Category Archives: I pensieri della fata

Al museo, in un acquario o sul tram: le feste più originali per i bambini di Milano

Chi si imbatte nel magico mondo delle feste di compleanno per bambini, sa di cosa parlo: trovare un posto che sia bello, originale e soddisfi tutti i requisiti richiesti da un gruppo di eccitatissimi under 6 non è cosa semplice.

Per necessità ho esplorato praticamente tutte le soluzioni offerte dalla piazza milanese. Ci sono decine e decine di nidi, materne, ludoteche e scuole di vario tipo che affittano spazio e animazione, ci sono agenzie specializzate nell’organizzazione di party per tutte le tasche, ci sono tante fattorie e cascine dell’hinterland che offrono soluzioni di ogni tipo.

Molto gettonati i laboratori di cucina, pasticceria e gelateria per bambini, anche a domicilio, ammesso che la vostra cucina possa sopportarlo 😊

Qui una selezione di proposte a mio avviso originali, escluse le soluzioni prima citate.

I costi si intendono solo per le location, esclusi quindi food and beverage e addobbi

Sul tram

ATM dà la possibilità di affittare un tram storico con o senza catering (per noleggio turistico non pubblicitario), tra cui anche per il tram per i bambini, il TRAMito.

Il TraMito è un tram nato esclusivamente per i bimbi, un modo per far conoscere ai più piccini la città in modo divertente ed educativo. Ha 39 posti a sedere e 10 in piedi. Si possono percorrere due diversi itinerari e organizzarsi per avere a bordo la torta con le candeline e la musica.

Tariffa per tre ore: 450 euro

Tutte le informazioni qui:

https://www.atm.it/it/AltriServizi/TempoLibero/Pagine/noleggio_tram_Storici.aspx

Tra le vasche di pesci dell’Acquario

L’associazione Verdeacqua organizza feste di compleanno all’Acquario civico di Milano, con diverse proposte a seconda dell’età del festeggiato: Party con le anguille, Ranocchie in festa, Alla scoperta dei sette mari, Da grande farò l’esploratore.

La festa prevede circa un’ora di gioco a tema con gli animatori e lo spazio per il taglio torta/apertura regali.

Verdeacqua fornisce animazione, inviti digitali, gadgets per i partecipanti e la visita tra le vasche dell’Acquario.
se scegliete questa festa, ricordate che gli adulti accompagnatori sono tenuti al pagamento del biglietto d’ingresso all’Acquario, a meno che non si fermino nella sala rinfresco.

Costo: da 200 a 600 euro a seconda del numero di bambini (minimo 13, max 35)

Informazioni qui: https://www.verdeacqua.org/feste-di-compleanno

Al Museo

Quasi tutti i musei di Milano danno la possibilità ai bambini di festeggiare il loro compleanno presso i propri spazi, indicativamente dai 3 ai 12 anni.

Il Museo della Scienza e della Tecnica  (http://www.museoscienza.org/attivita/compleanno/) ha un’ampia offerta di feste a tema, tutte legate alla scoperta e all’esplorazione, come è giusto che sia per un museo tecnologico: bolle di sapone, esperimenti, luci e ombre, robot, razzi spaziali, invenzioni, forni solari, …

Unico neo, la fascia di scelta giorno/ora è abbastanza ridotta: solo dal martedì al venerdì dalle 17 alle 19

Costi: da 330 a 480 euro, comprensivi di animazione scientifica, spazio merenda, invito in formato digitale per gli invitati, gadget per tutti i piccoli partecipanti, poster personalizzato per il festeggiato

Anche il Museo di Storia Naturale ha un’offerta molto ampia, grazie alla collaborazione con l’Associazione Didattica Museale che organizza feste di compleanno a tema naturalistico, con attività ludo-didattiche progettate per intrattenere il festeggiato e i suoi piccoli amici. Le feste si svolgono al Paleolab o al Biolab, laboratori didattici all’interno dei Giardini Montanelli a Porta Venezia.

Anche qui le feste proposte sono tante: Dinoparty con i dinosauri, Paleoparty, Magooparty, Pirataparty, Jungleparty, Pratoparty, Supercolorparty..Si sceglie in base all’està e alla passione del festeggiato.

https://www.assodidatticamuseale.it/ADM/ItemsByCategory.aspx?SlaveCategoryID=19

La festa costa 195 euro per un numero minimo di 15 partecipanti, compreso lo spazio per il taglio della torta (15 euro in più nei festivi)

Anche il MUBA offre spazi per le feste di compleanno, con i laboratori Remida Milano e la merenda al Bistro, ma con qualche ristrettezza: si festeggia solo dai 5 agli 11 anni, dal martedì al venerdì e solo da settembre a giugno, nei giorni scolastici.

A Teatro

Niente di meglio del teatro per rendere il festeggiato il vero protagonista della giornata. Anche qui l’offerta è varia ma segnalo in particolare il Teatro del Buratto Bruno Munari (via Giovanni Bovio 5) perché consente varie formule di festa.

Ci sono innanzitutto diversi laboratori creativi e artistici in base alle tematiche e alle fasce d’età. Ma si può anche offrire uno degli spettacoli teatrali in cartellone ai propri ospiti, a cui far seguire il taglio della torta o persino far realizzare uno spettacolo teatrale ad hoc per il festeggiato. Le feste si organizzano il sabato e la domenica, mattina o pomeriggio, con costi variabili a seconda della formula scelta da 120 a 700 euro.

http://www.teatrodelburatto.it/homepage/feste-di-compleanno/

Simile, ma non proprio teatro, è Festavvventura, un locale con una sala completamente scenografata dedicata ai bambini, con la presenza di anim-attori.

Disponibili due scenografie: la jungla/bosco incantato e il galeone dei pirati/veliero. Si possono scegliere tra diverse avventure: pirati, naufraghi, Peter Pan, indiani, principi e principesse medievali, il Libro della jungla, Harry Potter..

Gli anim-attori sono attori di teatro che fanno vivere ai bambini un’avventura con racconti, giochi e prove di abilità facendoli diventare quindi protagonisti dello spettacolo.

Costi: 200 euro  dal lunedì al giovedì e 250 nel fine settimane, più 10 euro a bambino, comprensivo di merenda e torta pane a forma di numero, farcito con Nutella e candeline. Possibilità di offrire l’aperitivo anche ai genitori accompagnatori.

https://www.festavventura.it/

 

E noi cosa sceglieremo?

ve lo farò sapere presto!

 


Harry Potter, la mostra della magica sparizione (dei vostri soldi)

Siamo andati a vedere la mostra di Harry Potter. Abbiamo aspettato che si esaurissero le lunghe code delle prime settimane e abbiamo organizzato la visita a ridosso di Ferragosto, confidando nel deserto milanese. In realtà siamo riusciti a trovare tanta gente anche alle 19 di un lunedi sera…Comoda la prenotazione dei biglietti, azzeccata la location della Fabbrica del Vapore, veniamo a quello che proprio non va.
Premetto che non siamo fans sfegatati del maghetto ma eravamo comunque in compagnia di Anna, dieci anni, grande lettrice e appassionata.
La mostra è stata comunque deludente: un’ora scarsa di visita in ambienti bui, tanti abiti di scena e qualche scenografia ricostruita ma nel complesso niente di memorabile, considerato anche il costo non risibile di ingresso. Nessuna interazione (a parte le mandragole), nessun touch point o gioco di ruolo, solo sporadici schermi che trasmettevano le scene più famose dei film. Vietato il flash dei telefonini (perché?) e quindi quasi impossibile avere foto ricordo decenti, considerata la penombra. Ma la cosa veramente fastidiosa e che ho trovato di cattivo gusto è stato lo shopping a fine percorso. Ovvero come approfittarsi della buona fede dei bambini per spennare i genitori: 15 euro per una foto con la sciarpa di Harry (rigorosamente vietate le foto con più di una persona, per esempio una coppia di fratelli), 40 euro (40!) per la bacchetta magica (un bastoncino di plastica, ndr), oltre 20 euro le magliette, 15 euro i portachiavi, 10 euro una misera penna.
Insomma, attenti agli effetti speciali: di magico ci sarà la sparizione dei vostri soldi!


Count down per i fan di Harry Potter: tra pochi giorni apre la Mostra magica

Arriva il 12 maggio a Milano il regalo tanto atteso per i fan italiani di Harry Potter, che finalmente avranno l’opportunità di dare uno sguardo da vicino a migliaia di oggetti di scena, costumi e creature magiche dei film di Harry Potter.

La mostra Harry Potter: The Exhibition è pronta a sbarcare alla Fabbrica del Vapore. A partire dalla sua premiere mondiale a Chicago, la mostra ha ricevuto più di quattro milioni di visitatori con soste a Boston, Toronto, Seattle, New York, Sydney, Singapore, Tokyo, Parigi, Shanghai, Bruxelles e Madrid.

Consumer Products ha creato questa mostra coinvolgente di 1.600 metri quadri dove i visitatori possono ammirare il materiale ispirato ai set dei film di Harry Potter e vedere la magnifica abilità artigianale dietro i costumi autentici, gli oggetti di scena e le creature fantastiche dei film.

Dal momento in cui i visitatori fanno il primo passo nella mostra Harry Potter: The Exhibition, si ritrovano immediatamente catapultati nel mondo del maghetto. I visitatori sono subito accolti da un padrone di casa che suddivide alcuni fortunati fan a seconda della loro casa di Hogwarts preferita, per condurli poi all’interno della mostra dove inizia il viaggio verso le scene predilette dei film.

La mostra presenta ambientazioni tratte dalle più famose location dei film – inclusi la sala comune e il dormitorio di Grifondoro, aule come quelle di Pozioni ed Erbologia e la Foresta Proibita – che traboccano di oggetti di scena autentici, costumi e creature usati durante le riprese della famosa serie.

In aggiunta ai meravigliosi ambienti e messe in scena, sono presenti molti elementi interattivi. I visitatori possono entrare nell’area del Quidditch e lanciare una Pluffa, sradicare la propria mandragola nella rappresentazione dell’aula di Erbologia e anche visitare una ricostruzione della capanna di Hagrid e sedersi sulla sua poltrona gigante.

La mostra, a Milano soltanto per un periodo limitato, sarà aperta ogni giorno. Sono necessari biglietti con indicazione dell’orario e sarà possibile accedere alla mostra fino a un’ora prima della chiusura.

I biglietti sono in vendita su harrypotterexhibition.it


Tulipani italiani: l’Olanda a pochi chilometri da Milano 🥀🌷

Siamo andati a vedere il primo ‘u-pick’ campo di fiori in Italia, ovvero un campo di tulipani in cui è possibile vedere fiori meravigliosi e poi anche raccoglierli.

L’idea è venuta a una coppia di giovani olandesi (e a chi altrimenti?) che hanno trasformato un terreno di due ettari alla periferia di Milano in una distesa coloratissima, in cui trascorrere qualche ora piena di allegria e scattare una marea di foto.

Nel campo sono stati seminati 350 mila bulbi che sono diventati altrettanti tulipani di 312 varietà, monocolore o anche bi e tricolor. La maggior parte appartengono al campo di raccolta, ma c’è anche un’area espositiva con 135 pregiatissime varietà.

Funziona così: si paga un biglietto d’ingresso da 3 euro, grazie al quale si ha diritto a raccogliere due tulipani di qualunque tipo e colore dal campo di raccolta. Se si vogliono raccogliere ulteriori tulipani, si pagano 1,50 l’uno.

L’esperienza è davvero consigliata, con tre avvertenze.

La prima: affrettatevi perché la fioritura dei tulipani termina con il mese di aprile. La seconda: prenotate on line, soprattutto se andate il fine settimana perché il rischio di trovare sold out è molto alto.

Infine, fate spazio sul vostro smartphone, perché non smetterete più di scattare foto. The spring is the air 😊

 


Le avventure di Pinocchio: la fiaba più bella è in scena con il Teatro Colla

Lo so, ho un debole per la fiaba di Pinocchio, la più bella di sempre per ricchezza e profondità. E non a caso ho scelto di chiamare il mio blog lafataturchina.online

Lo  spettacolo non ha bisogno di presentazioni: il celebre burattino, che nel caso è una marionetta (chi meglio del Teatro Colla?), ha un papà che si chiama Geppetto, litiga con un grillo parlante assai saccente, si fa imbrogliare dal Gatto e dalla Volpe, viene salvato dalla Fatina dai capelli turchini e incontra barbagianni, civette, coniglietti, tutti citati nel libro di Collosi, ma meno noti al grande pubblico.

Alcuni personaggi sono in carne e ossa, altri sono fatti di legno. Marionette colorate e bellissime che sono vere e proprie opere d’arte.

Andate a vedere questo spettacolo. L’accompagnamento musicale eseguito in scena da Marta Pistocchi vi emozionerà.

Sceneggiatura di Gianni Colla, musiche originali di Aldo Amadi eseguite in scena da Marta Pistocchi, luci di Alberto Gualdoni, sotto la magica regia di Stefania Mannacio Colla.

Lo spettacolo è in replica al Teatro La Creta, venerdì 23 marzo alle 17.30, sabato 24 e doemncia 25 alle 16.30 e venerdì 6 aprile alle 17.30

 


In auto, in moto e in bici: come garantire la sicurezza dei nostri bambini in strada

“Viaggiare sereni”, vademecum per la sicurezza stradale, è stato presentato pochi giorni fa alla stampa. Lo strumento, realizzato da Touring Club Italiano e Fraternità della Strada, raccoglie alcuni semplici consigli per ricordare ad automobilisti e passeggeri cosa controllare prima di mettersi in viaggio e come attrezzarsi.

La sicurezza prima di tutto: non dare mai niente per scontato è la prima regola quando ci si muove per strada.

Vediamo cosa è previsto per i nostri bambini:

 Bimbi in auto

Tutti i bambini di statura inferiore ai 150 cm devono essere ancorati ai sedili con seggiolini adeguati al loro peso e solo omologati: è fondamentale, all’atto di acquisto, controllare l’etichetta di omologazione che riporta la normativa di riferimento (ECE R44 – ECE R44/04 – ECE R129), il peso e l’altezza entro cui sono consentiti l’utilizzo e la compatibilità con l’auto relativamente al montaggio.

Per i bambini tra i 100 e i 125 cm è possibile utilizzare appositi rialzi, ancorati alle cinture di sicurezza, purché dotati di schienale. Per quelli oltre 125 cm i rialzi possono essere senza schienale.

In caso di posizionamento sul sedile anteriore, è assolutamente indispensabile disattivare l’air bag.

Il più comune errore da evitare è quello di tenere i bambini in braccio.

Un bambino di 15 kg, nel caso di un impatto a 50 km/h, esercita una forza di oltre 400 kg, un peso che nessuno sarebbe in grado di trattenere. Seggiolini a parte, non lasciare mai i bambini soli in auto, neppure per pochi minuti.

Bimbi in moto

Si possono portare i bambini in moto solo se hanno compiuto 5 anni di età. Occorre assicurarsi che il bambino indossi sempre un casco omologato e non adattato in qualche modo alle sue  misure, che indossi sempre un giubbetto con apposite protezioni, che venga posizionato sempre dietro il conducenete e mai davanti e che appoggi i piedi su pedivelle o staffe. Ricordarsi di non far indossare zainetti pesanti ai bambini, perché possono facilmente comprometterne l’equilibrio.

Bimbi in bicicletta

I bambini fino a 8 anni possono essere trasportati solo se alla guida c’è un maggiorenne. Se il bimbo pesa fino a 15 kg deve sedere sul seggiolino anteriore; se pesa fino a 22 kg e fino a 8 anni di età deve sedere sul seggiolino posteriore.

Solitamente i nuovi seggiolini sono dotati di poggiapiedi. In caso contrario, occorre farli montare, unitamente al proteggi ruote. Il bambino deve sempre indossare il caschetto da bici omologato: ce ne sono di colorati e bellissimi. Per lui sarà un gioco ma per i genitori una garanzia di protezione..


Frate Indovino, la storia dell’almanacco più famoso

Tutti ormai identificano “Frate Indovino” con la figura del simpatico fraticello, sempre sorridente, ritratto sul famoso Almanacco. In realtà l’inventore, il creatore di questa opera ormai famosa in ogni continente, è Padre Mariangelo da Cerqueto.

Anagraficamente è Mario Budelli, nato nel 1915 a Cerqueto, un piccolo villaggio vicino a Perugia, quando a 15 anni vestì il saio dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, in segno di rinuncia completa alla vita mondana, assunse il nome di Mariangelo e come appellativo il luogo di provenienza.

Continuò a studiare, frequentò il liceo, poi la Facoltà di Teologia e nel luglio del 1939 venne ordinato sacerdote. Dai suoi Superiori fu nominato Direttore del periodico Francescano “Voce Serafica di Assisi” e mantenne questo incarico per dieci anni.

Nel Natale del 1945 regalò ai suoi lettori un Almanacco – in realtà chiamato lunario – nel quale venivano riportate le previsioni meteorologiche per tutto l’anno seguente. Erano soltanto 2.000 copie offerte in omaggio. Ma fu subito un gran successo.

Soprattutto gli agricoltori consultavano le previsioni atmosferiche per programmare il lavoro nei campi. Semine, potature, raccolti venivano decisi in base al tipo di tempo atmosferico previsto nell’Almanacco “Frate Indovino”, anche perché in quegli anni non c’erano i satelliti a dire quali sarebbero state le condizioni atmosferiche in un futuro più o meno prossimo. È da qui che nasce l’aggettivo di “Indovino”… nessuna arte divinatoria, quindi, ma abilità nello sfruttare al meglio delle osservazioni sulla meteorologia che si rifanno a ricerche di Padre Mariangelo, supportate da osservazioni sulle macchie solari e su altri fenomeni celesti.

Il calendario di Frate Indovino esce nel mese di settembre per l’anno successivo, ogni anno con un tema diverso. Per il 2018 il tema è “A voi nonni, grazie di cuore”, dedicato appunto ai nonni.

A distanza di tanti anni, la Casa Editrice Frate Indovino è arrivata a pubblicare almanacchi per quasi tutte le famiglie italiane, anche in giro per il mondo.

Al più noto almanacco annuale via via si sono affiancati alcuni libri di successo, in particolare dedicati alla salute, alle erbe, ai vini e ai liquori.

Sì perché Frate Indovino è anche un esperto erborista, fin dalla efficientissima e ben strutturata officina erboristica attiva negli anni ‘60 e ’70.

Sospese le attività per circa 30 anni (a causa delle stringenti normative sanitarie), recentemente, grazie alla migliore tecnologia e conoscenza della conservazione dei prodotti officinali in genere, si è deciso di riprendere l’attività erboristica, iniziando dalle tisane. Se ne è curata la realizzazione affinando le proprietà organolettiche e adeguandole ai gusti degli attuali consumatori. Profumi e sapori più aromatici, per mitigare gusti meno gradevoli di erbe dalle spiccate proprietà curative. In pratica: la stessa efficienza di sempre ma con sapori decisamente molto più apprezzati. Aiuta anche il confezionamento che, attraverso un vero e proprio scrigno per ogni singola monodose, mantiene inalterate nel tempo le proprietà delle miscele contenute, naturali al 100%.


17 gennaio, sant’Antonio: falò, sale e animali che forse stanotte parleranno

La storia di S. Antonio abate (da non confondere con s. Antonio di Padova) è conosciuta in tutto il mondo e legata a tantissime tradizioni che abbiamo il dovere, almeno morale, di tramandare perché fanno parte della nostra storia.

Antonio morì nel 356 senza essersi mai mosso dall’Egitto. E già questa è una notizia. Non solo: scelse la via della solitudine, dopo avere venduto tutti i suoi beni, e visse sempre ritirato in preghiera nel deserto, tanto che viene considerato il fondatore del monachesimo.

Eppure questo non gli impedì di essere conosciutissimo: guariva i malati, istruiva, consolava gli afflitti, aveva tanti seguaci che  sua volta si fecero monaci.

Nelle immagini viene spesso ritratto con il diavolo e con un maialino.

Il diavolo lo tentò diverse volte nel deserto. Una simpatica leggenda dice che Antonio si recò all’inferno per rubargli il fuoco, e che mentre lui lo distraeva, il suo maialino corse dentro le fiamme, rubò un tizzone e lo portò fuori per donarlo agli uomini.

 

Il maiale è legato anche ad un’altra tradizione: nel corso del Medioevo fu concesso ai monaci antoniani il privilegio di allevare maiali per uso proprio a spese della comunità. Il loro grasso, unito a erbe officinali, era un antidoto contro l’herpes zoster, noto come “fuoco di sant’Antonio”.

I porcellini potevano quindi circolare liberamente fra cortili e strade e, per evitare che qualcuno li rubasse, portavano al collo una campanella di riconoscimento. S. Antonio, detto quindi anche S. Antonio del campanello, è diventato nei secoli protettore dei maiali, degli animali domestici e di tutte le professioni a loro legate, in primis i macellai.

La tradizione vuole che la notte della vigilia del 17 gennaio nella stalla si sentano gli animali parlare. Nelle città si portano a benedire gli animali: cani, gatti, capre, cavalli, galline, pecore. In campagna gli animali e i mezzi agricoli.

Noi siamo andati a Ello (Lecco) alla benedizione degli animali, ma troverete analoghe iniziative in tantissime località.

 

    

Sempre al mondo agricolo si rifà l’usanza di benedire il sale: il sale benedetto veniva infatti consumato dal bestiame come prevenzione contro le malattie.

Infine il falò: il 17 gennaio in molte località italiane ancora oggi si accendono grandi fuochi, per celebrare la vittoria della luce sul buio e trasmettere l’augurio di raccolti fecondi e abbondanti.


Voglio fare un regalo alla Befana di Gianni Rodari

La Befana, cara vecchietta,
va all’antica, senza fretta.
Non prende mica l’aeroplano
per volare dal monte al piano,
si fida soltanto, la cara vecchina,
della sua scopa di saggina:
é così che poi succede
che la Befana…non si vede!
Ha fatto tardi tra i nuvoloni,
e molti restano senza doni!
Io quasi, nel mio  buon cuore
vorrei regalarle un micromotore,
perché arrivi dappertutto
col tempo bello o col tempo brutto.
Un po’ di progresso e di velocità
per dare a tutti la felicità!

 


Più dolcezza per tutti: andare in brodo di giuggiole ad Arqua’ Petrarca

Ma il brodo di giuggiole cos’è? E perché si dice ‘andare in un brodo di giuggiole’? Oggi finalmente, a 41 anni suonati, ho trovato le risposte.

Cominciamo con il dire che la giuggiola è il frutto dell’albero del giuggiolo, arbusto di origine asiatica.

Questo:

In Italia è poco diffuso ma c’è una coltivazione intensa e unica nel suo genere sui colli euganei, nel padovano.
In particolare esiste un bellissimo borgo medievale, Arqua’ Petrarca (che conserva anche la casa che fu del grande poeta e le sue spoglie) che può essere definito la capitale della giuggiola. I suoi abitanti la coltivano nei giardini delle abitazioni e la utilizzano per molteplici dolcissimi prodotti.

La giuggiola è una specie di bacca rossa, a metà tra una ciliegia allungata e un dattero. Si può mangiare fresca, si può far essiccare oppure si può conservare sotto spirito, normalmente grappa. Si raccoglie tra ottobre e novembre e si utilizza per torte, dolci, biscotti, confetture e per il……brodo di giuggiole!

 

Il brodo di giuggiole esiste veramente, è un liquore a bassa gradazione alcolica e dal sapore dolcissimo, come la giuggiola appunto, arricchito di frutti autunnali tra cui la mela cotogna, il melograno e l’uva di tipo moscato.

Andare in brodo di giuggiola significa quindi sentirsi bene, immersi e avvolti nella dolcezza.

Per il 2018…più brodo di giuggiole per tutti!