alle 17.30 (in replica il week end successivo, sempre agli stessi orari). Tutte le info su: teatrocolla.org

Carnevale di manualità con le “Coroncine matte” da Zucchero Filato in viale Tunisia: si realizzeranno insieme coroncine di Carnevale partendo da materiali semplici come cartoncino, nastri, colla, per trasformarli in oggetti spumeggianti e personalizzati con glitter, pom pom, tessuti e chi più ne ha più ne metta. Invitati i bambini dai 5 ai 10 anni, ma porte aperte a chiunque voglia partecipare (prenotazione necessaria al tel.02.2047468)

Carnevale nei quartieri: infine non dimenticate i quartieri e i municipi, che a Milano sono ricchissimi di iniziative. A Gratosoglio, per esempio, al municipio 5 si terrà il 1° Carnevale social: sfilata in maschera, animazione, musica e balli tra le vie del quartiere e presso il CAM Gratosoglio organizzato dalla Social street Gratosoglio, Basmetto e dintorni, con il patrocinio del Municipio. Appuntamento giovedì 7 marzo dalle ore16:30 alle ore 22:30. L’iniziativa, con la partecipazione e la collaborazione di numerose associazioni della zona, ha lo scopo di favorire l’aggregazione tra le varie fasce d’età e fra le realtà presenti sul territorio, l’integrazione degli abitanti del Municipio 5 e la riqualificazione del quartiere. È possibile crearsi gratuitamente la maschera ed il vestito presso i laboratori dell’associazione “Lo Scrigno” di via Saponaro n. 36, dal 13 febbraio al 6 marzo dalle ore 16:45 alle 18:45 (info: gratosoglio@gmail.com)

Una iniziativa simile ci sarà anche a Nolo, quartiere ormai vivacissimo a nord di Loreto, che attraverso il gruppo Nolo4Kids, organizza CarnevaNolo2019: ritrovo sabato 9 marzo alle 14 in via Padova, sfilata per le vie del quartiere, passando per il Parco Trotter e poi merenda, balle e festa nell’oratorio di Via Termopili, 7

Ricco anche il calendario di Porta Venezia social street che propone “Carnival 2019, il festival più caleidoscopico che c’è”. Qui il programma:

http://www.portaveneziasocial.com/index.php/porta-venezia-carnival-2019/

Ricchissimo anche il calendario del Municipio 4 per la manifestazione “Il Carnevale si fa in 4” con una settimana di eventi, laboratori, sfilate e giochi in compagnia

Vi consiglio di iscrivervi alle social street di quartiere e alle pagine social di quartiere per essere sempre aggiornati sulle iniziative delle vostre zone e di consultare il sito internet del comune di Milano, sempre ben fornito di notizie,


Carnevale in piazza Duomo: sì o no?

Resta ancora da scoprire se quest’anno ci sarà la tradizionale sfilata dei carri di Carnevale del sabato grasso in piazza Duomo.

Nel 2018, per questioni di sicurezza, si era deciso di annullare la manifestazione che richiama in città l’allegra e colorata folla di famiglie e bambini.

Quest’anno nulla sembra confermato: nessuna risposta ufficiale né dal Comune di Milano né dalle stessa FOM, Federazione che rappresenta gli oratori milanesi della Diocesi di Milano storica organizzatrice della sfilata, che al momento non è in grado di dare informazioni.

Nel frattempo FOM ha presentato come ogni anno il tema del Carnevale ambrosiano: per il 2019 sarà “Bellooooo, cos’è?: il Carnevale delle invenzioni leonardite”. Ricordando il 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, i ragazzi degli oratori presenteranno “invenzioni strambe, eccellenti, oppure inconcludenti, ma che siano frutto della fantasia e non senza un pizzico di follia!”, come recitano i materiali accuratamente preparati.

Feste negli oratori di tutta Milano e dell’hinterland insomma. Chissà se tanta fantasia potrà arrivare anche ai piedi della Madonnina


Salire sulla Torre Branca per vedere Milano dall’alto (e oscillare!)

Pochi la conoscono, pochissimi sanno che vi si può salire sopra per godere di un panorama vista mozzafiato. Se non soffrite di vertigini vi consiglio una visita alla Torre Branca, al Parco Sempione.

Disegnata da Gio Ponti negli anni ’30, fu costruita nel 1933 in occasione della V mostra Triennale come simbolo della “città che sale”.

Porta il nome della famiglia Branca, quella del Fernet, che l’ha restaurata all’inizio degli anni 2000 dopo che molto tempo era rimasta inagibile.

La Torre è alta 108 metri e ha una struttura leggerissima di tubi di acciaio. Si sale con un comodissimo ascensore con una cabina trasparente belvedere, che vi porta in vetta in meno di un minuto. Se andate in una giornata limpida, di quelle che Milano sa offrire, dall’alto si vede una città inedita e lo sguardo spazia può spaziare fino alle Alpi.  Divertitevi con i bambini a cercare gli spazi che conoscono: il Duomo, il Castello sforzesco, la Stazione centrale, i nuovi grattacieli.

Un consiglio: quando siete in alto, fermatevi immobili e in silenzio, sentirete la Torre oscillare sotto i vostri piedi (astenersi fifoni!)

Infine ricordo che il mercoledì per le scolaresche e i nonni l’ascesa è gratuita.

Qui potete vedere le nostre foto: siamo andati in una giornata autunnale, non limpida ma molto bella nei suoi colori


Dinosauri Invasion: alla Fabbrica del Vapore una mostra mostruosa

Una invasione di dinosauri: oltre 30 esemplari mostruosi sono arrivati alla Fabbrica del Vapore per la gioia (e anche un po’ di fifa!) dei piccoli.

Siamo andati a vederla con tre bambini di 5, 7 e 10 anni, tutti gasatissimi e pronti al loro viaggio giurassico.

Gli esemplari sono a grandezza naturale e ambientati in una suggestiva location in penombra. Non solo: grazie ad una sofisticata tecnologia di animazione, i dinosauri si muovono e riempiono l’atmosfera dei loro paurosissimi gridi, mentre il tirannosauro spalanca le fauci e…

…e lo pteurosauro vola…

La mostra piacerà ai bambini più avventurosi e a quelli più curiosi e piacerà alle mamme e ai papà per le ricche spiegazioni scientifiche che accompagnano ogni esemplare.

Alla fine del percorso, i piccoli visitatori potranno anche improvvisarsi archeologici alla ricerca delle ossa di dinosauro nella sabbiera.

I nostri consigli: godetevi i dinosauri poco alla volta; l’entusiasmo dei bambini vi trascinerà velocemente da una sala all’altra, invece a nostro avviso vale la pena di fermarsi un po’ anche a leggere le spiegazioni, che sono state redatte grazie ad un team di esperti paleontologi.

Consigliabile l’acquisto del ticket on line e nel pacchetto famiglia perché ci sono giornate di grande affollamento.

Qui una piccola anteprima!

 


Torna l’ape Maia, al cinema e in tv

L’Ape Maia vola al cinema con la sua nuova avventura L’Ape Maia – Le olimpiadi di miele. Mamme, papà, zii, nonni, potete tornare bambini! Dopo aver conquistato intere generazioni che non potevano fare a meno di cantare la sigla del cartone animato, l’apetta più amata di sempre sta per tornare anche sul grande schermo.

Ma la vedrete anche a casa, sui più importanti network televisivi dedicati ai bambini, grazie alla collaborazione tra Koch Media e Giochi Preziosi, che è titolare della licenza per le novità peluche Dolce Nanna, playset Alveare, collezione di personaggi.

Qui il trailer e la trama del film:

L’Ape Maia – Le Olimpiadi di Miele

L’alveare di Maia è in fermento. È finito il raccolto estivo di miele e da Buzztropolis arriva un ambasciatore dell’imperatrice con un messaggio importante per la Regina Beatrice. Vuole forse annunciare che l’alveare di Maia sarà finalmente invitato a partecipare alle olim­piadi di miele? Purtroppo l’entusiasmo iniziale si spegne quando il messaggero informa gli abitanti del Campo di Papaveri che non sono autorizzati a partecipare alle olimpiadi e che, su richiesta dell’Imperatrice stessa, devono donare metà del loro già scarso raccolto estivo per contribuire a nutrire gli atleti delle olimpiadi. La Regina Beatrice accetta, suo malgrado, l’ordine imperiale pur sapendo che questo significa non avere abbastanza miele per le sue api per affronta­re l’inverno. Maia, con la sua proverbiale incapacità di accettare le ingiustizie, decide di disobbedire alla sua regina e di andare a Buzztropolis per affrontare l’Imperatrice. In questo lungo e pericoloso viaggio ad accompagnarla c’è il suo fidato e fedele amico Willi. Arrivata nella rigogliosa Buzztropolis, la piccola ape scoprirà un mondo a lei assolutamente sconosciuto, avrà a che fare con personaggi mai incontrati prima come Violet, un’ape invidiosa che nasconde a fatica il suo disprezzo per Maia e proverà in tutti i modi ad allontanarla dal suo amico Willi. L’appel­lo accorato di Maia di partecipare alle olimpiadi al cospetto dell’Imperatrice, in realtà culminerà con un clamoroso incidente che peggiorerà le cose. Profondamente offesa, e determinata a dare una lezione a Maia, l’Imperatrice le propone un accordo: l’alveare di Maia potrà partecipare alle olimpiadi di miele ma se perderà i giochi dovrà privarsi non solo del miele estivo, ma dell’intero raccolto. Affiancata da un insolito e stravagante gruppo di insetti, Maia si cimenterà, così, in svariate discipline olimpiche e imparerà il vero significato del lavoro di squadra. Fortunatamente, il suo migliore amico Willi, le adorabili e goffe formiche Arnie e Barney e il suo fidato consigliere Flip il grillo, saranno sempre al suo fianco. Riuscirà Maia a salvare il suo alveare?

Il film 

Realizzato interamente in computer grafica come la serie tv di grande successo, il film è diretto da Noel Cleary (Billy il koala), Sergio Delfino (già animatore per The LEGO Movie) e Alexs Stadermann, (Bambi II, Tarzan II e supervisore de Il Re Leone 3). Dietro le animazioni dei personaggi ci sono la produzione tedesca di Studio 100 Media (sue le animazioni di Viky il Vichingo e Mia and me) e quella australiana di Studio B Animation, con oltre 216mila disegni a comporre l’opera.

Il brand

Dopo aver conquistato intere generazioni di bambini fin dal lontano 1980, anno in cui la prima serie TV sbarcò in Italia, l’Ape Maia torna sul piccolo schermo con una nuova serie TV (su Nickjr. e Rai Yoyo) e sul grande schermo con un lungometraggio ricco di novità e con una rinnovata veste grafica. Dal 18 ottobre, infatti, grandi e piccini potranno divertirsi al cinema con L’Ape Maia – Le olimpiadi di miele, la nuova avventura di Maia e dei suoi buffi amici di sempre insieme a nuovi personaggi con cui si cimenterà in una sfida all’ultimo colpo di …polline che le insegnerà il vero significato del lavoro di squadra.


Alpyland, sul bob in montagna a tutta velocità

Per una gita del week end abbiamo sperimentato Alpyland, una attrazione per grandi e bambini in cima al Mottarone, tra il lago Maggiore e il lago d’Orta, a circa un’ora e mezza da Milano. Alpyland è un bob a rotaia, molto divertente, in mezzo alla natura e davanti ad uno spettacolo mozzafiato.

Il paesaggio dalla pista di bob

L’attrazione è adatta a bambini di tutte le età (dai 4 anni in su) perché i più piccoli possono scendere lungo la pista in doppio con mamma e papà, che hanno la possibilità di regolare la velocità di discesa attraverso appositi freni. Potete fare il percorso più o meno lentamente godendovi il paesaggio spettacolare oppure schizzare “a tutta birra”, come dice il mio bambino, lasciandovi prendere dall’adrenalina e dal brivido della discesa.

Ad Alpyland si arriva salendo in cima alla montagna, attraversando boschi incontaminati e bellissimi. Se passate dalle strada Borromea, è necessario pagare un pedaggio.

Noi siamo andati in un tiepido pomeriggio autunnale e abbiamo approfittato delle distese di castagni e ricci per cercare le castagne e poi farci una bella scorpacciata di caldarroste (la ricetta qui)

Dopo l’attrazione, è consigliatissima una visita alla deliziosa cittadina di Orta san Giulio, rinomato centro turistico affacciato sul lago d’Orta e posto davanti all’isola di San Giulio, raggiungibile via traghetto. Passeggiate tra i vicoli, è molto rilassante.

Orta San Giulio

Un paesaggio da ritrarre

L’isola di san Giulio vista dalla terraferma

 


Le minimoto: lasciatele perdere

Parliamo delle minimoto, vere e proprio moto in miniatura che rappresentano una attrazione fatale per i maschietti. Voglio raccontare cosa ci è successo perché non accada più che dei bambini si facciano male mentre stanno giocando con questi mezzi.
Domenica 16 settembre, pieno centro di Milano, Corso Buenos Aires. È in corso il “Quattroruote Street Show” con macchine e moto meravigliose in esposizione e un’area kids dedicata ai piccoli amanti dei motori. Qui si trovano: Lego, macchinine telecomandate di tutti i tipi, percorsi per monopattini e appunto delle bellissime minimoto blu di Yamaha su una pista brandizzata Yamaha allestita sul viale con personale addetto Yamaha con indosso maglietta Yamaha. Evidenzio tutti questi particolari per i motivi che spiegherò poi.

 

Allora il mio bambino, come centinaia di altri, chiede di fare un giro. Firmo lo scarico di responsabilità e i moduli privacy per eventuali foto, come di prassi in questi casi, in mezzo a decine e decine di genitori e bambini in estrema effervescenza.
Casco indossato, brevi istruzioni sulle modalità di guida e qualche giro di pista. Tutto bene finchè Francesco Romano, mentre scende da solo a bordo pista, comincia a piangere e urlare. Le mamme riconoscono al volo i capricci e i pianti “veri” e quindi accorro spaventata. Sulle gambe, a destra e sinistra, due ustioni. Certo, perchè motore e marmitta sono bollenti, ma nessuno si è premurato di farlo presente ai bambini, quasi tutti in pantaloncini corti e maglietta.
Preciso che eravamo un gruppo nutrito di genitori e nessuno si era accorto dei rischi del “gioco”. E non siamo certo tutti sprovveduti.
Comunque, per farla breve, ambulanza a bordo pista, farmacia, fisiologica, creme antibiotiche, cerotti, medicazioni e tutto quanto potete immaginare.

Passa lo spavento (ma non il dolore) e la sera scrivo al customer service di Yamaha per segnalare l’incidente e evidenziare la grande pericolosità di questa manifestazione. La mattina dopo vengo contattata da una gentile addetta che mi chiede tutti i dettagli e afferma senza possibilità di fraintendimento che “Yamaha non autorizza mai questo tipo di eventi, essendo severamente vietato far fare ai bambini i giri sulle minimoto senza adeguata tuta di protezione”. Ohibò!! Ma allora li ho visti solo io i bambini in pantaloncini e maglietta sulle moto in una caldissima giornata di settembre? Li ho visti solo io i loghi Yamaha, le magliette Yamaha, il personale Yamaha? Direi di no. E le foto che ho scattato lo dimostrano.

Vengo rinviata al Junior Moto School che ha organizzato l’evento, che – da me contattato – sostiene di non avere nessuna responsabilità nella logistica della prova su strada (anche se poi ammette che nelle prove in sede – ovviamente – tutti i bambini sono adeguatamente protetti).
Insomma, non è colpa di nessuno.
Aggiungo che ho saputo che nel corso del pomeriggio diversi bambini si sono fatti male, chi alle ginocchia chi al polsi.
E’ evidente che i bambini piccoli non hanno l’accortezza e la destrezza per evitare di cadere (le moto sono anche abbastanza pesanti) e di toccare anche inavvertitamente le parti bollenti della moto.
Ho mandato a Yamaha Italia e Junior Moto School le foto delle ustioni, pregando di non permettere mai più queste manifestazioni così pericolose. Almeno si preoccupino di fornire adeguata protezione.
Ovviamente nessuna risposta