Le minimoto: lasciatele perdere

Le minimoto: lasciatele perdere

Parliamo delle minimoto, vere e proprio moto in miniatura che rappresentano una attrazione fatale per i maschietti. Voglio raccontare cosa ci è successo perché non accada più che dei bambini si facciano male mentre stanno giocando con questi mezzi.
Domenica 16 settembre, pieno centro di Milano, Corso Buenos Aires. È in corso il “Quattroruote Street Show” con macchine e moto meravigliose in esposizione e un’area kids dedicata ai piccoli amanti dei motori. Qui si trovano: Lego, macchinine telecomandate di tutti i tipi, percorsi per monopattini e appunto delle bellissime minimoto blu di Yamaha su una pista brandizzata Yamaha allestita sul viale con personale addetto Yamaha con indosso maglietta Yamaha. Evidenzio tutti questi particolari per i motivi che spiegherò poi.

 

Allora il mio bambino, come centinaia di altri, chiede di fare un giro. Firmo lo scarico di responsabilità e i moduli privacy per eventuali foto, come di prassi in questi casi, in mezzo a decine e decine di genitori e bambini in estrema effervescenza.
Casco indossato, brevi istruzioni sulle modalità di guida e qualche giro di pista. Tutto bene finchè Francesco Romano, mentre scende da solo a bordo pista, comincia a piangere e urlare. Le mamme riconoscono al volo i capricci e i pianti “veri” e quindi accorro spaventata. Sulle gambe, a destra e sinistra, due ustioni. Certo, perchè motore e marmitta sono bollenti, ma nessuno si è premurato di farlo presente ai bambini, quasi tutti in pantaloncini corti e maglietta.
Preciso che eravamo un gruppo nutrito di genitori e nessuno si era accorto dei rischi del “gioco”. E non siamo certo tutti sprovveduti.
Comunque, per farla breve, ambulanza a bordo pista, farmacia, fisiologica, creme antibiotiche, cerotti, medicazioni e tutto quanto potete immaginare.

Passa lo spavento (ma non il dolore) e la sera scrivo al customer service di Yamaha per segnalare l’incidente e evidenziare la grande pericolosità di questa manifestazione. La mattina dopo vengo contattata da una gentile addetta che mi chiede tutti i dettagli e afferma senza possibilità di fraintendimento che “Yamaha non autorizza mai questo tipo di eventi, essendo severamente vietato far fare ai bambini i giri sulle minimoto senza adeguata tuta di protezione”. Ohibò!! Ma allora li ho visti solo io i bambini in pantaloncini e maglietta sulle moto in una caldissima giornata di settembre? Li ho visti solo io i loghi Yamaha, le magliette Yamaha, il personale Yamaha? Direi di no. E le foto che ho scattato lo dimostrano.

Vengo rinviata al Junior Moto School che ha organizzato l’evento, che – da me contattato – sostiene di non avere nessuna responsabilità nella logistica della prova su strada (anche se poi ammette che nelle prove in sede – ovviamente – tutti i bambini sono adeguatamente protetti).
Insomma, non è colpa di nessuno.
Aggiungo che ho saputo che nel corso del pomeriggio diversi bambini si sono fatti male, chi alle ginocchia chi al polsi.
E’ evidente che i bambini piccoli non hanno l’accortezza e la destrezza per evitare di cadere (le moto sono anche abbastanza pesanti) e di toccare anche inavvertitamente le parti bollenti della moto.
Ho mandato a Yamaha Italia e Junior Moto School le foto delle ustioni, pregando di non permettere mai più queste manifestazioni così pericolose. Almeno si preoccupino di fornire adeguata protezione.
Ovviamente nessuna risposta

 


Harry Potter, la mostra della magica sparizione (dei vostri soldi)

Siamo andati a vedere la mostra di Harry Potter. Abbiamo aspettato che si esaurissero le lunghe code delle prime settimane e abbiamo organizzato la visita a ridosso di Ferragosto, confidando nel deserto milanese. In realtà siamo riusciti a trovare tanta gente anche alle 19 di un lunedi sera…Comoda la prenotazione dei biglietti, azzeccata la location della Fabbrica del Vapore, veniamo a quello che proprio non va.
Premetto che non siamo fans sfegatati del maghetto ma eravamo comunque in compagnia di Anna, dieci anni, grande lettrice e appassionata.
La mostra è stata comunque deludente: un’ora scarsa di visita in ambienti bui, tanti abiti di scena e qualche scenografia ricostruita ma nel complesso niente di memorabile, considerato anche il costo non risibile di ingresso. Nessuna interazione (a parte le mandragole), nessun touch point o gioco di ruolo, solo sporadici schermi che trasmettevano le scene più famose dei film. Vietato il flash dei telefonini (perché?) e quindi quasi impossibile avere foto ricordo decenti, considerata la penombra. Ma la cosa veramente fastidiosa e che ho trovato di cattivo gusto è stato lo shopping a fine percorso. Ovvero come approfittarsi della buona fede dei bambini per spennare i genitori: 15 euro per una foto con la sciarpa di Harry (rigorosamente vietate le foto con più di una persona, per esempio una coppia di fratelli), 40 euro (40!) per la bacchetta magica (un bastoncino di plastica, ndr), oltre 20 euro le magliette, 15 euro i portachiavi, 10 euro una misera penna.
Insomma, attenti agli effetti speciali: di magico ci sarà la sparizione dei vostri soldi!