I Re Magi? Sono un po’ milanesi

I Re Magi? Sono un po’ milanesi

Forse non tutti sanno che i Magi, che si ricordano il 6 gennaio, sono anche un po’ milanesi. La loro memoria e le loro reliquie si conservano a Milano, nella Chiesa di S. Eustorgio e a Brugherio, in Brianza.

L’origine mescola un po’ storia, un po’ tradizione e po’ leggenda, come spesso succede in questi casi, ma vale la pena di raccontarla.

Nei Vangeli si dice poco dei Magi, figure un po’ misteriose, forse astronomi (magoi, dal greco), giunti da Oriente a Gerusalemme seguendo la stella cometa e divenuti nei secoli simbolo dell’uomo in cammino alla ricerca del Bene.

Secondo la tradizione, i tre tornarono a Gerusalemme per testimoniare quello che avevano visto a Betlemme e nei primi anni di vita di Gesù e lì morirono.

Le loro spoglie furono trovate dalla Regina Elena, madre di Costante, capo dell’Impero Romano d’Oriente, e trasferite nella chiesa di S. Sofia a Costantinopoli.

Nel 343 Sant’Eustorgio fu eletto nono vescovo di Milano, di cui fu anche governatore. Costante le donò a Eustorgio quando questi, eletto vescovo, si recò da lui per rimettere nelle sue mani il mandato di governatore di Milano da lui ricevuto. Eustorgio le trasportò, assieme al pesante sarcofago nel quale erano state riposte, usando un carro trainato da buoi. Dopo un lungo e avventuroso viaggio di ritorno, giunse proprio qui, all’ingresso nella città da Porta Ticinese, dove il carro sprofondò nel fango e non fu possibile rimuoverlo. L’incidente fu interpretato da Eustorgio come un segno divino, e per questo fece erigere la prima basilica nella quale custodire le reliquie dei Magi.

Nel 1164 l’imperatore Federico I Barbarossa, durante una delle sue calate in Italia, ordinò al suo consigliere, Reinald von Dassel, che era anche arcivescovo di Colonia, di impadronirsi delle reliquie, che finirono cosi nel duomo della città tedesca.

Nel 1906, infine, il Card. Ferrari, vescovo di Milano, ottenne una parziale restituzione delle reliquie, ora conservate in una preziosa urna posta sopra l’altare dei Magi.

A ricordo del loro martirio, la liturgia ambrosiana usa, nel giorno dell’Epifania, paramenti di colore rosso.

(dal sito www.eustorgio.it)

È per questo che sul campanile della chiesa non c’è una croce, ma una stella a otto punte: la stella, appunto, dei Magi.

Il giorno dell’Epifania si tiene tradizionalmente un grande corteo in costume, con autorità civili e religiose, bande e corpi folcloristici, che parte dal Duomo di Milano e arriva fino a S. Eustorgio. Il corteo con tantissimi figuranti è ovviamente aperto dai Re Magi.

È una delle più antiche tradizioni di Milano, testimoniata fin dal Medioevo, amata soprattutto dai bambini che possono seguire tutto il percorso.

Appuntamento allora sabato alle 11 per la partenza dal Duomo, sosta in san Lorenzo (per ricordare l’incontro dei magi con Erode) e  arrivo previsto a S. Eustorgio per le 12.30 per la consegna dei doni al Gesù Bambino del presepe vivente.

E Brugherio? Qui facciamo un salto di un secolo e arriviamo a Sant’Ambrogio, vescovo di Milano nel IV sec. Fu Ambrogio a donare tre frammenti dei corpi dei Magi – tre falangi – alla sorella Marcellina, monaca in una villa poi divenuta monastero alla periferia della città.

Il reliquiario che tuttora le contiene fu realizzato nel 1600 e rappresenta i tre Magi come piccole figure: tre ometti, umitt in dialetto, il nome con cui i brugheresi chiamano affettuosamente i Magi.